Dopo il voto di domenica, vediamo non farci fregare sulla concessione del passaporto rosso agli stranieri di prima generazione

In Ticino la naturalizzazione agevolata degli stranieri di terza generazione è stata approvata solo per una manciata di schede. Visto che Lega ed Udc erano da sole ad opporsi ad una proposta che viene dalla $inistra – e che il cosiddetto “centro” è subito corso a sposare in nome del politikamente korretto –  il risultato è comunque degno di nota.

Sta di fatto che la naturalizzazione dei giovani stranieri di terza generazione è stata approvata a livello popolare, e la volontà popolare va rispettata, visto che si tratta di un voto pro-stranieri. Si fosse trattato di un voto di vituperata “chiusura” (uella!) la partitocrazia, i moralisti a senso unico, le élite spalancatrici di frontiere, la stampa di regime, l’Unione europea e l’impero galattico starebbero già strillando come aquile alla consultazione “da rifare”.

Salamitaktik

Visto che la naturalizzazione degli stranieri di cosiddetta “terza generazione” è diventata ancora più facile, occorre evitare che, con la tattica del salame, si tenti adesso di regalare senza ritegno passaporti rossi anche agli stranieri di prima generazione. Senza ritegno significa senza una seria verifica dell’effettiva integrazione del candidato. Integrazione che comprende da un lato l’identificazione con i valori elvetici, dall’altro l’autonomia finanziaria (l’aspirante svizzero deve mantenersi con le proprie risorse).

Al contrario di quel che ossessivamente raccontano i naturalizzatori seriali, non è affatto vero che ad ottenere il passaporto rosso sono a larga maggioranza stranieri in arrivo da paesi europei confinanti con la Svizzera. Quasi il 40% di quanti hanno ottenuto la cittadinanza elvetica negli ultimi 10 anni è di origine turca o balcanica. Tutti integrati questi neo-svizzeri? E’ ragionevole (eufemismo) dubitarne, basti pensare che gli estremisti islamici che non mandavano le figlie a lezione di nuoto per “motivi religiosi”, e che per questo sono stati sanzionati addirittura dalla CEDU, sono dei turchi naturalizzati. E come la mettiamo con i militi di recente “svizzeritudine” che posano in tenuta mimetica davanti a bandiere balcaniche?

Obiettivo chiaro

E’ manifesto che i kompagni spalancatori di frontiere vogliono regalare il passaporto rosso a chiunque. Obiettivo: demolire la nostra identità e trasformare gli aventi diritto di voto in Svizzera in un collettivo multikulti senza radici nel territorio, che pertanto approverà ogni scriteriata “apertura”. Il pavido centro politico “non osa” opporsi, terrorizzato dall’idea di vedersi appioppare l’etichetta di “razzista e xenofobo” dalla $inistra e dai suoi moralizzatori da tre e una cicca.

Con questa politica della denigrazione e dell’intimidazione, kompagnuzzi e dintorni sdoganano le naturalizzazioni di persone che non si riconoscono affatto nei valori elvetici; che magari addirittura odiano la Svizzera, ma vogliono acquisirne la nazionalità per mero tornaconto personale. Quante invalidità “improvvise”, magari per “motivi psichici” o “mal di schiena”, sono stranamente emerse poco dopo la naturalizzazione?

Più rigorosi

E’ evidente che sulle naturalizzazioni ordinarie bisognerà diventare assai più rigorosi. A maggior ragione dopo il voto della scorsa domenica, che apre le porte alle naturalizzazioni di massa di giovani stranieri senza alcuna reale verifica della loro integrazione. E al proposito c’è chi legge il risultato della consultazione del 12 febbraio come la dimostrazione che già oggi si sono rese svizzere troppe persone straniere che delle sorti del paese se ne impipano. Sarebbe interessante sapere, ma naturalmente nessuno realizzerà mai un’indagine al proposito, come hanno votato i titolari di passaporti rossi “di recente emissione” sulla naturalizzazione degli stranieri di terza generazione. L’oggetto così caro agli spalancatori di frontiere è forse stato approvato, a livello nazionale, con il voto dei neosvizzeri? Non lo sapremo mai!

Lorenzo Quadri