Multe: furbetti d’oltreramina

Altro che montare la panna sulle infrazioni commesse a Como da auto con TARGHE ticinesi!

 

Scusate ma qui ci scappa davvero da ridere! Nei mesi scorsi, ed in particolare sotto Natale, oltreramina i giornalai montavano la panna ad oltranza sulle multe prese a Como e dintorni da auto con TARGHE ticinesi.

Come è noto, avere l’auto targata TI è una cosa ben diversa dall’essere ticinesi, visto che in questo sfigatissimo Cantone oltre un terzo della popolazione è straniera. Ed in più ci sono anche frontalieri che, per un motivo o per l’altro, guidano auto targate Ticino.

Ma naturalmente al di là del confine hanno ritenuto intelligente avviare l’ennesima shitstorm (=tempesta di cacca) contro gli svizzerotti “rispettosi delle regole in casa propria ma delinquenti in casa d’altri”.Geniale!

Magari, prima di spalare palta sul Ticino e sulla sua gente pensando di aumentare i “click” o le vendite di giornali cartacei, oltreramina farebbero bene a ricordarsi che, senza il Ticino, centinaia di migliaia dei “loro” (65’500 frontalieri più i padroncini più le rispettive famiglie) non avrebbero la pagnotta sul tavolo!

Anche i politicanti…

Visto che il tema dei furbetti con TARGHE ticinesi mediaticamente tirava, i politicanti del Belpaese in costante fregola di visibilità hanno pensato bene di saltare sul carro. Addirittura presentando proposte di legge draconiane sul tema.

Si ricorda in particolare l’alzata d’ingegno di due esponenti di Fratelli d’Italia, che ancora una volta puntavano esplicitamente il dito contro i ticinesi. Hanno pure creato l’“hashtag” (uella) “adesstabalatancatì”, per fare il verso a balairatt.

I grandi statisti  di Fratelli d’Italia evidentemente non si sono resi conto che a ballare, ammesso che ballo ci sarà (la proposta è già dispersa nelle nebbie: ma l’importante era ottenere il quarto d’ora di visibilità, mica realizzare qualcosa di concreto)  sarebbero in massima parte proprio dei… “Fratelli d’Italia”.

Infatti si continua ad ignorare quanti degli automobilisti indisciplinati che, al volante di automobili targate Ticino, commettono infrazioni nel Belpaese, sono effettivamente ticinesi e quanti sono invece stranieri; ed in particolare, proprio cittadini italici.

La resa dei conti

Adesso arriva però la resa dei conti. L’altra faccia della medaglia. Il governicchio ticinese, rispondendo ad un’interpellanza del deputato leghista Daniele Casalini, ha infatti indicato che in Ticino, da novembre 2017 ad oggi, risultano scoperte 6653 contravvenzioni, per un ammontare complessivo di un milione e 21mila franchetti.

Di queste, oltre 5400 sono di automobilisti del Belpaese, per un totale di 800mila Fr. E ben difficilmente si può immaginare che si tratti di conducenti ticinesi residenti in Italia.

Allora, cari giornalai della fascia di confine del Belpaese, come la mettiamo? Chi sono quelli che fanno i furbetti in casa d’altri?

Lorenzo Quadri