Manifestazioni: c’è chi ha i “gilet gialli” e chi invece…

In Svizzera scendono in piazza per i finti rifugiati e contro le aperture natalizie

 

Certo che siamo proprio messi bene! I cosiddetti “gilet gialli” stanno mettendo sottosopra la Francia per protestare contro la casta internazionalista e globalista ed i suoi soldatini, a partire – ovviamente – dal burattino Macron.

Da noi invece sabato un sedicente collettivo è sceso in piazza a Lugano, naturalmente ottenendo ampio spazio mediatico dalla Pravda di Comano, per protestare contro i negozi aperti in un sabato festivo (quello di ieri appunto)!

Da rimanere senza parole. Già il centro città si sta desertificando per colpa del fallimentare PVP, del fatto che la gente – a seguito della precarietà generata dalla devastante libera circolazione delle persone voluta dalla partitocrazia – ha sempre meno soldi da spendere, e del commercio online. E questo sedicente collettivo non trova di meglio che protestare per un’apertura straordinaria durante il periodo natalizio… e per di più di sabato? Avanti così, continuiamo a protestare contro qualsiasi iniziativa che serva a far girare l’economia! Ma lo sanno le signore del collettivo quante persone, oltre agli impiegati di vendita,  lavorano non solo di sabato, ma anche di domenica? E lo sanno che il lavoro festivo è pure meglio remunerato? Hanno chiesto alle commesse ed ai commessi se davvero erano lì controvoglia o se magari erano contenti e contente di lavorare per arrotondare? Oppure come al solito di tratta delle solite iniziative ideologiche? E poi magari le signore del collettivo, di cui non fatichiamo ad immaginare l’area politica, sono quelle che sostengono le frontiere spalancate che hanno devastato il mercato del lavoro ticinese generando dumping salariale e precarietà? Ma il problema sono le aperture festive nel periodo prenatalizio?

Ma se a Lugano c’è da piangere, nemmeno a Berna ridono. Sempre ieri infatti si è tenuta una manifestazione, ovviamente dei soliti noti che con il caos asilo ci lucrano (vedi le varie ONG ed associazioni contigue al P$) a sostegno dei finti rifugiati con lo smartphone, che devono restare tutti in Svizzera. Naturalmente mantenuti dal contribuente.

Sicché: dalle nostre parti le manifestazioni si fanno a favore dei migranti clandestini che non scappano da nessuna guerra e contro le aperture natalizie dei negozi.

Desolante. Mentre contro la casta che tradisce i cittadini e svende il paese ogni giorno, neanche un cip. Si vede che ognuno ha i manifestanti che si merita.

Lorenzo Quadri