Quadri: “sarei preoccupato se mi avessero dato ragione”

Tasse per frontalieri e doppi passaporti, dal Consiglio federale chiusura totale

Niente di nuovo sotto il sole. Il Consiglio federale risponde njet alla proposta del Consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri contro i doppi passaporti nella politica federale, come pure nel corpo diplomatico.

Quadri, cosa chiede la sua mozione?

In sostanza,  chiede che chi fa politica a livello federale, sia in governo che in parlamento, sia tenuto ad avere un solo passaporto: quello rossocrociato. Per quel che riguarda il corpo diplomatico svizzero, esisteva una direttiva che impediva la bi- (o pluri) nazionalità. Ma è stata abrogata a fine 2016 dal Consiglio federale. La mozione chiede di ripristinarla.

E’ sorpreso dalla risposta negativa?

Per nulla, era scontata. Sarebbe stato strano il contrario. Per un governo che continua a riempirsi la bocca con le “aperture”, con l’immigrazione incontrollata e con il multikulti, una proposta che impone, a chi si naturalizza e vuole fare politica, una scelta chiara per il paese che intende rappresentare nelle istituzioni, suona come un’eresia. Il doppio passaporto permette ai naturalizzati di beneficiare di vantaggi pratici rispetto a chi ha solo la cittadinanza svizzera. Ma di certo non ci si può attendere che il Consiglio federale sia d’accordo di chiedere ai cittadini “con passato migratorio” – l’ultimo ipocrita giro di parole per indicare stranieri e naturalizzati, perché evidentemente si vuole rendere tabù perfino il termine di “straniero” – di rinunciare a qualcosa. Si tratterebbe infatti di una misura contraria alla “filosofia” della maggioranza di centro-$inistra, che vuole dare ai migranti sempre più diritti.

Ma qual è l’aspetto della posizione governativa che inquieta di più?

La presa di posizione del CF è la consueta amalgama di banalità politikamente korrette. Tuttavia due aspetti sono preoccupanti. Primo: che il governo non avrebbe nulla da eccepire nemmeno su Consiglieri federali con il doppio passaporto. E questo è inconcepibile. Governare un paese con in tasca il passaporto di un altro? Ma stiamo dando i numeri? Secondo: il governo, con alcune frasi sibilline, sembra addirittura aprire all’eleggibilità degli stranieri.

Il CF ha respinto anche il suo postulato che chiede di studiare l’introduzione di una tassa per frontalieri, sul modello di quanto immaginato dal prof Reiner Eichenberger. Si sente bistrattato?

Ma no! Sarei preoccupato se il CF mi desse ragione su questi temi. Se, in materia di rapporti con l’UE o di politica degli straneri, dovessi trovarmi sulla stessa lunghezza d’onda di un Consiglio federale che regala 1.3 miliardi di Fr (soldi nostri!) all’UE, senza alcun obbligo e senza ottenere nulla in cambio, e ben sapendo che questi contribuiti di coesione non servono a niente, penserei di aver sbagliato qualcosa. Questo è un Consiglio federale asservito a Bruxelles. Altro che la fandonia del tasto reset, che era una semplice boutade elettorale. E’ inaudito che qualcuno possa essersela bevuta.

Per la tassa per frontalieri, proprio non ci sono chance?

Vedremo come verrà accolto in parlamento il postulato. Non mi faccio illusioni, tuttavia deputati di altri gruppi parlamentari, e non ticinesi, hanno manifestato interesse alla proposta. Nel caso – certo non inverosimile – che le porte di Berna rimanessero chiuse, credo occorra riprendere il tema a livello cantonale, puntando sui costi generati dal traffico di targhe azzurre, che vanno attribuiti a chi li provoca. Non posso credere che non ci sia margine di manovra a questo livello.

E per i doppi passaporti?

Premessa: la mia mozione sul tema, contrariamente a quanto sostenuto da qualcuno, non vuole tagliar fuori dalla politica gli stranieri naturalizzati, che sono circa un milione in Svizzera. Chiede invece che questi, per poter accedere ad una carica politica federale, rinuncino al passaporto del paese d’origine, ed ai vantaggi connessi con la binazionalità. Questo al più tardi al momento dell’elezione. In Australia la Costituzione vieta a deputati e ministri di essere binazionali. E nessuno se ne scandalizza. La mia è dunque una proposta minimalista. Ciononostante, non mi aspetto certo che raccolga delle maggioranze. Ma almeno i sostenitori ad oltranza dei doppi passaporti dovranno mettere fuori la faccia.

Del resto, perfino nel “suo” gruppo parlamentare, quello dell’Udc, c’è almeno un deputato (con doppio passaporto) che criticato la mozione.

Il problema è solo suo. Fossi un dirigente dell’Udc nazionale, qualche domandina me la porrei. Ma non metto certo becco in affari che non mi concernono.

MDD