Premi di cassa malati: fino a quando staremo a guardare?

Uno studio del Credit Suisse annuncia il raddoppio della “pillola” entro il 2040

 

Ma guarda un po’, ennesima notizia “gaudiosa” dal fronte delle assicurazioni malattia: apprendiamo infatti che, secondo uno studio del Credit Suisse, i premi di cassa malati sono destinati a raddoppiare entro il 2040. Visto l’andazzo dal 1996 (anno d’introduzione della LAMal) ad oggi, non si fa particolarmente fatica a credere alla previsione del CS! Il quale, sia detto per inciso, calcola attualmente un premio mensile medio di 274 Fr, che passerà a 517 nel 2040. Tra l’altro, una media di 274 Fr al mese ci pare anche bassa, con le cifre che girano. Ma non stiamo adesso a sindacare su questo…

Previsioni facili

Inoltre, non serve essere il Mago Otelma per prevedere che, se nel giro di 23 anni i premi di cassa malati raddoppieranno, di sicuro gli stipendi non seguiranno la stessa evoluzione! In Ticino nei prossimi anni, se non salterà per aria la fallimentare libera circolazione delle persone, le paghe diminuiranno per l’effetto dumping.

E allora ci piacerebbe proprio sapere come si pensa di andare avanti. Perché anche “quello che mena il gesso” è in grado di rendersi conto che una simile evoluzione dei premi dell’assicurazione malattia non è finanziabile!

Non lo è per i cittadini. Ma non lo è nemmeno per l’ente pubblico, chiamato a pagare i sussidi di cassa malati a chi non è in grado di sopportare questa spesa con le proprie risorse!

Sicché il tartassato ceto medio sarà munto due volte: dovrà far fronte all’esplosione dei propri premi di cassa malati e dovrà anche finanziare, con le sue imposte, la parallela esplosione dei sussidi. Oh gaudio, oh tripudio!

Due decenni di flop

Negli ultimi 20 anni, qualsiasi tentativo di riformare un sistema LAMal manifestamente bacato non ha portato frutti, complice lo strapotere dei cassamalatari a livello federale.

In Ticino, la partitocrazia non ha voluto che si votasse sulla cassa malati cantonale proposta dalla Lega tramite iniziativa popolare riuscita.

La cassa unica a livello federale è stata invece  bocciata dalle urne. La ventilata cassa pubblica dei cantoni romandi,  da parte sua, è dispersa nelle nebbie.

Ciliegina sulla torta: dall’ultima indagine sul tema, la qualità del sistema sanitario svizzero non è nemmeno risultata stratosferica, ma solo nella media. La stessa cosa non la si può certamente dire a proposito dei costi. La prospettiva è quella dell’infinanziabilità. Sicché dovranno cambiare sia i contenuti dell’assicurazione malattia obbligatoria, che le modalità di finanziamento. E’ evidente che importanti risorse a livello federale andranno dirottate sul calmieramento dei premi fatturati ai cittadini. Altrimenti al ceto medio, quello che deve pagare la fattura dei cassamalatari fino all’ultimo centesimo e senza uno straccio di sostegno pubblico, non resterà che lo “sciopero del pagamento”.

Tre suggerimenti

Dove andare a prendere le risorse finanziarie per abbassare i premi di cassa malati? Tre suggerimenti facili-facili:

1) massicci tagli alla spesa generata dai finti rifugiati con lo smartphone;

2) Riduzione o azzeramento di aiuti e contributi all’estero (sia UE che extra-UE);

3) utilizzo degli utili della BNS.

 

Lorenzo Quadri