Sempre più casi d’assistenza in Ticino per colpa della libera circolazione

 

Ma nooo! Ma chi l’avrebbe mai detto! Nel mese di luglio del 2016 il numero di casi d’assistenza in questo sempre meno ridente Cantone è aumentato di ben il 12,6% rispetto al luglio del 2015. Si contano infatti 880 casi in più. Ma come: con la libera circolazione delle persone non andava tutto a meraviglia? Ma come: i problemi occupazionali in Ticino non erano tutta una balla della Lega populista e razzista? Ma come: il gettito fiscale complessivo (mica il procapite…) non era aumentato, per cui l’ è tüt a posct? Ma come: non c’erano le statistiche farlocche della SECO e dell’IRE a raccontarci che…

Adesso aspettiamo di sapere come intendono spiegare l’ennesima impennata dei casi d’assistenza in Ticino quelli che hanno spalancato le frontiere all’invasione da sud e poi hanno ancora la faccia di lamiera di negare che, in questo modo, hanno generato sul mercato del lavoro ticinese fenomeni deleteri quali il soppiantamento ed il dumping. E ci hanno pure messo in casa l’imprenditoria-ciarpame “made in Italy” che con i dipendenti ne fa da vendere e da spendere. Vedi  il caso della Consonni Contract SA, quello dell’Adria costruzioni…

Le politiche di $inistra

Ancora una volta, davanti all’ennesimo aumento dei casi d’assistenza, i kompagni spalancatori di frontiere non sono riusciti a cogliere l’occasione d’oro per passare all’acqua bassa. Ed infatti, hanno pensato bene di diramare un fumoso comunicato in cui si punta il dito contro la presunta politica di destra (?) che sarebbe responsabile dell’attuale situazione.

E’ ovvio che quegli imprenditori che assumono frontalieri e lasciano a casa i ticinesi hanno delle pesanti responsabilità: ma chi, o meglio che cosa, permette a questi “padroni” di praticare il soppiantamento? Risposta: la libera circolazione delle persone. Che i kompagni non solo hanno assolutamente voluto, ma che tuttora difendono con ideologico isterismo. Infatti a $inistra non solo vogliono cancellare il “maledetto voto” del 9 febbraio – il consigliere di Stato Manuele Bertoli lo ha di nuovo ribadito – ma rifiutano categoricamente la preferenza indigena sul mercato del lavoro: non sia mai! In Svizzera “devono entrare tutti”!

Per cui, cari kompagni internazionalisti, come la mettiamo con le responsabilità della $inistra nell’esplosione dei casi d’assistenza?

La spesa sociale esplode

Non è tutto: il P$ prende spunto dall’aumento massiccio dei casi d’assistenza per promuovere i suoi referendum contro i tagli alla socialità. Naturalmente si dimentica di un piccolo particolare.

La spesa sociale ticinese è andata fuori controllo, col risultato che si taglia linearmente, perché qualcuno (in particolare a sinistra) non ne vuol sapere di chiudere i rubinetti all’immigrazione nello stato sociale. Sempre perché “devono entrare tutti”. E dire che all’interno della stessa UE si va in ben altra direzione: vedi le recenti decisioni dei governi di Germania e Gran Bretagna.

Risultato: spesso e volentieri gli ultimi arrivati attingono a piene mani dalle casse del nostro stato sociale e poi la maggioranza corre ai ripari risparmiando su tutti, compresi i ticinesi in difficoltà (che magari hanno pagato decenni di tasse, mentre le “new entry” non hanno versato un centesimo all’erario). Da notare che, per una strana dimenticanza, negli ultimi dati statistici ci si guarda bene dal dire  di quanto è aumentato il numero degli stranieri in assistenza.
Altro che inveire contro le presunte “politiche di destra”, cari compagni: e dove la mettiamo la responsabilità delle politiche di sinistra nell’esplosione dei casi d’assistenza e nei tagli alla socialità?

Cominciamo ad applicare “Prima i nostri”: sia sul mercato del lavoro che sull’accesso allo Stato sociale. Poi ne riparliamo.

Lorenzo Quadri