La Confederazione certifica: Via Sicura è un bidone

Il Consiglio federale, spaventato dal malcontento diffuso, arriva con le modifiche

Nei confronti del bidone Via Sicura (che sanziona un eccesso di velocità senza alcuna conseguenza più duramente di una rapina) cresce il malcontento della popolazione. E si vede che cresce parecchio, dal momento che se ne sono accorti anche i burocrati bernesi.  Il Consiglio federale propone infatti una serie di misure per correggere le distorsioni di una legislazione senza capo né coda, emanata sotto il ricatto morale del populismo ro$$overde. Le proposte di modifica sono state ufficialmente presentante alla Commissione dei trasporti del nazionale nei giorni scorsi. E va detto: si tratta di proposte piuttosto interessanti. Tant’è che i talebani verdi sono letteralmente sbroccati. Naturalmente tirando in ballo i bambini morti sulle strade (loro “possono”: ma se sono gli odiati populisti e razzisti a parlare di bambini morti in relazione agli attentati dei terroristi islamici, la gauche-caviar strilla allo “sciacallaggio”).

In sostanza: secondo i rossoverdi chi è contrario a Via Sicura se ne fregherebbe dei bambini morti sulle strade. Quando invece il problema di Via Sicura è che criminalizza l’automobilista, anche se non ha creato alcuna situazione di reale pericolo. Perché questo era l’obbiettivo dei suoi promotori: partire dall’argomento di pancia, emozionale (i morti sulle strade) per giungere alla criminalizzazione generale degli automobilisti.

L’ira funesta

E’ poi il colmo che, accecati dall’ira davanti alla prospettiva di un depotenziamento della loro macchina persecutoria Via Sicura,  i suoi fautori si sono scagliati contro i funzionari federali rei di “non rispettare la volontà popolare”. Questo perché Via Sicura nasce come controprogetto ad un’iniziativa popolare, poi ritirata dopo l’approvazione di Via Sicura da parte della maggioranza delle Camere federali.

Quando si dice la tolla! Proprio la gauche-caviar, che cancella addirittura l’esito delle votazioni popolari sgradite (9 febbraio) ha il coraggio di appellarsi alla volontà dei cittadini in difesa di un’iniziativa che è stata ritirata e sulla quale, quindi, non c’è stato alcun voto? Ma chi credono di prendere per i fondelli questi signori?

Proteste diffuse

Una cosa è senz’altro vera: non è usuale che a tre anni dall’entrata in vigore di un pacchetto di norme, il Consiglio federale proponga delle modifiche di una certa portata. Se questo avviene, vuol dire che le norme in questione sono fonte di proteste importanti e diffuse. In altre parole, non sono tre gatti a lamentarsi, ma sono tanti cittadini. In altre parole: Via Sicura è effettivamente un bidone; lo certifica anche il Dipartimento Leuthard: altro che “balle populiste”.

Le modifiche proposte sono in sostanza le seguenti:

  • Rinunciare all’automatismo secondo cui chi supera di un tot i limiti di velocità viene automaticamente considerato un “pirata della strada”: il giudice deve avere la possibilità di valutare se effettivamente l’automobilista ha agito di proposito oppure se l’eccesso di velocità è avvenuto per negligenza.
  • La pena minima di un anno di privazione della libertà per i pirati della strada va eliminata: il giudice deve essere libero di infliggere una sanzione meno severa. Del resto il reato di messa in pericolo della vita altrui non prevede delle pene minime.
  • La durata minima del ritiro della patente per i reati di pirateria della strada deve scendere da due anni a sei mesi.
  • Il Consiglio federale propone inoltre di rinunciare all’installazione di scatole nere sui veicoli dei cosiddetti pirati della strada e di dispostivi che impediscono di utilizzare l’auto in caso di tasso alcolemico elevato poiché questi provvedimenti, che erano previsti per il futuro, sono ritenuti troppo costosi e poco efficaci.

Coda di paglia

I correttivi ipotizzati sono una certa importanza, anche se non risolveranno tutti i problemi. Via Sicura dovrebbe infatti saltare senza se né ma. Se sotto le cupole federali si corre ai ripari è perché ci si rende conto che il malcontento nei confronti di Via Sicura è tale che, se non si interviene con misure che non siano solo cosmetiche, il pacchetto è destinato a saltare nella sua totalità. Magari si teme il lancio di un’iniziativa popolare che spazzi via tutto. Vedremo quindi cosa decideranno le camere federali sulle modifiche proposte dal governo. Sicuramente nell’inedita mossa federale c’è anche una certa dose di “coda di paglia”. Si è raccontato che Via Sicura avrebbe sanzionato duramente i criminali stradali, ed in primis i dementi che organizzano le corse in autostrada: i quali, ma guarda un po’, sono tutti giovani stranieri. Invece si è fatto qualcosa di ben diverso. E ormai non è più possibile nasconderlo.

Lorenzo Quadri