Picchiatore tedesco espulso lieto fine oppure tranello?

L’esito finale è quello dovuto, ma la sentenza dei legulei del Tribunale federale…

 

Tutto è bene quel che finisce bene? Dipende. In molti ricorderanno il caso, anche perché aveva fatto parecchio discutere, del 27enne picchiatore tedesco (ma come: i giovani stranieri violenti non erano tutta un’invenzione della Lega populista e razzista?) che la Corte d’appello zurighese aveva rifiutato di espellere dalla Svizzera, smentendo la sentenza dell’istanza precedente. E questo malgrado i reati di cui il bellimbusto si è reso colpevole siano di quelli che prevedono, per legge, l’espulsione obbligatoria.

“Sa po’ mia”?

Perché i legulei della Corte d’appello zurighese hanno deciso che rispedire a casa propria il picchiatore tedesco “sa po’ mia”? E questo alla faccia della legge svizzera – e dell’iniziativa popolare per l’espulsione degli stranieri che delinquono – che al proposito parla chiarissimo?  Stranamente, non blaterando di “misura sproporzionata”. Non, quindi, ricorrendo alla solita arrampicata sui vetri con cui i magistrati politicizzati, piazzati sulla cadrega dalla casta spalancatrice di frontiere, gettano nel water la volontà popolare quando si tratta di espellere delinquenti stranieri. Bensì con una motivazione ancora più sfacciata. Ossia, che l’espulsione sarebbe contraria alla devastante libera circolazione delle persone. In altre parole: a causa della devastante libera circolazione, la Svizzera non potrebbe più espellere nessun delinquente, se questo è un cittadino UE. Echissenefrega se il popolo ha deciso altro. Echissenefrega di quello che sta scritto nella Costituzione. Per i soldatini della partitocrazia, la Carta fondamentale dello Stato vale come la carta da gabinetto. Lo si è ben visto quando si è trattato di tradurre in legge il “maledetto voto” del 9 febbraio 2014. Solo i trattati capestro con la fallita UE contano. Davanti a Bruxelles, bisogna sempre e comunque mettersi a 90 gradi!

Non cantiamo vittoria

Ora, l’aberrante sentenza cantonale è stata ribaltata dal Tribunale federale (non proprio un gremio di beceri leghisti). Quindi, il picchiatore tedesco verrà espulso. Tutto è bene quel che finisce bene, allora? Non proprio. Non cantiamo vittoria troppo presto. Infatti, l’ennesimo delinquente straniero che ci siamo messi in casa verrà sì rimandato al natìo paesello. Ma con la seguente motivazione: in Svizzera non ha un posto di lavoro e nemmeno una residenza permanente. Ohibò. Questa cosa non ci piace. Ma proprio per niente. Infatti, se ne deve dedurre che, se il picchiatore teutonico avesse avuto un lavoro e/o (?) una residenza fissa in Svizzera, NON sarebbe stato espulso? In altre parole: l’espulsione del picchiatore tedesco è possibile non perché così prevede quanto deciso dal popolo svizzero, ma solo perché essa è comunque compatibile con la libera circolazione? Libera circolazione über Alles e svizzerotti giù a 90 gradi? Qui davvero non ci siamo!
Ennesima dimostrazione che la libera circolazione delle persone va abolita!

Se il triciclo la spunta…

Inoltre, la motivazione della Corte d’appello che aveva rifiutato di espellere il picchiatore ci suona familiare. Sostenere infatti che, a causa della libera circolazione delle persone, gli svizzerotti asserviti a Bruxelles non possono espellere nessun delinquente straniero se costui è cittadino UE, significa applicare la direttiva dell’Unione europea sulla cittadinanza. Attualmente, per noi, questo Diktat non vale. Tuttavia, la direttiva del menga ci verrà imposta in tempo di recordnella sciagurata ipotesi in cui dovessimo sottoscrivere lo sconcio accordo quadro istituzionale. Come vuole il triciclo PLR-PPD-P$$!

Lorenzo Quadri