Primo agosto, tre Consiglieri federali in Ticino

Con la loro “comprensione” non andiamo da nessuna parte
Dicono di “capire” la situazione del nostro Cantone, ma in realtà non hanno capito un tubo: in regime di devastante libera circolazione delle persone sono addirittura riusciti a spalancare le porte agli apprendisti UE, quando tanti ragazzi svizzeri non trovano un impiego!

In occasione dello scorso primo d’agosto in Ticino hanno messo fuori la faccia ben tre Consiglieri federali. Peccato che i  signori Consiglieri federali si ricordino di varcare il Gottardo solo in occasione del primo d’agosto (o, al massimo, per il festival del film). La tattica è sempre la stessa, ed è vecchia come il mondo: quella di farsi vedere nelle occasioni ufficiali per far finta di conoscere i problemi del territorio, e soprattutto, per far finta di occuparsene.

La parola magica, da ripetere come un mantra, è “comprendiamo”. “Comprendiamo”, hanno detto in sostanza i Consiglieri federali che hanno varcato le alpi, taluni in elicottero; perché in Ticino, devono averli informati i rispettivi portaborse, la situazione si sta facendo calda. E non per la meteo.

Della loro “comprensione”, di cui sembrano disporre in quantitativi industriali, non sappiamo cosa farcene. A maggior ragione se consideriamo che si tratta di comprensione autocertificata. In realtà non hanno capito un tubo, come ben ha dimostrato l’intervento di Schneider Ammann al quale gli autori del suo discorso hanno fatto dire che la principale preoccupazione del nostro Cantone sarebbe il secondo traforo del Gottardo.

Il ministro dell’Economia dovrebbe scegliersi meglio i ghost writers: già in un’altra recente occasione, ad un convegno sul turismo, gli hanno scritto un intervento che sembrava il tema di un bambino di quinta elementare. 

Certo che il secondo traforo autostradale del Gottardo – o meglio: l’ipotesi di una chiusura per tre anni dell’attuale tunnel – costituisce un problema. Purtroppo non siamo un Cantone così felice da avere quello come principale problema.
 Il principale problema è la devastante libera circolazione delle persone, voluta ed imposta da Berna contro la volontà del popolo ticinese che in votazione  l’ha sempre rifiutata. Devastante libera circolazione delle persone che ha provocato un vero e proprio assalto alla diligenza del mercato del lavoro ticinese, come pure del nostro stato sociale, dall’Italia. La vicina Penisola continua ad invitare i propri senza lavoro a cercarlo in Ticino: ovviamente portandolo via ai residenti. Perché in Ticino non c’è lavoro per tutti.

 Per non parlare della criminalità d’importazione, sempre più violenta e priva di scrupoli che, ancora grazie alla libera circolazione delle persone, ha trovato in Ticino il paese del Bengodi. Tanto gli svizzerotti non reagiscono per paura di passare per razzisti e xenofobi.

Il futuro del Ticino e dei ticinesi è compromesso. E Schneider Ammann e compari, che tramite gli “studi” taroccati della SECO continuano a propinarci le fregnacce più scandalose su come il nostro Cantone starebbe bene con le frontiere scriteriatamente spalancate, malgrado le dichiarazioni “pelose” del primo agosto, non hanno capito assolutamente nulla; oppure fingono di non capire.

 Lo dimostra peraltro l’ennesima iniziativa federale che grida vendetta: permettere ai giovani della fallita UE che non trovano lavoro di svolgere  un apprendistato in Svizzera (ovviamente portando via il posto ai giovani elvetici). Sì, avete capito bene: mentre tanti ragazzi col passaporto rossocrociato non trovano un posto d’apprendistato, il Consiglio federale vuole portarci in casa i giovani disoccupati europei. Ecco come i balivi “comprendono” i nostri problemi. Un consiglio ai signori consiglieri: al prossimo primo d’agosto, evitate di varcare il Gottardo per raccontarci le solite banalità un tanto al chilo che dimostrano la vostra totale – e colpevole – ignoranza della situazione ticinese. Ci fate migliore figura.
Lorenzo Quadri

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