L’UE vuole farci pagare la disoccupazione dei frontalieri!

Un motivo in più per DISDIRE la devastante libera circolazione delle persone

 

E se il direttore del DFE Christian Vitta si aspetta davvero che “Berna si muoverà”, vuol dire che crede ancora a Gesù Bambino: davanti all’UE, e lo abbiamo visto benissimo nei giorni scorsi, Berna sa solo calare le braghe senza condizioni

Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. La partitocrazia spalancatrice di frontiere non ha fatto a tempo a tradire il popolo affossando il voto del 9 febbraio, che già i funzionarietti dell’UE ringraziavano i loro camerieri per il servizio svolto e arrivavano con un nuovo “regalo” al Ticino e alla Svizzera.

Certo, perché gli svizzerotti non possono assolutamente azzardarsi a pretendere delle modifiche alla fallimentare libera circolazione delle persone. In compenso i trombati (definizione dell’industriale radikalchic Carlo De Benedetti) di Bruxelles possono cambiare le carte in tavola a piacimento. Naturalmente a nostro danno. Ecco cosa ci si guadagna a gettare la Costituzione nel water per ridursi a zerbini dell’UE!

Nubi all’orizzonte

Cosa è successo, dunque? E’ successo che a Bruxelles vorrebbero cambiare le regole del gioco sulla disoccupazione dei frontalieri. Il progetto è il seguente: in futuro la disoccupazione dei frontalieri non la dovrebbe più pagare lo Stato di residenza, come ora, bensì quello dove i frontalieri hanno lavorato, maturando quindi il diritto alla rendita. Questo cosa vuol dire? Che i 62’200 e rotti frontalieri attivi in Ticino, nel caso perdessero il lavoro riceveranno la disoccupazione svizzera.

Cosa ciò implichi, è chiaro.

Per la Confederazione, un importante onere finanziario in più: così magari ci verranno pure a dire che per pagare la disoccupazione ai frontalieri bisogna tagliarla agli svizzeri, perché non ci sono soldi per tutti.

Per il Cantone, un pesante onere amministrativo. Se, come sostiene il sindacato OCST, i frontalieri italiani disoccupati sono circa 8000, significa che in Ticino gli URC dovranno assumere un bel po’ di funzionari in più per gestire gli incarti dei disoccupati frontalieri! E chi paga il conto? I balivi di Bruxelles o il contribuente di questo sempre meno ridente Cantone?

La beffa

E non è finita: se otterranno la disoccupazione in Svizzera, i frontalieri si iscriveranno tutti agli Uffici regionali di collocamento. Di conseguenza, beneficeranno delle misuricchie decise a Berna nell’ambito dell’affossamento del 9 febbraio, che mirano a sostenere (?) gli iscritti all’URC, indipendentemente dalla residenza! Quindi anche i frontalieri! Ennesima dimostrazione che la preferenza indigena votata dal popolo è stata totalmente sotterrata dai lecchini bernesi dell’UE.

Iniziative sciagurate

E’ il massimo: con la tassazione ordinaria dei frontalieri, il Cantone rischia di dover assumere nuovi funzionari del fisco per calcolare le deduzioni cui avranno diritto i frontalieri: quindi più spesa per meno gettito. Con questa nuova trovata della disoccupazione pagata dallo  Stato dove il frontaliere lavorava, dovremmo potenziare gli URC apposta per i disoccupati residenti oltreramina.

Quanto ci verranno a costare queste sciagurate iniziative?

Nuova calata di braghe

E’ ovvio che a fare le spese della nuova scelleratezza sulla disoccupazione dei frontalieri attualmente al vaglio di Bruxelles sarà chi di frontalieri ne ha tanti. In prima linea il Ticino.

Ed infatti il direttore del DFE Christian Vitta – subito dopo che il suo partito, il PLR, a Berna ha annientato il voto del 70% dei ticinesi sul 9 febbraio – ha suonato il campanello d’allarme. “Berna deve muoversi, occorre un dibattito politico (?) all’interno della Svizzera”, ha dichiarato Vitta alla RSI.

Se il buon Christian si aspetta davvero che Berna si muoverà per un problema che riguarda in prima linea il Ticino, vuol dire che crede ancora a Gesù bambino (vabbè che siamo vicini a Natale). Come abbiamo visto negli scorsi giorni, nei rapporti con l’UE Berna non ha che un motto: calare le braghe ad altezza caviglia, sempre e comunque.

Disdire la libera circolazione
Complimenti Consiglio federale, partiti $torici, stampa di regime, padronato, sindacati e spalancatori di frontiere assortiti! Continuate a difendere ad oltranza la libera circolazione delle persone, che così ci arrivano anche i “regali” sulla disoccupazione dei frontalieri!

La soluzione è una sola: DISDIRE il deleterio accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone!

Lorenzo Quadri