Quando la casta racconta un sacco di balle populiste

Autodeterminazione: altro che “centinaia di accordi internazionali in pericolo”!

 

La propaganda di regime contro l’iniziativa “Per l’autodeterminazione” (detta anche “contro i giudici stranieri”), sui cui voteremo il prossimo 25 novembre, sta raggiungendo preoccupanti picchi di isteria. Le fanfaluche dei politicanti del triciclo, quelli che ogni giorno ci svendonoalla fallita Unione europea – vedi il voto determinante del Senatore Pippo Lombardi nella Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati a favore del regalo di 1.3 miliardi di Fr agli eurofalliti – danno la misura della scarsità dei loro argomenti.

Ricatti morali

Costoro cianciano di centinaia di accordi internazionali in pericolo nel caso in cui l’iniziativa per l’autodeterminazione venisse approvata in votazione popolare. E, per ricattare moralmente gli svizzerotti, invocano pure i diritti umani in pericolo. Il che significa: 1) fingere di non sapere che i diritti umani sono già contenuti tutti nella nostra Costituzione e 2) appioppare ai cittadini favorevoli all’autodeterminazione un marchio d’infamia: quello di spregevoli nemici dei diritti umani.

La partitocrazia si comporta esattamente come i funzionarietti di Bruxelles (con le valige in mano) che vaneggiano di “piccoli Mussolini” in Europa per infamare i leader “sovranisti”. Quelli rei di non farsi schiacciare gli ordini dal “diversamente sobrio” Jean-Claude “Grappino” Juncker e dai suoi tirapiedi.

E che dire della sortita della giudice svizzera presso la Corte europea dei diritti dell’uomo, Helen Keller? La leguleia in questione è arrivata al punto di sostenere che sull’iniziativa per l’autodeterminazione non si dovrebbe nemmeno poter votare. L’iniziativa andava dichiarata irricevibile. Hai capito questi galoppini della casta? Vogliono impedire al popolo di decidere!

Il dottore in diritto

A rimettere la chiesa al centro del villaggio ci ha pensato l’ex consigliere agli Stati PPD (!) Hansheiri Inderkum. Costui, dottore in diritto, è tra i padri dell’ultima revisione della Costituzione federale. E il suo giudizio sull’iniziativa per l’autodeterminazione è chiarissimo: “va nella giusta direzione: non tutto il diritto internazionale può avere la preminenza sulla Costituzione. La regolamentazione proposta dall’iniziativa è più chiara dell’attuale situazione giuridica (…) Negli ultimi anni il Tribunale federale ha dato sistematicamente la precedenza al diritto internazionale; deploro profondamente questa evoluzione”. Lapidario pure il parere dell’illustre giurista sulla storiella delle centinaia di accordi internazionali in pericolo in caso di Sì all’iniziativa: “E’ solo un’affermazione populista che rimane nel regno della fantasia”. Sicché, l’establishment  internazionalista sta raccontando una montagna di balle populiste(sic!) contro l’iniziativa per l’autodeterminazione. Ma come: i populisti non erano gli altri? E invece…

Dov’è l’elenco?

E’ evidente che le centinaia di accordi interazionali a rischio non esistono. Se esistessero, i galoppini della partitocrazia ne avrebbero da tempo pubblicato l’elenco dettagliato. La realtà è che di trattati  internazionali a rischio ce n’è uno solo: quello sulla devastante libera circolazione delle persone. Che infatti è in contraddizione con l’articolo 121 a della Costituzione federale. Ovvero, con la preferenza indigena ed i contingenti all’immigrazione votati dal popolo il 9 febbraio 2014, ma  rottamati dai politicanti del triciclo PLR-PPD-P$$ alle Camere federali (quelli che, senza farsi problemi, tra qualche mese torneranno a mettere fuori la faccia per elemosinare i voti necessari a conservare le cadreghe parlamentari). Ma, se la devastante libera circolazione delle persone salta, abbiamo solo da guadagnarci.

L’argomento delle centinaia di accordi internazionali in pericolo è particolarmente sballato. Fosse reale, ciò significherebbe che attualmente sono in vigore centinaia di accordi  internazionali anticostituzionali. E chi li avrebbe conclusi questi trattati anticostituzionali? Ma evidentemente i politicanti del triciclo. Ovvero  gli stessi che adesso starnazzano contro l’autodeterminazione. Ooops! Mai sentito parlare di autogoal? Eccone un bell’esempio!

Prima del 2012…

La realtà è che votare Sì al 25 novembre significherebbe, semplicemente, rimettere le cose a posto. Ovvero tornare alla situazione antecedente al 2012, quando la preminenza del diritto costituzionale svizzero su accordi internazionali del piffero era prassi corrente. Forse che prima del 2012 la Svizzera era considerata un partner inaffidabile (?) con cui nessun Paese voleva concludere accordi (?), come vanno ora cianciando i soldatini del triciclo per combattere l’iniziativa per l’autodeterminazione? Ma va là! Evitiamo di far ridere i polli.

Nessuno al mondo

Del resto, nessun Paese al mondo, nemmeno nell’UE,  concede sistematicamente la preminenza al diritto internazionale, come invece dovrebbero fare gli svizzerotti a dar retta ai legulei del Tribunale federale. In Germania la massima istanza giudiziaria ha deciso proprio il contrario: ossia che la Costituzione nazionale ha la precedenza. E allora, soldatini del triciclo PLR-PPD-P$, cosa state raccontando?

Il 25 novembre, votiamo tutti un Sì convinto all’iniziativa per l’autodeterminazione!Sventiamo il golpe dei camerieri dell’UE contro il popolo!

Lorenzo Quadri