Legittima difesa: soltanto la Svizzera è ferma al palo?

Dopo l’Italia, toccherà alla Francia? Quadri: “La realtà è cambiata, prendiamone atto”

Un po’ ovunque in Europa il tema della legittima difesa di chi è vittima di un’aggressione, ed in particolare di una rapina in casa, tiene “legittimamente” banco.

In Italia la legge è stata di recente modificata nell’ottica di un potenziamento del diritto alla legittima difesa. Adesso anche in Francia un deputato ex En Marche, Joachim Son-Forget, ha presentato una proposta che va nella medesima direzione.

Ed in Svizzera?

“In Svizzera– osserva il Consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, autore di un’iniziativa parlamentare che chiedeva appunto il potenziamento della legittima difesa – siamo fermi al palo. Non tanto perché manchino le proposte. Ma perché il triciclo PLR-PPD-P$$ le boccia”.

Le proposte in materia di legittima difesa hanno un denominatore comune?

Sì, tutte affrontano il tema partendo dall’eccesso di legittima difesa. In sostanza, chi ha ecceduto nel difendersi diventa a sua volta punibile. Deve affrontare processi lunghi e defatiganti. E questa prospettiva è un deterrente che spinge molte vittime di rapine a rinunciare a difendersi del tutto. L’eccesso nella difesa è tuttavia a sua volta scusabile. Tutte le proposte, compresa la mia, allentano i requisiti necessari a questa scusabilità. La mia proposta, ad esempio, prevedeva un’inversione dell’onere della prova per chi è aggredito in casa. In sostanza, si parte dal presupposto che la vittima di una rapina nella propria abitazione che eccede nella legittima difesa si trovi di principio, proprio per le circostanze stesse del fatto, in una condizione di eccitazione o sbigottimento che rende scusabile l’eccesso di legittima difesa; a meno che l’autorità inquirente dimostri il contrario.

L’attuale legislazione spingerebbe a suo parere le vittime di una rapina in casa a non difendersi. Un effetto voluto?

All’inizio non era certo questo l’intento, ma adesso è così. Per il pensiero unico, la difesa deve essere monopolio dello Stato. L’establishment vuole per principio dei cittadini indifesi. Si pensi al recente caso del Diktat disarmista dell’UE che colpisce esclusivamente le persone oneste, e non certo i criminali, che le armi se le procurano sul mercato nero. Chiaramente, è più facile spossessare i popoli dei propri diritti, anche fondamentali, se per decenni è stato praticato loro il lavaggio del cervello con l’obiettivo di renderli pecore. Ecco perché tradizioni svizzere come l’esercito di milizia, l’arma d’ordinanza a domicilio, il diritto liberale delle armi, per la casta sono un pugno in un occhio.

Cosa è successo alla sua iniziativa parlamentare per il potenziamento del diritto alla legittima difesa?

L’iniziativa è stata respinta in Consiglio nazionale dal triciclo PLR-PPD-PSS nel marzo del 2018. In particolare la $inistra rossoverde strillava istericamente al Far West. E questo davanti ad un’iniziativa moderata, oltretutto limitata alle rapine in casa.

Bisogna però riconoscere che le rapine in casa in Ticino, ma anche in Svizzera, sono poche.

Sì certo, sono poche per il momento. Ma sono destinate ad aumentare. La libera circolazione delle persone e le frontiere spalancate sono una manna per la criminalità più pericolosa e senza scrupoli. A ciò si aggiunge che, a seguito della frammentazione della nostra società, sempre più persone, magari anziane, vivono da sole. Sono quindi facili bersagli. La Svizzera non è abituata ai rapinatori violenti e di conseguenza anche i sistemi di sicurezza sulle abitazioni sono carenti o inesistenti. L’attuale legislazione, compresa quella sulla legittima difesa, andava bene quando il massimo della delinquenza era il topo d’appartamento che entrava a rubare in assenza dei proprietari e si dava alla fuga al minimo rumore. In futuro non sarà più così. Non dimentichiamo poi che la famosa “primavera araba” ha svuotato le carceri locali, e con i flussi migratori…

A livello federale il discorso sulla legittima difesa è chiuso?

Se in ottobre sarò rieletto, tornerò certamente alla carica sul tema.

E a livello cantonale?

In Ticino è pendente in Gran Consiglio l’iniziativa popolare, lanciata dal Guastafeste ed appoggiata dalla Lega, che chiede che chi è stato ingiustamente accusato di eccesso di legittima difesa e poi assolto, non sia tenuto a pagare alcun tipo di spesa legale. Si dirà che è una proposta minimalista. Ma questo è il margine di manovra che permette il diritto cantonale. La legittima difesa è infatti regolata a livello federale.

Che chance ha, a suo parere, questa iniziativa?

In commissione il rapporto favorevole all’iniziativa popolare, redatto dalla leghista Sabrina Aldi, è di minoranza. La maggioranza ha preferito seguire il rapporto del PLR Giorgio Galusero, che la respinge l’iniziativa con argomenti al limite del ridicolo. Ad esempio, che essa comporterebbe costi enormi per lo Stato, cosa assolutamente non vera. Se il plenum del parlamento seguirà questa impostazione, ci sarà una votazione popolare. La mia previsione è che, in tal caso, i votanti sosterranno l’iniziativa, asfaltando ancora una volta partitocrazia.

MDD