La fregnaccia del “metodo leghista”

Insulti omofobi, Mattei peggiora ulteriormente la propria posizione

 

La scorsa domenica siamo stati deliziati (si fa per dire) dalle seguenti notizie:

  • inqualificabile post con insulti omofobi da parte del deputato di Montagna Viva Germano Mattei all’indirizzo del collega Daniele Caverzasio;
  • un gruppo di rapper, si suppone di $inistra e/o legato all’autogestione, è stato condannato a Berna per aver pubblicato una “canzone” farcita di calunnie a sfondo sessuale contro la deputata zurighese UDC Natalie Rickli.

Questi sono gli abissi di bassezza raggiunti dagli anti-leghisti ed anti-udc. Costoro, pur di dare addosso agli odiati “populisti”, si servono della vita privata, addirittura della sfera intima delle persone. Non solo se ne servono, ma arrivano pure ad inventare menzogne in tali ambiti, che con la politica nulla hanno a che vedere. E guarda caso, a ricorrere a simili schifezze sono poi gli stessi che si sciacquano la bocca con il “rispetto” e con la correttezza nel confronto politico. Naturalmente solo quando fa comodo a loro. Morale rigorosamente a senso unico!

No alle prese per i fondelli

Come se non bastasse, il buon Mattei non si è nemmeno scusato “come si deve” con il collega parlamentare grezzamente infamato. Si è limitato a fingere di farlo. Dopodiché si è lanciato in sgrammaticate invettive contro la Lega e contro il Mattino. In sostanza, la sua brillante tesi difensiva sarebbe quella di aver “voluto attirare l’attenzione sul metodo della Lega”. Ah ecco: si tratterebbe  dunque di un sofisticato esperimento comunicativo. Simili fregnacce non abbiamo alcuna intenzione di farle passare sotto silenzio. Ma chi si pensa di prendere per i fondelli? Già non è proprio qualificante il fatto che un deputato in Gran Consiglio sia un buzzurro.  Che poi il deputato in questione nemmeno si assuma le proprie responsabilità, ma  si arrampichi sugli specchi per dare la colpa ad altri, è un’ulteriore aggravante. Queste cose si fanno sì nelle aule. Ma in quelle degli asili d’infanzia. Non in quelle dei parlamenti.

Dagan na feta!

E chi sarebbero, a dire del parlamentare di Montagna Viva, i responsabili delle sue sbroccate social? Ma naturalmente l’odiata Lega ed il deplorevole Mattino, ça va sans dire! Qui qualcuno le sta sparando davvero grosse. Ad utilizzare la sfera intima degli avversari – o addirittura menzogne sulla sfera intima degli avversari – con l’obiettivo di infangarli (e per denigrare di riflesso il movimento politico d’appartenenza) non sono né la Lega né il Mattino. E’ Mattei. E sono anche certe cerchie antileghiste che poi si riempiono ipocritamente la bocca con il “rispetto”. O dobbiamo ricordare che il primo a tentare di servirsi della vita privata di Caverzasio per nuocergli è stato un portale di $inistra, legato a doppio filo con il P$? E come la mettiamo con i ripugnanti giornaletti antileghisti distribuiti nottetempo da un certo avvocato?

Gli insulti omofobi all’indirizzo di un collega parlamentare, Mattei non li ha di certo ripresi né da dichiarazioni di leghisti, né da articoli del Mattino. Per cui, che la pianti con la fetecchiata del “metodo leghista”. Quello è il suo, di metodo. A Mattei lo diciamo in dialetto per essere, come dice lui, più vicini alla realtà della gente: “dagan na feta”, e scusati come si deve. Senza arrampicarti sugli specchi. Senza cercare patetiche scuse. Senza tirare in ballo altri. Oppure taci.

Silenzi assordanti

Intanto sul caso prosegue il silenzio assordante dei moralisti a senso unico, vedi BrutTicino (ma esiste ancora?) e dintorni. Fosse stato un esponente politico leghista ad esprimersi nei termini utilizzati da Mattei, costoro avrebbero già riempito portali e giornali di prese di posizione collettive grondanti indignazione. Qui invece… citus mutus!

Lorenzo Quadri