L’Austria chiude le moschee; noi ci inchiniamo agli islamisti

Grazie partitocrazia del triciclo! Siamo governati da camerieri e calabraghe

 

Ma guarda un po’. L’Austria ha deciso di chiudere sette moschee turche e di allontanare alcuni imam. Non solo. Come hanno spiegato il cancelliere Sebastian Kurz e il ministro degli Interni Herbert Kickl, i capi religiosi dell’associazione Atib sono accusati di finanziamenti illeciti dall’esteroe di violazione della legge austriaca sull’islam. Inoltre una quarantina di imam dell’Atib, Unione turco-islamica per la collaborazione culturale e sociale in Austria, rischia di perdere i loro permessi di soggiorno”, si legge nelle note d’agenzia.

Da notare: “finanziamenti illeciti dall’estero”. Perché evidentemente questi capitali stranieri, in arrivo da paesi come la Turchia, l’Arabia Saudita, il Qatar,… vengono versati a moschee europee con l’obiettivo di foraggiare la diffusione in Occidente dell’islam radicale. Per questo motivo in Austria i finanziamenti esteri alle moschee sono vietati.

La grande moschea turca

La situazione è chiara anche ai paracarri, ma non ai camerieri dell’UE in Consiglio federale, né ai barlafüs del Consiglio degli Stati. I quali, seguendo gli sproloqui della loro commissione degli affari giuridici (ovvero la famosa CAG, quella che fa proprio CAG) hanno bocciato la mozione che chiedeva di vietare i finanziamenti esteri alle moschee.

Non solo: a Sciaffusa di recente i politicanti hanno avuto la geniale idea di autorizzare la realizzazione di una grande moschea. Una moschea, ma tu guarda i casi della vita, turca.Con imam nominati direttamente dal governo di Ankara (che quindi non conoscono affatto la realtà svizzera, e che di certo non predicheranno l’integrazione). E munita addirittura di asilo, per cominciare a radicalizzare già i bambini. Ed, evidentemente – anche se i promotori del progetto negano – a finanziare tutta la “bella” operazione saranno soldi turchi.

 

Paragone umiliante

Quindi: in Austria cominciano le pulizie contro l’islam radicale, con chiusura di moschee ed espulsioni. In Svizzera, invece, e per l’ennesima volta, si CALANO LE BRAGHE. E’ terra di conquista! E sappiamo grazie a chi. Il paragone si fa sempre più umiliante.

Blaterano infatti le pavide mezze calzette della partitocrazia: vietare i finanziamenti esteri alle moschee, come richiesto da una mozione di chi scrive, approvata dalla maggioranza del Consiglio nazionale? “Sa po’ mia”!E’ problematico intervenire nei confronti di una sola religione”,farneticano i politicanti del triciclo incadregati nella Camera dei Cantoni, facendo eco alla ministra del “devono entrare tutti”, kompagna Simonetta Sommaruga. Ma si può essere più tamberla di così? E’ chiaro che se il pericolo proviene da una sola “religione” – che non conosce la separazione tra Stato e chiesa, per cui non stiamo parlando solo di una fede ma di un sistema politico – si interviene lì! O qualcuno ha già sentito parlare in Europa di attentati messi a segno da integralisti cattolici, ebrei, buddisti, animisti, pastafariani o seguaci di Giove Pluvio?

Qualcuno si è bevuto il cervello

Inutile dire che sul fronte delle prestazioni assistenziali facili a finti rifugiati estremisti islamici,che poi passano il tempo a radicalizzare mantenuti con i soldi del solito sfigato contribuente, non succede assolutamente un tubo. Malgrado il campanello d’allarme sia suonato a più riprese. A Basilea per poco non sono stati  naturalizzati due giovani musulmani che non davano la mano alla docente perché donna. E un altro recente indizio la dice lunga su quanto siamo ormai caduti in basso. Nel processo ai pagliacci islamisti Nicolas Blancho, Qassim Illy, e compagnia cantante (pagliacci pericolosi, intendiamoci) il Ministero pubblico della Confederella ha rimandato di tre settimane la comunicazione della sentenza. E questo in nome del ramadan. Ohibò: da quando in qua il Ramadan è una festività svizzera? Qui qualcuno si è proprio bevuto il cervello!

L’islamismo dilaga

Perché in Austria la diffusione dell’islamismo viene affrontata di petto e combattuta, mentre in Svizzera al contrario addirittura la si promuove in nome del fallimentare multikulti, del politikamente korretto, e del mantra del “non bisogna discriminare”?

Facile: perché in Austria ci sono dei governanti che difendono gli interessi del paese. In Svizzera, invece, ci ritroviamo  dei camerieri dell’UE, terrorizzati dell’idea di venire accusati di “razzismo” o di “islamofobia”. Soldatini della casta che, pur di bocciare qualsiasi proposta in arrivo dagli odiati “populisti”, mettono i gioielli di famiglia sotto il rullo compressore e permettono agli estremisti islamici di dilagare nel paese.

Fregatura in arrivo

Intanto grazie alla ministra del “devono entrare tutti” kompagna Simonetta Sommaruga ed alla partitocrazia spalancatrice di frontiere, porte aperte ai finti rifugiati musulmani, non integrati né integrabili. E poco ma sicuro che, con la revisione degli accordi di Dublino, i funzionarietti UE faranno in modo di rifilare sempre più finti rifugiati ai paesi che non si trovano sui confini esterni dello spazio Schengen (come il nostro). Magari calcolandoli in base a qualche algoritmo. Facile prevedere quale sarà la posizione dei camerieri dell’UE sotto le cupole federali. Braghe calate – con la kompagna Simonetta che si “offre spontaneamente” di accogliere sempre più migranti economici, così i kompagni di merende P$ possono lucrare sul business dell’asilo – e sempre più finti rifugiati islamisti installati e sontuosamente mantenuti in Svizzera a spese del solito sfigato contribuente!

Lorenzo Quadri