La persecuzione ha inizio

Come previsto, la kompagna Sommaruga ha iniziato a prendersela con gli automobilisti

Si comincia in sordina ma poi, con la tattica del salame (una fetta alla volta)…

Come da copione, il disastro ha inizio. Dal primo gennaio, dopo la partenza della Doris uregiatta dal governicchio federale, alla direzione del Dipartimento federale dei trasporti, dell’ambiente, dell’energia e delle telecomunicazioni (DATEC) è malauguratamente approdata la ministra del “devono entrare tutti”, kompagna Simonetta Sommaruga. Ed ecco che cominciano le iniziative improntate al talebanismo ambientalista.

Per ora, come antipasto, la kompagna ministra si è lanciata contro le automobili di grossa cilindrata (“In Svizzera ce ne sono troppe”). Si prende nota che ancora una volta nel mirino della criminalizzazione ci sono i soliti automobilisti: per i $inistrati ormai un’ossessione.  Dopodiché, Sommaruga ha aggiunto di voler “diminuire i valori delle emissioni in accordo con l’UE”.

Quindi il programma è chiaro: 1) persecuzione degli automobilisti svizzeri e 2) i funzionarietti di Bruxelles vengono addirittura invitati a comandare in casa nostra.

Si comincia con le grosse cilindrate

E’ evidente che la Simonetta procederà con la tattica del salame: prima si lancia la fatwa contro le auto di grossa cilindrata, poi sarà il turno di quelle di media cilindrata, poi si pretenderà di autorizzare solo veicoli elettrici, e avanti così. Altrettanto evidente è che, mentre la Svizzera seguirebbe in modo pedissequo, preciso e masochistico tutte le disposizioni di Bruxelles, gli altri paesi se ne farebbero un baffone.

Dopo gli automobilisti a finire sulla graticola saranno i riscaldamenti a nafta.

Con il politikamente korrettissimo pretesto della tutela dell’ambiente, si introdurranno tasse, balzelli e divieti vieppiù opprimenti. Perché tale è il consueto modo di procedere dei $inistrati. Naturalmente solo i residenti saranno bersagliati. Per un miglioramento ambientale pari a zero, visto che l’inquinamento è un problema globale.

E i TIR UE?

Alzare – a scopo dissuasivo –  la tassa sul traffico pesante a carico dei bisonti UE in transito parassitario attraverso la Svizzera? Neanche per sogno! E’ roba da beceri populisti e razzisti! Non si può (“sa po’ mia!”) discriminare!

Si ricorda che oggi i TIR europei utilizzano la Svizzera come corridoio a basso costo perché il kompagno Leuenberger calò a suo tempo le braghe davanti all’UE sull’ammontare della tassa sul traffico pesante a carico dei bisonti comunitari: infatti accettò tariffe stracciate.  Ma a questo proposito, naturalmente, i ro$$overdi non hanno nulla da dire. Imbarazz, tremend imbarazz! E poi c’è di mezzo l’UE: per cui, neanche a sognarsi di contrariarla. Giù, chinati a 90 gradi: è questo l’unico atteggiamento possibile!

Del resto il P$ della kompagna Sommaruga vuole l’adesione della Svizzera alla Disunione europea e sostiene lo sconcio accordo quadro istituzionale che ci trasformerà in una colonia di Bruxelles.

Invasione

E sull’invasione di frontalieri uno per macchina? E sulle conseguenze ambientali dell’immigrazione incontrollata? Anche qui, nemmeno un cip. Tanto più che proprio Sommaruga ebbe a dire, quando il caos asilo aveva raggiunto l’apice, che gli svizzerotti (chiusi e gretti) avrebbero dovuto stringersi per far posto ai finti rifugiati. Facciamo entrare tutti!  Con le conseguenze, anche ambientali, del caso. Poi, per ridurre le emissioni, ci martelliamo voluttuosamente sui gioielli di famiglia con mazzotti politikamente korretti. Avanti con le politiche ambientali ideologiche ed irrealistiche, il cui impatto globale è vicino allo zero!

Modesto suggerimento

Se la kompagna Simonetta vuole cominciare ad affrontare i dossier del suo (troppo vasto) Dipartimento, inizi da due cosucce semplici:

  • Buttare all’aria il bidone via Sicura, per colpa del quale – tra le altre cose – i poliziotti non possono più inseguire i criminali, altrimenti finiscono in galera loro come “pirati della strada” (vedi il recente caso di Ginevra);
  • Ordinare la restituzione ai cittadini del tesoretto da 600 milioni indebitamente prelevato dalla Serafe per farlo confluire nelle tasche della SSR.

Lorenzo Quadri