Leuthard senza vergogna: vuole la SSR per migranti

“No critici” al No Billag presi per i fondelli alla grande: tutto come prima? Peggio!

La proposta di nuova concessione alla TV di Stato contraddice clamorosamente tutte le promesse fatte prima della votazione popolare sull’iniziativa contro il canone. Chi si è fatto infinocchiare dai  blabla dell’emittente di regime e della Doris uregiatta è servito! Ben gli sta!

Proprio come avevamo previsto: passata la festa, gabbato lo santo! Prima del 4 marzo scorso, data della votazione sulla “criminale” iniziativa No Billag, l’emittente di regime si è prodotta  in ogni sorta di promessa di emendarsi. Non ha risparmiato i toni catastrofisti e lacrimosi. Purtroppo molti cittadini ci sono cascati ed hanno votato il famoso “No critico” all’iniziativa per l’abolizione del canone. Ovvero: voto No, ma a patto che voi (emittente di regime) cambiate finalmente rotta. Così come avete promesso di fare.

Adesso vediamo in quale considerazione vengono tenuti i tanti cittadini che hanno votato “No critico” al No Billag: Cornuti e mazziati!

La radioTV di Stato – che, con i soldi del canone, il “servizietto”  lo fa all’establishment multikulti e spalancatore di frontiere; altro che servizio pubblico – ha dunque preso per i fondelli i cittadini. Lo stesso ha fatto la ministra delle telecomunicazioni: ovvero la Doris uregiatta (quella che, tanto per dirne una, regge la coda ad oltranza alla direttrice della Posta Susanne “un milione all’anno” Ruoff).

Aprire gli occhi

Ed infatti la proposta di nuova concessione alla SSR per il periodo 2019 – 2022, appena approdata alla commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (ma la concessione la decidono i sette camerieri dell’UE, il parlamento può al massimo fare delle proposte) è un’autentica presa per i fondelli. La clamorosa e svergognata smentita di tutte le promesse fatte prima del 4 marzo e a cui, malauguratamente, in tanti hanno abboccato. Adesso i “No critici” al No  Billag dovranno giocoforza aprire gli occhi. Ma purtroppo è tardi.

Tutto dimenticato

Tanto per cominciare. Nella nuova concessione alla SSR, non si accenna neppure a “fare con meno”, a “ridimensionarsi”, così come promesso in tutte le salse prima della votazione sul canone. Colpo di spugna! Tasto Reset! Al contrario, la TV di Stato viene invitata a dilagare nel settore online,facendo in questo modo concorrenza sleale (dopata con i soldi del canone) agli operatori privati. Chiaro: la casta vuole controllare e manipolare, con i soldi del canone più caro d’Europa, anche le informazioni in rete. (Del resto, le web news sono un settore in crescita. Il TG della Pravda di Comano invece, ormai ridotto a bollettino parrocchiale del P$, non se lo fila più nessuno). Espandersi vuol dire costare di più. Chi paga? Il cittadino, con il canone più caro d’Europa!

Intrattenimento?

Non ancora contenti, la Doris ed i suoi reggicoda continuano a montare la panna sull’intrattenimento SSR. Un segmento che andrebbe semmai stralciato dal servizio pubblico. Perché proporre quiz cretini, magari con concorrenti frontalieri, e serie ribollite, non è servizio pubblico. E non può essere fatto pagare a tutti i cittadini, compresi quelli che non guardano la TV. Forse qualcuno crede ancora di essere negli anni 50. Con il moltiplicarsi dei canali, delle TV tematiche, con  internet, la rivoluzione digitale, Youtube, Netflix e chi più ne ha più ne metta, chi ha ancora bisogno della televisione di Stato per farsi propinare l’intrattenimento… di Stato? E’ evidente che questo settore non ha alcun futuro. E’ un morto che cammina. O piuttosto: è un piano occupazionale per far lavorare amici, parenti, raccomandati ed immanicati vari.

TV per migranti

L’intrattenimento dovrebbe semmai limitarsi a quel che attiene alla promozione delle tradizioni e delle particolarità del nostro Paese. Ma la direzione che si vuole ufficialmente prendere è proprio quella opposta. E qui arriva la magistrale (?) prestazione della Doris uregiatta: incaricare esplicitamente la SSR (che non aspettava altro) di fare la radiotelevisione per migranti. Con la missione di reggere la coda all’immigrazione scriteriata. Di praticare il lavaggio del cervello agli svizzerotti “chiusi e gretti” affinché facciano entrare tutti. Lo sconcio proposito è contenuto nell’articolo 14 della nuova concessione: “La popolazione “con passato migratorio” (nuovo eufemismo per dire: gli stranieri) in Svizzera aumenta sempre di più (grazie a chi?, ndr) e la SSR deve considerare questa realtà nella sua offerta, promuovere l’integrazione e la comprensione reciproca”e avanti con le trite fregnacce politikamente korrette. Il disegno è chiaro: usare i soldi del canone più caro d’Europa per fare politica multikulti, pro – frontiere spalancate, pro – immigrazione scriteriata, pro – islamizzazione della Svizzera. Ed inserirlo a chiare lettere nella concessione. Già adesso la SSR, invece di informazione di servizio pubblico, produce e diffonde propaganda politica per il  “devono entrare tutti”. Immaginiamo il giorno in cui dovesse venire incaricata ufficialmente di farla, tale propaganda. Questa bella pensata della Doris e dei suoi reggicoda giustificherebbe già da sola l’azzeramento del canone.

Vogliono sempre più soldi!

E le sconcezze non sono finite. Altro che plafonare le entrate della SSR come era stato promesso prima della votazione sul No Billag. Con la nuova concessione, e segnatamente con l’articolo 40, si fa proprio il contrario.  La disposizione recita infatti: “La SSR può far valere al massimo (!) ogni quattro anni nuove necessità finanziarie(…) restano riservate situazioni straordinarie”.

Senza vergogna! La casta vuole dare sempre più soldi (soldi nostri) all’emittente di regime. Vuole permetterle di dilagare nell’online, vuole gonfiarla sempre di più a scapito della pluralità dell’informazione e quindi a danno della democrazia, vuole incaricarla esplicitamente di fare il lavaggio del cervello alla popolazione a sostegno del multikulti, del “devono entrare tutti” e dell’islamizzazione della Svizzera. Davanti ad un simile schifo, la risposta può essere una sola: lanciare subito l’iniziativa per abbassare il canone a 200 Fr! Perché dal No Billag, e le dimostrazioni fioccano a cadenza quotidiana, i capoccioni dell’emittente di regime (e l’élite spalancatrice di frontiere che la controlla) non hanno imparato assolutamente nulla. Non solo, rimangiandosi senza alcuna decenza tutte le promesse fatte, vanno avanti come prima; vorrebbero fare addirittura di peggio!

Lorenzo Quadri