La Germania dell’ “accogliamo tutti” fa i conti con le statistiche della delinquenza. Asilanti: esplode la criminalità

 

Ma come, non erano tutte balle populiste e razziste? Avanti con le frontiere BLINDATE!

Ma come, gli asilanti che delinquono non dovevano essere tutta una balla della Lega populista e razzista? Invece, ma guarda un po’, dalla Germania arrivano cifre che raccontano tutta un’altra storia. Le cifre sono quelle delle statistiche criminali dell’anno di disgrazia 2015.

E visto che con la bella stagione i flussi migratori si intensificano, non ci vuole una fantasia particolarmente perversa per immaginare che nei primi sei mesi dell’anno in corso la situazione sia peggiorata assai.

Da notare che le statistiche in questione erano state allestite dall’Ufficio federale della criminalità per uso interno della polizia. Ma poi sono “misteriosamente filtrate” sulla Bild, diventando così di dominio pubblico (questo già nei mesi scorsi; ma alle nostre latitudini sono ancora “inedite”). Si fosse trattato di dati pensati per la pubblicazione, hai voglia le taroccature in stile “Studio della SECO sull’occupazione”…

Aumento dei delitti fino al 270%

Cosa dicono dunque le statistiche germaniche? Un paio di cosette interessanti. Ad esempio, che i crimini commessi dai migranti economici nel 2015 sono aumentati, a livello nazionale, del 79%. Il  numero dei delitti è infatti salito a 208’344, ossia 92mila in più dell’anno precedente. Ovviamente, se si va a vedere nelle regioni più toccate dal caos asilo provocato dalla scriteriata politica dell’ “Anghela” Merkel, i dati s’impennano. In Baviera, ad esempio, sempre nel 2015, gli interventi di polizia contro finti rifugiati sono stati 17’246. Rispetto al 2014, si registra un bell’aumento del 270%. E il ministro dell’interno bavarese ha pure aggiunto una precisazione eloquente: “la polizia ha raggiunto il limite nel tenere la situazione sotto controllo”. Sempre più spesso, ha poi detto il ministro, gli agenti sono bersaglio di aggressioni, “soprattutto le poliziotte”.

Il rapporto riferisce inoltre di 240 tentativi di omicidio commessi da migranti nel 2015, mentre nel 2014 erano 127, e di 27 migranti uccisi da altri asilanti. Eh già, perché proprio in Germania era venuta alla luce la triste vicenda dei rifugiati cristiani aggrediti nei centri d’accoglienza da migranti islamici che tentano di spacciarsi per “perseguitati”. E invece, come dimostrano simili comportamenti, sono tutt’altro.

“Si annoiano”

Interessante notare la tesi riportata dal capo della grande società tedesca che si occupa della sicurezza dei centri d’accoglienza, per spiegare il comportamento criminoso dei migranti: “dopo un po’ nei centri si annoiano”. Ah ecco! Quindi si giustificano le aggressioni, specie quelle a sfondo sessuale: devono pur passare il tempo, tutti questi giovanotti con gli ormoni in esubero. Colpa dei cittadini chiusi e razzisti che non mettono a disposizione degli immigrati parchi di divertimento, palestre, serate al cinema e piscine dedicate. Avanti, trasformiamo i centri asilanti in tanti bei club méd. Così gli ospiti non si annoiano e quindi (?) non delinquono.

Mancano i “fatti di Colonia”

E c’è anche un altro aspetto che va considerato. La statistica dei crimini commessi da migranti nel 2015 è incompleta per una parte importante. I famigerati “fatti di Colonia”, avvenuti a cavallo del 2016, non sono ancora considerati. Quindi l’impennata dei reati commessi è assai maggiore del già monumentale +79% che vi figura.

Né ovviamente, trattandosi di statistiche del 2015, esse possono considerare ciò di cui ha dato notizia la stampa tedesca nelle scorse settimane: ossia che il numero di molestie nelle piscine tedesche, ad opera di migranti, è “enormemente aumentato”  – e ci sono stati anche degli stupri.

Vuoi vedere che presto le donne non potranno più andare in piscina a causa della minacciosa presenza di finti rifugiati, magari ben carburati con bevande alcoliche? Ma guai a vietare a questi ultimi l’accesso ai lidi: i politikamente korretti strillano allo scandalo ed al fascismo. Perché, è chiaro, la sicurezza della popolazione residente – ed in particolare delle donne, ma non solo – non è una priorità. La priorità è “aprirsi”. Semmai si dirà alle bagnanti di indossare il costume intero o, perché no?, magari un bel “burqini”. Insisti a metterti il bikini – perché non ti sta bene che ti si prescriva cosa puoi indossare e cosa no in funzione degli immigrati clandestini – e vieni molestata (o peggio)? Colpa tua, svergognata: te la sei andata a cercare. Anzi, magari l’hai pure fatto di proposito. Non te l’ha mica ordinato il medico di girare mezza biotta. Ecco, questa è la mentalità degli autocertificati “progressisti” e detentori della morale.

Anche da noi…

Gli asilanti, ovviamente, non delinquono solo in Germania. Lo fanno anche da noi. E’ notizia degli scorsi giorni che il finto rifugiato eritreo, ospite del centro di Losone, condannato per stupro ai danni di una connazionale, è di nuovo uccel di bosco. Da notare che l’asilante-stupratore, che era stato condannato a 9 mesi di carcere e al pagamento di 3000 Fr per torto morale, ha impugnato la sentenza presso la Corte d’appello. E ne ha pure ottenuto l’annullamento. Motivo? Il suo interrogatorio in aula non era stato verbalizzato. Per cui, processo da rifare. Che però non si rifarà poiché il reo ne ha approfittato per rendersi latitante. Adesso ci piacerebbe proprio sapere quanto è costata al contribuente ticinese questa procedura giudiziaria (compreso l’avvocato d’ufficio del finto rifugiato) conclusa con un nulla di fatto (finita nella tazza del water, per i meno raffinati).

La morale è sempre la stessa. Visto che di migranti economici ne abbiamo troppi, con oltretutto il rischio terrorismo che questo comporta, è ora di blindare le frontiere. L’esempio della Germania ben ci mostra cosa succede ad “aprirsi”. E noi siamo già overbooked.

Lorenzo Quadri