Niente espulsione per l’asilante fiancheggiatore dell’Isis?

Alla faccia della nostra sicurezza e dei piani (?) contro il terrorismo

 

Proseguono le “perle” della magistratura buonista.

Domenica scorsa si è saputo che il Tribunale federale ha deciso lo scarceramento di uno degli iracheni condannati come fiancheggiatori dell’ISIS. Il Tribunale penale federale di Bellinzona aveva rimesso l’uomo in libertà in luglio. Per fortuna la sezione dell’immigrazione del Canton Argovia, luogo di residenza dell’uomo, ne aveva subito disposto il ri-arresto, in vista dell’espulsione dalla Svizzera, fissata a fine ottobre. Ma il TF si è messo per traverso, e ha annullato la decisione cantonale: l’iracheno fiancheggiatore dell’Isis non deve rimanere dietro le sbarre. Non solo. Il difensore dell’uomo ha pensato bene di bullarsi che il suo assistito non potrà (?) comunque venire espulso dalla Svizzera. Perché, afferma il legale, “nel paese d’origine rischierebbe la vita”. Da notare che l’iracheno è arrivato in Svizzera come asilante. Ma come: i finti rifugiati miliziani dell’Isis non dovevano essere tutta un’invenzione della Lega populista e razzista? Ed invece, ecco cosa succede a far entrare tutti!

Ce li teniamo in casa?

Da notare che l’asilante iracheno supporter dei terroristi islamici è stato scarcerato “come se niente fudesse”, senza una reale valutazione della sua pericolosità. E adesso c’è pure il rischio che qualche leguleio trasformi in realtà – creando un pericolosissimo precedente – la teoria della kompagna consigliera nazionale P$ Cesla Amarelle (originaria di Montevideo): “La Svizzera non ha il diritto (sic) di espellere un immigrato terrorista, se questo  nel paese d’origine rischia la vita”.

Ah bene: quindi i terroristi islamici ce li teniamo in casa, magari li manteniamo pure con i soldi della nostra socialità, e li lasciamo liberi di farsi i propri comodi? La vita di un finto asilante terrorista vale di più di quella delle molte persone che potrebbero rimanere vittima di attentati da lui organizzati?

La votazione del 2010

Non illudiamoci che la Svizzera sia al sicuro dagli orrori del terrorismo islamico. Specie se continuiamo a far entrare finti asilanti, che mai si integreranno, e se NON espelliamo i fiancheggiatori dell’Isis. Con un simile atteggiamento “alla Tafazzi,” la Svizzera non farà che rendersi sempre più attrattiva per i terroristi. Per la serie: venite pure da noi, che tanto non si vi succede niente.

E ciò è tanto più grave se si pensa che il popolo svizzero  nel lontano 2010 ha votato l’espulsione degli stranieri che delinquono. Invece non si espellono nemmeno i terroristi. Chi dobbiamo ringraziare?

Lorenzo Quadri