Perché noi versiamo i ristorni, mentre il Lussemburgo…?

L’esponente francese: “La Svizzera è molto più generosa”. La conferma che siamo FESSI!

 

E i trattamenti di favore a beneficio del natìo paesello di “Grappino” Juncker non finiscono qui. I camerieri dell’UE in Consiglio federale, che invece calano braghe, dovranno rispondere a parecchie domande. Interrogazione leghista in arrivo!

Quando si dice “svizzerotti fessi”! Nei giorni scorsi, il portale swssinfo.ch ha pubblicato un interessante articolo sulla fiscalità dei frontalieri nel Lussemburgo.

Il Granducato non versa praticamente alcun ristorno fiscale agli Stati di provenienza dei frontalieri attivi sul proprio territorio. Dettaglio non irrilevante: l’attuale presidente (per fortuna) in scadenza della Commissione UE, Jean-Claude “Grappino” Juncker, fu primo ministro del Lussemburgo dal 1995 al 2013.

Applicazione restrittiva

Nel Granducato, i frontalieri sono circa 170mila. Arrivano da Germania, Francia, Belgio. A parte qualche spicciolo ai belgi, il Lussemburgo a tutti gli altri non versa un centesimo. Infatti, applica in modo restrittivo la direttiva OCSE che prevede che un Paese ha il diritto di incassare l’imposta sul reddito del lavoro esercitato sul proprio territorio.

Svenduti

Davanti a certe notizie, cadono le calzette ed altro. Esse dimostrano, ancora una volta, quanto la maggioranza triciclata dei politicanti elvetici sia debole, inetta e svenduta.

Ma come: il Lussemburgo non versa un centesimo di ristorni. Il Ticino invece, grazie alla famigerata Convenzione del 1974, accredita al Belpaese quasi il 40% delle imposte alla fonte riscosse dai permessi G, e questo da 45 anni. E così andrà avanti all’infinito, se il governicchio cantonale non si deciderà finalmente a bloccare i ristorni. Perché il Belpaese non vuole il nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri. Dal canto loro, i camerieri dell’UE in Consiglio federale, a partire dall’esponente PLR (ex) doppiopassaporto Ignazio Cassis, non si sognano di denunciare la Convenzione del 1974: al solo pensiero di scontentare i vicini a sud, vengono assaliti da invalidanti crisi di panico.

Silenzio assordante

Il Lussemburgo non versa un centesimo di ristorni e si tiene la totalità delle imposte alla fonte dei frontalieri. Le autorità delle regioni di provenienza dei frontalieri si lamentano: l’articolo di swissinfo.ch si basa infatti sull’intervista al Delegato alla cooperazione istituzionale della città lorenese di Metz, Louis-François Reitz, incaricato delle relazioni transfrontaliere. Eppure, malgrado le proteste dei potenti vicini, il Lussemburgo – membro e fondatore della fallita DisUnione europea! – continua a farsi gli affari propri. Indisturbato. E da Bruxelles, nemmeno un cip: forse perché Grappino Juncker è stato premier del piccolo Granducato per quasi un ventennio?

Ovviamente, le autorità lussemburghesi non si sognano di calare le braghe. Del resto, perché dovrebbero? Solo gli svizzerotti fessi vengono minacciati e ricattati dagli eurobalivi. E solo gli svizzerotti fessi si chinano, sempre e comunque, a 90 gradi. Col risultato di venire ricattati ancora di più: il sistema, manifestamente, funziona a meraviglia!

Restarci di palta

Nell’intervista a Swissinfo, Reitz è molto chiaro. Le seguenti tre affermazioni lasciano basiti:

  • “La Svizzera è più solidale del Lussemburgo, uno degli Stati fondatori dell’UE”.Commento: “solidale” è un eufemismo per indicare “generoso”. E, quando si tratta di politica internazionale, “generoso” è sinonimo di “FESSO”.
  • “Alcuni politici svizzeri iniziano però a interrogarsi, alla luce della generosità di Francia ed Europa nei confronti del Lussemburgo”.Commento: nuova conferma che la Svizzera, per colpa dei suoi politicanti, ha sempre calato le braghe senza motivo. Perché “Siamo piccoli e dobbiamo cedere”. Se la Svizzera è “piccola”, il Lussemburgo è poco più grande del Canton Ticino! Però non cede. Come la mettiamo?
  • E, ciliegina sulla torta: “Il Lussemburgo sta ottenendo importanti deroghe rispetto alle nuove norme europee (sui frontalieri disoccupati). Queste ultime prevedono che sia il Paese in cui lavorano i permessi G a versare le rendite di disoccupazione e non più lo Stato di residenza”.Commento: Cosa, cosa? Vuoi vedere che l’UE dalla Confederella pretenderà invece l’applicazione incondizionata delle nuove regole sulla disoccupazione dei frontalieri, ed i politicanti del triciclo PLR-PPD-P$$ caleranno subito le braghe fin sotto ai talloni? Mentre nel Lussemburgo andranno avanti come prima, senza che nessuno abbia da obiettare?

Perché…?

E’ evidente che il Consiglio federale dovrà rispondere a parecchie domande sul perché il Lussemburgo, Stato membro UE, può fare i propri comodi. Mentre noi continuiamo a metterci a 90 gradi. Interrogazione in arrivo!

Lorenzo Quadri