L’ex Gigante Giallo diventa una riserva di cadreghe per i kompagni. Grazie Simonetta!

Ancora una volta, la kompagna Simonetta Sommaruga ed il P$$ prendono il Ticino a pesci in faccia per i propri interessi di cadrega. A far scoppiare il “caso” è stato il TagesAnzeiger nell’edizione online di giovedì. Da notare che il “Tagi” è tutt’altro che un giornale di “destra”. E’ un foglio radikalchic. Però non c’è andato leggero con la kompagna Simonetta nel descriverne l’ultima bella pensata.

Cosa ha combinato questa volta la ministra del “Devono entrare tutti”? Ha pensato bene di nominare nel CdA della Posta il kompagno Corrado Pardini, non patrizio di Corticiasca e nemmeno di Ostermundigen, dirigente del Sindakato UNIA (con Audi A6), già consigliere nazionale P$ dal 2011 al 2019 quando rimase trombato, nonché titolare di doppiopassaporto.

Parla italiano poiché toscano

La Simonetta, secondo il TagesAnzeiger, avrebbe giustificato la nomina del kompagno Pardini nel CdA della Posta (che è competenza del Consiglio federale) quale rappresentante della Svizzera italiana oltre che dei sindacati.

Peccato che il Pardini, che parla italiano in quanto è di origine toscane, con il Ticino o con il Grigioni italiano non abbia (né mai abbia avuto) nulla a che vedere! E’ semplicemente un signore che parla anche italiano e che vive nel Canton Berna. Perfino dal punto di vista sindacale, la nomina scanchigna. E’ vero che il buon Corrado fa il dirigente UNIA. Però si occupa di industria e di edilizia, mica di telecomunicazioni.

UNIA schiaccia gli ordini

E’ evidente che l’ingresso di Pardini nel CdA della Posta risponde unicamente ad una logica di spartizione di CADREGHE in casa $ocialista. Si sa che UNIA schiaccia gli ordini al P$. UNIA non poteva accettare la trombatura, lo scorso ottobre, di un suo alto papavero. E dunque a Pardini il partito di riferimento doveva trovare una cadrega statale compensatoria. Ed ecco che la Posta, grazie alla Simonetta ministra delle telecomunicazioni, diventa una riserva di strapuntini per i compagni di partito!

Anche alla PostCom

Il caso Pardini  non è peraltro isolato. Fresca di nomina è anche la presidenta della PostCom, ovvero l’autorità di ricorso contro le chiusure di uffici postali ad opera dell’ex gigante giallo. Da dicembre dello scorso anno, a presiedere la PostCom c’è la kompagna Géraldine Savary, che fino a poche settimane prima era consigliera agli Stati per il Canton Vaud. Il partito le aveva imposto di non ricandidarsi a causa del suo coinvolgimento in un paio di vicende non troppo brillanti. Lei ha eseguito, ed il “premio di consolazione” è arrivato puntuale

Ticino escluso

La nomina del kompagno doppiopassaporto Pardini nel CdA della Posta ad opera del Consiglio federale è avvenuta venerdì. E la Simonetta si è affrettata a correggere il tiro: si tratta di un posto che spetta ai sindacati, la Svizzera italiana non c’entra.

Intanto la Svizzera italiana rimane esclusa dalla Posta. Dove però, trattandosi appunto di azienda della Confederella, la rappresentanza territoriale qualcosa dovrebbe pur contare! L’ultimo membro ticinese del CdA dell’ex Gigante Giallo è stato Adriano Vassalli, dimissionario nel 2018. Da allora non c’è più nessuno.

Ticino tagliato fuori dalla Posta, dunque. Per contro, avanzano gli italici. Direttore dell’ex regia federale è infatti tale Roberto Cirillo, non patrizio di Corticiasca. Adesso arriva il Pardini nel CdA. Alla faccia della posta “svizzera”!

Sarebbe poi interessante sapere cosa ne pensa il consigliere federale “ticinese” (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis di tale nomina. Avrà fatto notare alla kompagna Simonetta che il Ticino rimane tagliato fuori? Oppure ha plaudito alla designazione di un esponente del “club delle cittadinanze plurime”, cui lui stesso appartiene, che sta colonizzando le istituzioni?

Lorenzo Quadri