Multikulti e ottuso buonismo a scapito della sicurezza!

La Germania bandisce l’associazione islamica estremista. Gli svizzerotti invece… 

E intanto in troppe moschee elvetiche ne succedono di tutti i colori: vedi Winterthur, Ginevra, Basilea,… mentre nel Canton Vaud i musulmani fanno politica in nome del Corano

Grazie al fallimentare mulikulti e alle frontiere spalancate, ci  siamo messi in casa gli  estremisti islamici. E, grazie alle leggi vetuste e lassiste e ai tribunali buonisti, ne attiriamo sempre di più.

Le brillanti sentenze emesse negli ultimi mesi lo hanno mostrato a tutti: in Svizzera i simpatizzanti della Jihad non vanno neanche in prigione, perché ricevono condanne con la condizionale. E naturalmente, davanti a questo scandalo, i nostri moralisti a senso unico si sono messi a starnazzare contro chi ha osato criticare i giudici che hanno pronunciato le sentenze-barzelletta. “Vergogna fascisti! La casta dei magistrati non si tocca”! E sulle sentenze che ci trasformano nel Paese del Bengodi per gli estremisti islamici miliziani dell’Isis, invece, niente da dire? Citus mutus? Va tutto bene?

Winterthur e Basilea

Intanto in troppe moschee svizzere ne succedono di tutti i colori. Nella moschea An Nur di Winterthur c’era un imam etiope che incitava i fedeli a denunciare ed uccidere i musulmani non praticanti. (Il delinquente etiope verrà almeno sbattuto fuori dalla Svizzera oppure “ci si” arrampicherà sui vetri per tenerlo qui?). Nella struttura in questione, inoltre, si ospitavano abusivamente stranieri. E la moschea, invece di venire sigillata, dopo pochi giorni aveva già riaperto i battenti “come se niente fudesse”.

A Basilea fa invece l’imam il padre dei due ragazzi di Thalwil che rifiutano di dare la mano alla loro docente per motivi religiosi. E che però pretendevano di farsi naturalizzare!

In Romandia

Non va meglio in Romandia. Nella moschea di Petit Saconnex a Ginevra, non bastava scoprire che il responsabile della sicurezza era schedato in Francia per sospetta radicalizzazione. A scandalo ancora caldo la Fondazione culturale islamica ha infatti assunto un predicatore marocchino, tale Youssef Ibram. Costui nel 2004 aveva detto che è giusto lapidare le donne adultere poiché lo prevede la sharia.

Aggiungiamo pure che nel Canton Vaud le associazioni musulmane hanno iniziato a fare politica contestando nel nome del Corano la nuova legge contro l’accattonaggio votata dal Gran Consiglio. Il segnale è allarmante. I signori musulmani vodesi vogliono cancellare le leggi svizzere per sostituirle con norme ispirate al Corano. In parole povere, altro che integrazione: costoro rifiutano le nostre regole e vogliono imporci le loro. Traduzione: vogliono comandare in casa nostra. E noi glielo lasceremo fare in nome del multikulti?

In Germania

Nei giorni scorsi è poi arrivata la ciliegina, o ciliegiona, sulla torta. Il ministro dell’interno tedesco, Thomas de Maiziere, ha messo al bando dalla Germania l’associazione salafita La Vera Religione, la quale ha reclutato 140 giovani jihadisti tedeschi andati a combattere in Siria. L’inchiesta si è estesa alla Svizzera. Forse che anche la Confederazione metterà al bando l’associazione in questione, così come ha fatto la Germania? Ma naturalmente no! Non si scaccia nessuno! “Manca la base legale”! Sicché, per essere sempre campioni intergalattici di garantismo, ci teniamo in casa i reclutatori dell’Isis all’insegna del sempreverde “sa po’ fa nagott”?
Qui c’è puzza di bruciato.

Ma è possibile che abbiamo le leggi più a colabrodo di tutti? E’ possibile che in Svizzera gli unici su cui la giustizia si accanisce con il massimo rigore siano gli automobilisti?

Se davvero  la base legale per espellere un’associazione che recluta jihadisti esiste in Germania ma non in Svizzera, non si vede perché non potrebbe venire creata, pari pari (copia-incolla) anche da noi.

Ma il sospetto è che la legge tedesca non sia poi tanto diversa dalla nostra. E se la differenza stesse invece nel fatto che i ministri di Berlino, diversamente dai nostri tremebondi camerieri dell’UE, non si fanno tante pippe mentali quando si tratta di difendere gli interessi della nazione?

Quanto scommettiamo che…?

Se invece davvero in Svizzera non c’è la base legale per bandire l’associazione salafita estremista, allora basta riprenderla (copia-incolla) dai vicini a nord. Quanto scommettiamo però che davanti ad una tale operazione qualcuno – a partire dal Dipartimento Sommaruga – si metterebbe a starnazzare alla “massiccia violazione della libertà di religione”?

In queste condizioni, non potrà che accadere quanto indicato all’inizio. Ossia: trasformazione della Svizzera nel paese del Bengodi degli  estremisti islamici. I quali arriveranno tutti in casa degli svizzerotti fessi. Quelli che mettono al primo posto il “garantismo”. A scapito della sicurezza dei cittadini onesti; di qualsiasi nazionalità e religione essi siano!

Lorenzo Quadri