La professoressa asfalta gli spalancatori di frontiere

Libera circolazione solo per chi lavora, non per mantenuti e picchiatori stranieri

 

Bene! Gli spalancatori di frontiere si sono beccati una sonora legnata. E non da parte dei soliti “populisti e razzisti” ma nientemeno che da una professoressa dell’Università di Basilea.  Christa Tobler, esperta di diritto europeo, in un’opinione pubblicata sulla NZZ ha asfaltato la libera circolazione delle persone. O piuttosto, ha asfaltato l’interpretazione “estensiva” (eufemismo) che ne fa la casta spalancatrice di frontiere e multikulti. Quella che utilizza la libera circolazione come pretesto per costringere gli svizzerotti fessi non solo a far entrare tutti i cittadini UE,  ma anche a mantenerli, e a non espellerli quando delinquono. E questo malgrado il popolo abbia votato l’espulsione dei criminali stranieri.

La scellerata sentenza

Ad innescare la polemica, una scellerata sentenza del tribunale cantonale zurighese. I legulei sulla Limmat hanno infatti deciso che (contrariamente a quanto stabilito dalla corte distrettuale) espellere un picchiatore tedesco 27enne, senza lavoro e nemmeno intento a cercarlo, “sa po’ mia” poiché sarebbe – udite udite – contrario alla devastante libera circolazione. Gli stessi legulei hanno peraltro ammesso che questa interpretazione è controversa. Ovvero, che si poteva anche decidere diversamente. Ma loro naturalmente hanno scelto di comunque sentenziare che il delinquente e lazzarone tedesco deve rimanere in Svizzera. Alla faccia della volontà dei cittadini che già nel lontano 2010 hanno votato che gli stranieri che delinquono vanno espulsi.

Chi non lavora…

La professoressa Tobler sulla NZZ asfalta i camerieri dell’UE del tribunale cantonale zurighese. L’accordo di libera circolazione, spiega l’esperta, vale solo per chi lavora, o per chi, pur non lavorando, ha sostanza sufficiente per mantenersi e pagare l’assicurazione malattia. Chi invece non lavora ed è a carico del contribuente non può pretendere di restare. Di conseguenza, il 27enne picchiatore tedesco già per questo motivo non ha alcun diritto a risiedere nel nostro paese. Sicché va espulso. In più, è in Svizzera a commettere reati. E la nostra legge prevede l’espulsione dei delinquenti stranieri.

Quindi ci sono ben due motivi cumulativi per cui il picchiatore “non patrizio” va accompagnato al confine. Eppure i legulei del “devono entrare tutti” pretendono di tenerlo qui,  naturalmente a carico del solito sfigato contribuente!

Ecco chi dobbiamo ringraziare se la Svizzera sempre più si trasforma nel paese del Bengodi per foffa d’importazione!

Come se non fosse già grave…

La casta spalancatrice di frontiere pretende di estendere i diritti derivanti dalla libera circolazione delle persone, che valgono solo per i lavoratori, anche a chi non rientra affatto in tale categoria. E che quindi non solo può, ma deve essere espulso. Altro che “sa po’ mia”!

Come se non fosse già abbastanza deleterio che la libera circolazione ci riempia di frontalieri e padroncini che devastano il mercato del lavoro, provocando soppiantamento e dumping salariale, dovremmo anche tollerare che venga utilizzata come pretesto per tenere in Svizzera stranieri che delinquono o che mungono lo stato sociale? Qui qualcuno non ha capito da che parte sorge il sole.

A casa

E’ ormai sempre più chiaro che noi svizzerotti fessi, senza nemmeno essere membri dell’UE, siamo gli unici ad applicare la libera circolazione delle persone come un lasciapassare universale che garantisce a tutta la foffa comunitaria il diritto (?) di venire a delinquere e a farsi mantenere nel nostro Paese.
Ringraziamo i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale, nella partitocrazia PLR-PPD-P$ e nella magistratura.

Infine, una cosa è evidente: gli azzeccagarbugli del tribunale cantonale zurighese che hanno deciso che il picchiatore 27enne tedesco che non lavora non può essere espulso dalla Svizzera, vanno lasciati subito a casa.

Lorenzo Quadri