Ecco un gremio federale da abolire subito, così si risparmia. E con la pandemia…

Una cosa è certa: a seguito della crisi economica provocata dallo stramaledetto virus cinese, l’ente pubblico dovrà risparmiare.  Perché è chiaro che di aumentare tasse e balzelli non se ne parla proprio.

Una voce di spesa che può essere azzerata senza alcuna remora è quella generata dall’inutile e faziosa Commissione federale contro il razzismo, dal momento che si tratta di un organo di propaganda a sostegno del “devono entrare tutti”.

Come se in questo periodo non avessimo ben altri problemi, detta Commissione ha pensato bene di uscirsene a dichiarare, proprio nelle scorse settimane, che in Svizzera sarebbero in forte aumento (corbezzoli!) gli episodi di discriminazione razziale. Il “forte aumento” sarebbe poi il passaggio dai 278 casi denunciati del 2018 ai 352 nel 2019 (nel 2017 erano 301).  La stessa Commissione ammette che la cifra non significa necessariamente un aumento degli episodi, ma piuttosto un aumento della propensione a denunciare. Se poi i fatti denunciati configurino effettivamente razzismo, è ancora tutto verificare. E quindi, di cosa stiamo parlando?

Basta con le pantomime

E’ ora di piantarla con queste pantomime ad uso e consumo della casta multikulti. Ed è ora di piantarla di pagare dei gremi per farci ripetere ad oltranza che noi svizzerotti saremmo “chiusi e razzisti” e quindi dobbiamo spalancare frontiere, fare entrare tutti, mantenere tutti.

La Svizzera, dove un quarto della popolazione è straniera ed almeno la metà ha passato migratorio, non può essere razzista. Nell’ultima dozzina d’anni, un milione di persone sono immigrate in Svizzera. In un paese razzista queste cose non succedono. O vuoi vedere che sono immigrati dei razzisti? Già, perché l’inutile Commissione federale contro il razzismo non fa mai un cip sul razzismo d’importazione. Ossia sull’arrivo alle nostre latitudini di migranti economici, provenienti da “altre culture”, che sono razzisti, sessisti, antisemiti, omofobi, eccetera eccetera. E che trasmettono questi “valori” anche alle nuove generazioni. Chi sono, tanto per fare un esempio, gli autori della grande maggioranza delle aggressioni omofobe? Sono gruppi di giovani stranieri.

Silenzio tombale

Ma a questo proposito naturalmente la Commissione federale tace omertosa, mentre invece monta la panna, fino a farla diventare burro Floralp, sull’”ostilità antimusulmana”. E dunque, per non rischiare di essere tacciati di questo infamante crimine, gli svizzerotti non solo devono accogliere tutti gli islamisti, ma devono anche rinunciare alle proprie tradizioni, e pure ai propri diritti fondamentali (vedi la libertà d’espressione) per “non  offenderli”. Perché è chiaro: le nostre convinzioni religiose possono essere criticate e pure irrise. Quegli degli islamisti no. Per non venire accusati di “ostilità antimusulmana” dobbiamo accettare senza un cip che, nel nostro paese, si facciano largo regole e modi di vita che sono incompatibili con i nostri.

Ed è poi indecoroso che troppe persone che si dichiarano vittime di razzismo (?) siano in realtà migranti economici, giunti qui per farsi mantenere. Ohibò, questi arrivano per mungere il nostro Stato sociale ed ancora recriminano?

In tempi di pandemia

Proprio l’attuale pandemia da stramaledetto virus cinese ha portato ulteriori conferme che la Commissione federale contro il razzismo va abolita.

  • La Commissione federale contro il razzismo serve a promuovere ed a sdoganare la globalizzazione e l’immigrazione incontrollata. Ma è per colpa delle frontiere spalancate se ci siamo IMPESTATI.
  • La Commissione federale contro il razzismo serve a colpevolizzare gli svizzerotti e a convincerli di essere (appunto) dei beceri razzisti. Ci fossimo fatti meno pippe mentali sul razzismo, avremmo messo per tempo, quindi già da dicembre 2019, in quarantena tutti i viaggiatori in arrivo dalla Cina, come hanno fatto taluni Stati asiatici, e non ci saremmo impestati con lo stramaledetto virus. Ma davanti a propositi di questo tipo, la casta strillava isterica: “sa po’ mia! E’ razzismo!”.
  • Se non ci fossimo fatti tante paturnie sul “razzismo” avremmo CHIUSO subito LE FRONTIERE con la Lombardia, principale focolaio Covid dell’Occidente. Senza la devastante libera circolazione delle persone con il Belpaese, i tassi di contagi e di morti da virus cinese in questo sfigatissimo Cantone sarebbero allineati con quelli del resto della Svizzera. Dunque, sarebbero una frazione di quelli attuali.
  • Da uno studio effettuato dall’ospedale universitario di Ginevra risulta che tra i clandestini, detti anche “sans papier”, il tasso di contagio da coronavirus è nettamente superiore alla media. Quindi, i clandestini propagano il contagio.

Tirando le somme

La lezione della pandemia è chiara: basta globalizzazione, via la devastante libera circolazione delle persone, ridurre e controllare l’immigrazione. La Commissione federale contro il razzismo persegue invece obiettivi diametralmente opposti. E porta dunque la propria parte di responsabilità per la diffusione del contagio in Svizzera. Sicché: föö di ball! Chiudere!

Lorenzo Quadri