La partitocrazia schierata con gli estremisti islamici

Commissione del Consiglio degli Stati: come da copione, il triciclo rifiuta di agire

 

Con una (scontata) decisione nel segno del multikulti politikamente korretto, la commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) nella sua ultima seduta ha respinto cono 10 voti favorevoli, un astenuto e nessun contrario la mozione del deputato leghista Lorenzo Quadri che chiedeva di vietare i finanziamenti esteri a moschee e luoghi di culto islamici. La mozione era stata invece approvata dalla maggioranza del Consiglio nazionale nel settembre del 2017 con 94 Sì, 89 No e 5 astenuti.

Lorenzo Quadri, cosa ne pensa della decisione della Commissione della Camera Alta?

Non mi fa piacere, evidentemente, ma certo non è una sorpresa. Del resto la CAG-S è riuscita ad asfaltare, con 12 voti ad 1, anche l’iniziativa popolare contro i giudici stranieri. Quindi mi sento in ottima compagnia. Si potrebbe quasi dire che, se quella Commissione approva un’iniziativa, popolare o parlamentare che sia, vuol dire che i proponenti hanno sbagliato qualcosa…

Sì, ma fuor di battuta?

Fuor di battuta, alcune considerazioni. Primo: è evidente che qui ci sono dei politicanti che credono di vivere nel paese dei balocchi e di poter combattere il radicalismo islamico a colpi di politicamente corretto e di buonismo-coglionismo. Davanti a simili situazioni, viene proprio da dire: povera Svizzera! Secondo: la Commissione si chiama “degli affari giuridici” ma la decisione presa non è giuridica bensì politica; e all’insegna della solita politica da “pensiero unico”.

La Commissione argomenta il suo njet dicendo che “reputa ci siano altri modi per porre un freno all’attività dei predicatori estremisti e rimanda alla nuova legge sulle attività informative e al piano nazionale per prevenire la radicalizzazione e l’estremismo violento”.

Avanti col “benaltrismo”! Le soluzioni che vengono proposte da una certa parte politica non vanno mai bene. Bisogna sempre fare “ben altro”. E, nel mentre che si aspetta il “ben altro”, non si fa

 assolutamente nulla. Qui abbiamo un esempio da manuale. Anche i paracarri hanno capito che il famoso piano nazionale contro l’estremismo è un esercizio alibi: del tutto inutile. Non per nulla è un “parto” del Dipartimento Sommaruga. Ossia della ministra il cui partito, il P$$, vorrebbe rendere l’Islam religione ufficiale in Svizzera. Tutti gli esperti di radicalismo islamico, a partire dalla premiata attivista per i diritti umani Saïda Keller Messahli, confermano che il modo più efficace per combattere l’estremismo islamico è impedire i finanziamenti esteri alle moschee. A versarli sono infatti enti, persone o organizzazioni che pagano affinché il radicalismo venga diffuso in Svizzera. Ma evidentemente per la partitocrazia la priorità non è la sicurezza del Paese. La priorità è evitare ogni possibile rimprovero di “islamofobia”.

E come la mettiamo con la libertà di religione?

Il divieto di finanziamenti esteri a luoghi di culto islamici non lede in alcun modo la libertà di religione. Inoltre l’Islam non è una religione come le altre, poiché non conosce la separazione tra fede e politica. E’ evidente che, con decisioni come quelle della CAG degli Stati, la casta trasforma la Svizzera nel paese del Bengodi per miliziani dell’Isis ed analoghe organizzazioni terroristiche. Inutile dire che non arriva alcun segnale nemmeno a proposito dell’altro grosso fattore di rischio per il nostro Paese: le prestazioni assistenziali facili a migranti economici islamici, radicalizzatori compresi. I quali possono così continuare indisturbati a svolgere la propria opera, oltretutto stipendiati dal contribuente.

Cosa bisogna aspettarsi ora?

La CAG – S, da quanto si può leggere sul comunicato ufficiale (i verbali  commissionali non sono pubblici) non ha in realtà uno straccio di argomento contro il divieto di finanziamenti esteri alle moschee, che  è già stato approvato dalla maggioranza Nazionale. C’è da sperare che il plenum della Camera dei Cantoni dimostrerà maggior buonsenso della sua Commissione. Ma naturalmente, con la partitocrazia che ci ritroviamo, illudersi sarebbe fuori luogo.

MDD