Non rendiamo l’immigrazione clandestina un diritto umano!

Patto ONU: rimandare la firma non basta! Bisogna cancellarla definitivamente!

 

“Forse che sì, forse che no” era il motto medievale della potente famiglia Gonzaga di Mantova.

Visto che il ministro degli esteri PLR Ignazio KrankenCassis dei Gonzaga è connazionale, non stupisce che il loro motto sia stato rapidamente adottato.

Il consiglio federale ha infatti annunciato che l’11 dicembre non firmerà il patto ONU sulla migrazione; prima vuole attendere che si pronunci il parlamento. Ohibò. Certamente meglio che un calcio nelle gengive. Ma quanto deciso dal  CF costituisce il “minimo sindacale” in considerazione del crescente numero di Paesi che si sono chiamati fuori, nonché delle critiche levatesi anche in Svizzera contro il Patto.

C’è inoltre il vago sospetto che si tratti di tatticismi da tre ed una cicca a pochi giorni di distanza dalla votazione sull’iniziativa “Per l’autodeterminazione”…

L’eliminazione dei cittadini

Il patto delle Nazioni unite è l’ennesimo accordo internazionale mirato a spalancare le frontiere all’immigrazione clandestina. Un paese che non controlla i propri confini è un paese morto. Ed è proprio questo che vogliono le élite mondialiste ed i loro soldatini in politica (leggi: triciclo PLR-PPD-P$$).

E poiché i cittadini, ed in particolare quelli svizzeri, non ci stanno a “far entrare tutti”, allora bisogna eliminare i cittadini dalla scena politica. Ed è proprio a questo che servono simili accordi internazionali del piffero: a rottamare i diritti popolari e  la democrazia diretta. Ecco perché la casta ne vuole sempre di più!

Altro che “diritto umano”!

Il concetto che sta dietro al patto ONU, come c’era da aspettarsi, è sempre la stessa fregnaccia: “immigrazione uguale a ricchezza”!

Oltretutto, come ha rilevato nel suo intervento “sul tema” davanti al parlamento tedesco il deputato dell’AfD Alexander Gauland, ancora una volta con il patto si mischia – di proposito! –  immigrazione clandestina con asilo. E’ fin troppo chiaro dove si vuole andare a parare. Con la tattica del salame (una fetta alla volta) si vuole trasformare l’immigrazione clandestina prima in un diritto, e poi addirittura in un diritto umano.Col risultato che gli Stati di destinazione dei migranti economici sarebbero costretti a tenerseli tutti; e pure a mantenerli. Perché, appunto, l’immigrazione nello Stato sociale sarà diventata un diritto umano.

Evidentemente dobbiamo opporci a questo andazzo. Che però sta prendendo piede. Grazie anche alla stampa di regime.  La quale, ad esempio, già scrive di “migrazione globale” invece che di “migrazione clandestina”. Il tentativo dilavaggio del cervelloall’opinione pubblica è evidente.

Chi si sveglia…

Tuttavia, sempre più Paesi si stanno accorgendo di cosa bolle nell’immondo calderone del patto ONU. Ed infatti dopo USA, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria ed Austria, anche la Bulgaria e l’Australia hanno deciso di chiamarsi fuori. Non firmeranno. Perché hanno capito che il trattato sulla migrazione – come tutti gli accordi internazionali – serve a sabotare la sovranitàdei paesi firmatari. La storiella della “soft law”, quindi dell’accordo non vincolante, gli scienziati del Consiglio federale vanno per favore a raccontarla a qualcun altro. Perché non se la beve più nemmeno il Gigi di Viganello.

E’ evidente che il Tribunale federale, in caso di sottoscrizione del patto ONU, inizierebbe quanto prima ad applicarlo, e con la massima goduria. La motivazione? Si tratta di diritto internazionale. Che, secondo i legulei del Tribunale federale, viene prima della Costituzione. Infatti questi soldatini della partitocrazia (a cui devono la sicura ed ottimamente remunerata cadrega) considerano la Carta fondamentale dello Stato alla stregua della carta straccia.

Ed è anche per non vederci imporre un domani (nemmeno troppo lontano) la libera circolazione delle persone a livello mondiale a suon di trattati internazionali che dobbiamo votare Sì all’iniziativa per l’autodeterminazione. Per farlo c’è ancora qualche ora di tempo. Sicché, se qualcuno avesse ancora in casa la scheda di votazione, che si affretti!

Svizzera fuori dall’ONU!

Di conseguenza, il patto ONU non va firmato. E qui torniamo all’inizio. “Forse che sì, forse che no” è la posizione delle commissioni parlamentari preposte all’esame del trattato. C’è chi dice al Consiglio federale di firmare e chi no. E’ davvero scandaloso che nell’Assemblea federale non si trovi una maggioranza chiara che dica al governicchio federale che questo patto non si firma! Visto che il CF stesso tenta di turlupinare l’opinione pubblica dicendo che non si sottoscriverebbe alcun nuovo obbligo, quindi firmare o no non cambia nulla, nel dubbio (che dubbio poi non è) NON si firma. Né questo, né nessun altro patto delle Nazioni unite.

Perché dall’ONU e dai suoi organi in balia di islamisti e spalancatori di frontiere la Svizzera deve chiamarsi fuori. Prima usciamo dal Consiglio per i diritti umani delle nazioni unite, che continua a prendere decisioni a sostegno degli islamisti. Poi usciamo dall’ONU in quanto tale.

Altro che firmare sempre nuovi patti! Ognuno di essi rappresenta un pezzo della nostra sovranità e della nostra democrazia diretta che se ne va a ramengo. Se non ci svegliamo, presto ci ritroveremo con niente!

Lorenzo Quadri