Ma chi l’avrebbe mai detto! L’assistenza cresce ancora

Sostituzione di residenti con frontalieri ed immigrazione nello stato sociale

 

Ma come: il famoso studio (farlocco) dell’Istituto ricerche economiche (IRE) diretto dal buon Rico Maggi, e realizzato da ricercatori frontalieri, non garantiva che sul mercato del lavoro ticinese, in regime di devastante libera circolazione delle persone, va tutto a meraviglia? Invece, ma guarda un po’, apprendiamo che in Ticino il numero delle persone in assistenza è ancora aumentato. Rispetto al gennaio del 2017, infatti, a carico dell’assistenza ci sono 272 persone in più. Il numero dei beneficiari di assistenza in questo sempre meno ridente Cantone è quindi salito ad 8106. Naturalmente il frontalierato non c’entra nulla. Ma quando mai! “Sono solo percezioni”! L’esplosione dell’assistenza è dovuta ai cambiamenti climatici, alla deriva dei continenti, all’influsso della costellazione dei Pesci…

Grazie, spalancatori di frontiere!

Inutile dire che la partitocrazia del triciclo PLR-PPD-P$ – parte integrante della casta spalancatrice di frontiere assieme alla stampa di regime (a cominciare da quella di sedicente “servizio pubblico”), al padronato ed ai sindacati – non fa assolutamente un tubo per porre rimedio alla situazione da lei stessa creata. Anzi: come abbiamo visto con il 9 febbraio e con “Prima i nostri”, prende a pesci in faccia la popolazione cancellando le decisioni democratiche. Chiaro: i politicanti del triciclo mica sono lì per fare gli interessi dei cittadini che li hanno eletti. Sono agli ordini dei loro partiti nazionali camerieri di Bruxelles. Ricordiamo, ad esempio, che il PLR ticinese si espresse all’unanimità contro l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”, venendo asfaltato dalle urne.

L’attuale ministro degli esteri KrankenCassis nel 2016, da capogruppo dell’ex partitone alle Camere federali, si bullò del compromesso-ciofeca che affossava il “maledetto voto” del 9 febbraio.  Adesso organizza le conferenze stampa autopromozionali e fa il prezzemolino al Gay Pride come pure a svariate altre manifestazioni che con la  politica estera non c’entrano un piffero. Ministro degli esteri o ministro dell’aperitivo? Ma magari il Consigliere federale italo-svizzero fa meno danni al Gay Pride che a Berna e a Bruxelles, visto che vuole lo sconcio accordo quadro istituzionale e la ripresa dinamica, cioè automatica, del diritto UE (proprio come il suo predecessore Burkhaltèèèr, sempre PLR).

Si vede comunque che la vita del Consigliere federale non è poi così stressante come si vuol far credere. Anzi: resta tempo libero in abbondanza per partecipare ad ogni sorta di mondanità. Prosit!

Statistiche farlocche

Le cifre dell’assistenza crescono da anni, ma naturalmente i galoppini della SECO continuano a sfornare statistiche farlocche in cui si sostiene che in Ticino la disoccupazione scende. Se scende, è perché i senza lavoro sono finiti in assistenza, quando non in AI. Quindi non figurano più nelle statistiche dell’assicurazione contro la disoccupazione (AD). E non vi figura nemmeno chi esaurisce il termine quadro dell’AD e poi non ha più diritto a nessuna prestazione (ad esempio perché ha qualcosa da parte, ha una casetta, o ha un coniuge che lo/la può mantenere).

La stessa medaglia

Qualche altra informazione sarebbe poi buona cosa averla.  A maggior ragione quando si tratta di dati che vengono rilevati. Non certo di segreti di Stato. Però, in nome della “trasparenza”, si preferisce imboscarli. Ad esempio: quanti sono gli stranieri in assistenza e quanti gli svizzeri? E gli stranieri, da quanto tempo risiedono nel nostro paese?

Perché è evidente che nelle cifre dell’aiuto sociale  si vede da un lato il soppiantamento dei lavoratori residenti con frontalieri; dall’altro, l’immigrazione nello stato sociale. In entrambi i fenomeni, le frontiere spalancate giocano un ruolo di primo piano. Grazie, partitocrazia! Grazie, casta!

Lorenzo Quadri