Ristorni dei frontalieri: siamo al dunque

Presto vedremo fino a che punto il triciclo PLR-PPD-P$ si è svenduto

 

Quando si tratta di non farsi fare fessi dai vicini a sud, in governicchio gli unici che si muovono sono gli esponenti leghisti. Ed infatti in questi giorni Zali ha proposto di versare i ristorni dei frontalieri solo dopo la realizzazione di opere concrete che siano di interesse italo-svizzero. Fosse per il triciclo PLR-PPD-PS, pur di calare le braghe davanti ai bernesi e davanti a Bruxelles, ogni anno continueremmo a versare al Belpaese oltre 80 milioni di franchetti di ristorni. Con questi soldoni, un po’ di cose (un bel po’ di cose) a vantaggio dei ticinesi si potrebbero fare!

E, per tutta risposta, i vicini a sud non solo nei nostri confronti sono inadempienti su tutto, ma starnazzano pure al razzismo e alla “discriminazione dei frontalieri”. Una penosa frottola, visto che in Ticino ad essere discriminati sono i ticinesi. Ma è ben comprensibile che chi sta all’estero non si capaciti del fatto che la “nostra” partitocrazia triciclata, pur di ubbidire a Bruxelles, arrivi al punto di discriminare i propri concittadini per avvantaggiare gli stranieri. E questo senza che gli svizzerotti scendano in piazza con i forconi.

Proposta “minimalista”

La proposta di Zali di vincolare i ristorni alla realizzazione di opere di interesse transfrontaliero è senz’altro sensata, ed anzi doverosa. In effetti, i ristorni bisognerebbe smettere di versarli del tutto. Perché, come ben sappiamo, non hanno più alcuna giustificazione, mentre il nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri non lo vedremo mai. Del resto già 4 anni fa l’allora ministra del 5% Widmer Puffo aveva promesso di disdire la famosa Convenzione del 1974 ma naturalmente non se ne è fatto nulla! Figuriamoci se i camerieri bernesi dell’UE hanno gli attributi necessari a compiere un gesto unilaterale.

Se non si trova una maggioranza…

La proposta di versare i ristorni solo dietro realizzazione di opere di interesse comune è assolutamente ragionevole. E’ perfino minimalista. Come detto, i ristorni andrebbero bloccati del tutto. Ma se nel CdS non si trova nemmeno un altro esponente, oltre ovviamente a Gobbi, disposto a seguire la proposta Zali in modo da farla passare a maggioranza, vuol dire che il triciclo PLR-PPD-P$ è proprio alla frutta. Che la partitocrazia è indegnamente telecomandata da Berna, a sua volta telecomandata da Bruxelles. Gli interessi del Ticino? Chissenefrega! L’obiettivo è uno solo: ottenere le cadreghe. Dopodiché: passata la festa, gabbato lo santo!

Ricordarsene alle prossime elezioni: non manca poi tanto.

Lorenzo Quadri