La verde contro il 1° agosto

Anche sotto le cupole federali, la gauche-caviar precipita sempre più in basso

 

Proprio vero che alle scempiaggini della gauche-caviar non c’è limite! L’ultima sortita di una consigliera nazionale dei Verdi, tale Aline Trede (BE) è davvero da incorniciare. Siamo (quasi) al livello delle esternazioni della kompagna Addolorata Marra, che in occasione di un 1° agosto ebbe a dichiarare che “la Svizzera non esiste”. Qui siamo ancora in tema di 1° agosto: ricorrenza nei cui confronti i $inistrati dimostrano di covare un astio particolare. Non per niente sono sempre schierati contro la Svizzera e contro gli svizzeri.

Ma cosa si è inventata la verde Trede? Ha pensato bene di presentare un’interpellanza al Consiglio federale chiedendo nientemeno che l’abolizione della Festa nazionale. La quale, secondo l’illuminata signora, andrebbe rimpiazzata –  in altra data e meglio il 16 marzo – con una festività per commemorare l’introduzione in Svizzera del diritto di voto alle donne.

Bel servizio alla causa femminile

E’ manifesto che la verde politicante, in cerca di facile visibilità mediatica, ha perso la testa. E soprattutto: se pensa di migliorare la posizione della donna, e la stima di cui godono le donne in politica, con simili boutade idiote, forse è meglio che se ne stia a casa.

Per fortuna, il Consiglio federale ha avuto la decenza di rispondere alla Frau Trede che la sua proposta di abolire il 1° agosto è una “cagata pazzesca” (cit. Fantozzi). Ci sarebbe mancato altro. Ma che a Berna sotto le cupole federali siedano parlamentari come la buona Trede, deve fare riflettere sulla qualità dei soldatini della gauche-caviar, di cui i verdi elvetici – che sono come le angurie: verdi fuori, ro$$i dentro – fanno parte a pieno titolo. A maggior ragione se si pensa che un’altra grande statista, sempre consigliera nazionale per i Verdi, tale Irene Kälin, ha dichiarato che “L’islam deve diventare religione ufficiale in Svizzera”.

Populismo climatico

Adesso, pompato alla grande dalla stampa di regime, ed in particolare dalla Pravda di Comano, il populismo climatico va di moda (passerà, come tutte le mode).

Perché la TV di Stato regge la coda al populismo climatico? Elementare, Watson: per fare campagna elettorale ai ro$$overdi in vista delle elezioni federali di ottobre.

Ebbene, chi vota a sostegno del populismo climatico sappia che vota per chi vuole abolire il primo agosto, per chi vuole l’islam religione ufficiale, per chi vuole l’adesione della Svizzera all’UE, per chi vuole lo sconcio accordo quadro istituzionale, per chi vuole le frontiere spalancate, per chi vuole sempre più tasse e balzelli… altro che ambiente, altro che clima!

Lorenzo Quadri