NO ad una scuola non svizzera

Il 23 settembre tutti a votare NO alla Scuola (socialista)  che (speriamo non) verrà

 

Il contribuente ticinese dovrà pagare almeno 35 milioni di Fr all’anno per finanziare il livellamento verso il basso della scuola ticinese? Ma anche NO!
Dalla messe di opinioni pubblicate sui giornali e sui portali a sostegno della riforma rossa “La scuola che (speriamo non) verrà” (SCV), salta immediatamente all’occhio che il direttore del DECS compagno Manuele Bertoli ha mobilitato i soldatini. Speriamo almeno che gli interventi in questione siano farina del sacco di chi li firma, e non frutto della penna (della tastiera) di qualche galoppino dipartimentale pagato dal contribuente.
E’ manifesto che il direttore del DECS teme che la votazione popolare sulla “scuola rossa” possa risolversi, per lui, in un’asfaltatura analoga a quella che ha rimediato con l’insegnamento della civica. Per questo è assai nervoso. E’ comprensibile.
Sorprende invece che i rappresentanti del mondo economico, solitamente loquaci, non abbiano nulla da dire a proposito dello scadimento programmato della scuola ticinese. E quindi delle competenze e della competitività dei futuri lavoratori di questo Cantone.
Questi signori hanno forse perso la favella? Troppo impegnati nel diffondere fake news e terrorismo di regime a sostegno della devastante libera circolazione delle persone, dello sconcio accordo quadro istituzionale e dei giudici stranieri? Imbarazz tremend imbarazz perché i loro soldatini nel parlamento cantonale si sono fatti infinocchiare dal capodipartimento?
Degno di nota, per contro, il contributo del Prof. Zambelloni pubblicato sul Corriere del Ticino di giovedì, in cui si spiega perché la sperimentazione della SCV è farlocca. E oltretutto nemmeno si sa quale istituto sarà incaricato dal DECS di stilare il rapporto compiacente.
IL 23 SETTEMBRE TUTTI A VOTARE NO ALLA SCUOLA CHE VERRÀ!
– NO al livellamento verso il basso delle competenze degli scolari ticinesi;
– NO ad una spesa esorbitante (6.7 milioni per sperimentare ed almeno 35 all’anno per implementare la SCV) e tutto questo peggiorare la scuola nel nostro Cantone;
– NO ad allievi (e famiglie) trattati come cavie;
– NO ad una scuola ticinese sempre meno svizzera;
– NO alla creazione della scuola pubblica socialista!

Lorenzo Quadri