Pagheremo la disoccupazione anche ai permessi B farlocchi!

Casinò di Campione: pronto l’atto parlamentare sulla decisione della SECO

Quanti dei dipendenti del Casinò residenti in Svizzera – che mai hanno versato contributi di disoccupazione – sono dimoranti (permessi B)? E quanti di questi permessi B sono stati ottenuti tramite domicili fittizi?

I burocrati della SECO (Segreteria di Stato dell’economia) ne combinano peggio di Bertoldo. Si limitassero a sfornare statistiche taroccate su disoccupazione e frontalierato,  si tratterebbe “solo” di propaganda di regime pro-libera circolazione pagata a peso d’oro (la SECO costa 100 milioni all’anno) a cui non crede più nemmeno il Gigi di Viganello.

Ma la SECO si è di recente specializzata in decisioni contro gli interessi della Svizzera e del Ticino.

SECO: il festival delle cappellate

I burocrati della SECO (dipartimento “Leider” Ammann, PLR) hanno cominciato col riconoscere il guadagno intermedio ai frontalieri (e nümm a pagum). Apparentemente “così”, senza che nessuno avesse chiesto alcunché. Perché questi “citrullus lanatus” (cocomeri) non appena hanno vago sentore di controversia con i padroni UE, calano le braghe a titolo preventivo.

Poi è arrivata l’intenzione di accordare la disoccupazione svizzera anche ai frontalieri. Ciò che provocherebbe l’intasamento e la conseguente necessità di potenziamento degli URC (e nümm a pagum). E porterebbe anche all’ azzeramento di quella grottesca ciofeca, escogitata dalla partitocrazia, denominata preferenza indigena light, che teoricamente mirerebbe ad avvantaggiare gli iscritti agli URC. Se tutti i frontalieri si iscrivono agli URC per ottenere la rendita svizzerotta, ci spieghi partitocrazia in che modo gli “indigeni” sarebbero avvantaggiati.  Al proposito di questa boiata, da un po’ non si sente nulla. Ma prepariamoci al peggio.

Casinò di Campione

Ultima in ordine di tempo: la decisione, del tutto inspiegabile ed illogica, di concedere le indennità di disoccupazione svizzera ai dipendenti del Casinò di Campione, formalmente non ancora licenziati, che risiedono nel nostro paese.  Malgrado questi ultimi, ma guarda un po’, non abbiano mai pagato i contributi alla disoccupazione elvetica.

Allora:

  • Ci spieghi la SECO per quale cavolo di motivo gli svizzerotti dovrebbero pagare con i loro contributi la disoccupazione ai dipendenti del Casinò di Campione, che i contributi non li hanno mai versati.
  • Negli scorsi anni (2012) con la modifica della legge contro la disoccupazione, sono stati effettuati pesanti tagli alle rendite dei cittadini svizzeri residenti in Svizzera e che hanno sempre pagato tasse e contributi (la Lega era contraria). Il motivo: “gh’è mia da danée”. Ah ecco. Però i soldi per pagare senza alcun motivo la disoccupazione ai dipendenti del casinò di Campione ci sono?
  • Quanti milioni costerà alla disoccupazione svizzera il regalo deciso dalla SECO?
  • A beneficiare del regalo della SECO fatti con i nostri soldi saranno i dipendenti del Casinò “residenti in Svizzera”. Questo non vuole affatto dire che si tratta di cittadini svizzeri. Qualcuno magari lo è. E tutti gli altri? Gli uccellini cinguettano che i 2/3 circa dei beneficiari sono permessi B. Non solo: i nostri amici pennuti cinguettano pure che parecchi di questi permessi B sarebbero farlocchi, ovvero ottenuti tramite domicilio fittizio in Svizzera. Caso emblematico: due colleghi (maschi) che risultano convivere in un monolocale (tutte unioni registrate?) mentre mogli e figli abitano nel Belpaese. E’ evidente che a questo proposito chiederemo lumi al Consiglio di Stato. Infatti c’è un evidente e sostanzioso interesse economico ad evitare che permessi B farlocchi ricevano la disoccupazione pagata da noi.
  • Argomento della SECO: senza la rendita di disoccupazione i diretti interessati andrebbero in assistenza. Frena Ugo! Punto primo: l’assistenza mica la danno a tutti; ci sono dei limiti di reddito e di sostanza. Inoltre, per i permessi B non è evidente ottenerla (ci mancherebbe altro). Punto secondo: le rendite d’assistenza sono nettamente inferiori a quelle della disoccupazione, soprattutto considerando il tenore degli stipendi al Casinò di Campione. Quindi la SECO ha sparato l’ennesima cavolata.
  • Spiace naturalmente per chi perde il lavoro; ma non si vede perché, a pagare per lavoratori a grande maggioranza italici che mai hanno versato un centesimo alle casse della disoccupazione elvetica, dovremmo essere sempre e solo noi! Non siamo la mucca da mungere di tutti! E lo Stato italiano che fa? Campione non è mica in Svizzera!
  • La decisione della SECO è ancora più balorda se si pensa che il Comune di Campione d’Italia ha vari milioni di “puff” nei confronti di enti pubblici ticinesi. Chi li ripaga?
  • Morale della favola: l’interpellanza al Consiglio federale sull’ennesima alzata d’ingegno dei burocrati della SECO è già pronta.Perché a Berna di cosette a questo proposito  ne dovranno spiegare tante. Ma tante.

Lorenzo Quadri