Prima i nostri anche nella ro$$a ed internazionalissima Ginevra

Mentre in Ticino il triciclo PLR-PPD-P$ brama di affossare la preferenza indigena

 

Ma guarda un po’: anche Ginevra vuole la preferenza indigena. Ed infatti il Muovement citoyens genevois (MCG), Movimento che dichiaratamente si ispira alla Lega, ha lanciato un’iniziativa legislativa cantonale intitolata “Frontalieri: stop!”.

L’iniziativa ricalca in sostanza quanto contenuto in “Prima i nostri” (sulla cui applicazione, come noto, il Gran Consiglio dovrà decidere nei prossimi giorni: noi attendiamo al varco i traditori della volontà popolare).

L’iniziativa ginevrina prescrive infatti che i datori di lavoro possano ottenere il rilascio di un permesso G solo se hanno dimostrato di non aver trovato un candidato svizzero, o residente in Svizzera, con le competenze richieste.

L’MCG argomenta che i frontalieri a Ginevra sono ormai 100mila, un numero eccessivo che preclude ai residenti l’accesso al mercato del lavoro.

Messi peggio

Ohibò. Cos’è che vengono regolarmente a raccontarci i camerieri dell’UE in Consiglio federale, i loro galoppini della SECO (quelli che taroccano le statistiche sull’occupazione per farci credere che la devastante libera circolazione sia una figata pazzesca), gli spalancatori di frontiere dell’IRE e, “last but not least” (uella) i tamberla PLR di Avenir Suisse? Che l’invasione di frontalieri non provoca né soppiantamento né dumping salariale, che questi fenomeni sono solo delle “percezioni”, che sono tutte balle della Lega populista e razzista?

Tu quoque…

E invece, ma guarda un po’, perfino nella rossissima ed internazionalissima Ginevra, patria del multikulti per eccellenza, si accorgono che la libera circolazione delle persone – che, peraltro, la maggioranza dei ginevrini ha sempre voluto – è uno scempio. Da notare che, quanto ad invasione di frontalieri, il Ticino è messo ben peggio di Ginevra. Sia perché in proporzione al numero degli abitanti di frontalieri ne abbiamo di più (ormai nel nostro Cantone la maggioranza dei lavoratori non ha il passaporto rosso) ma anche perché la tipologia di frontalieri presente sul territorio è diversa. La Francia non è l’Italia ed inoltre una fetta dei frontalieri ginevrini sono in realtà svizzeri trasferitisi nei territori francesi di confine.

Solo disastri

Se dunque perfino in un Cantone come Ginevra, che certamente non può essere accusato di “chiusura e xenofobia”, vengono lanciate le iniziative per reintrodurre la preferenza indigena, vuol dire che la libera circolazione delle persone ha fatto davvero solo disastri. Per cui che l’élite spalancatrice di frontiere la pianti con gli isterismi e se ne faccia una ragione: bisogna ripristinare il controllo sull’immigrazione!

Intanto il triciclo…

E intanto che a Ginevra viene lanciata l’iniziativa gemella di “Prima i nostri”, nel parlamento ticinese il triciclo PLR-PPD-P$ brama di affossare la preferenza indigena, prendendo a pesci in faccia il 60% dei cittadini che l’ha votata. Chiaro:  secondo il triciclo, l’invasione deve continuare indisturbata. Braghe calate con l’UE e con i vicini a sud. I quali usano il Ticino come “valvola di sfogo” per la loro disastrata situazione occupazionale, incassano i lauti ristorni dei frontalieri, ci prendono per i fondelli sugli accordi fiscali, strillano al “razzismo” ogni tre per due e – va da sé – se la ridono a bocca larga degli svizzerotti fessi.

Lorenzo Quadri