Ristorni dei frontalieri: un tema anche in Romandia

Non solo Ticino. E nel Giura a chiedere di aumentare le tasse ai permessi G sono…

 

Ohibò, questa è bella! Il tema della fiscalità dei frontalieri tiene banco non solo in Ticino, ma anche nel Canton Giura.

La situazione nel nostro sfigatissimo Cantone è nota. Da 45 anni l’Italia beneficia di ristorni eccessivi equivalenti al 38.8% dell’imposta alla fonte prelevata ai permessi G. Ciò a seguito della famigerata Convenzione del 1974, che nessuno a Berna si sogna di disdire. Men che meno il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis, PLR. Questo malgrado in Ticino il suo partito, sperando di turlupinare i cittadini lo scorso 7 aprile, abbia finto di essere contrario al versamento dei ristorni.

Intanto il Lussemburgo, Stato membro UE – addirittura Stato fondatore! – le imposte prelevate ai frontalieri se le intasca tutte,senza riversare un tubo a Francia e Germania, e concedendo al Belgio solo qualche spicciolo. Ma i burocrati di Bruxelles non fanno un cip.

E nümm a pagum

Intanto, per quel che concerne il Ticino, i ristorni sono ormai lievitati ad oltre 84 milioni di Fr all’anno. In passato la cifra era inferiore (i frontalieri erano meno). Ma è evidente che, nel corso dei decenni, abbiamo versato al Belpaese un vero “tesoretto”. La cifra potrebbe navigare attorno ai due miliardi. L’abbiamo versata senza motivo; e senza motivo continuiamo a pagare i ristorni. Visto infatti che c’è chi di ristorni non ne corrisponde proprio, ossia il Lussemburgo, non si vede per quale ragione gli svizzerotti dovrebbero invece pagare miliardi!

Per questa situazione, come di consueto, possiamo ringraziare il solito triciclo PLR-PPD-P$$.

Scenario inaudito

Dicevamo che anche in Romandia, e precisamente nel Canton Giura, la fiscalità dei frontalieri è un tema. Da notare che, con ogni Stato di provenienza dei frontalieri, sono stati sottoscritti accordi particolari. Sicché quanto viene ristornato all’Italia non è uguale a quanto riceve la Francia, mentre con l’Austria c’è un accordo ancora diverso, eccetera.

Incredibilmente nel Canton Giura a chiedere che i permessi G vengano tassati di più sono i $ocialisti. Da noi un simile scenario sarebbe una bestemmia. Figuriamoci: dalle nostre parti i kompagni stanno sempre e comunque dalla parte degli immigrati;  qualsiasi altra posizione sarebbe becero populismo e razzismo. I $inistrati nostrani dovrebbero dunque prendere esempio da quelli giuriassiami?

L’inghippo

Tuttavia anche questa volta c’è qualcosa – un grosso “qualcosa” per la verità – che stona nella posizione dei $ocialisti.

Perché infatti il P$  del Giura vuole far pagare più tasse ai frontalieri? Perché, dicono i $inistrati locali, nei prossimi anni gli svizzerotti dovranno pagare la disoccupazione ai permessi G; il che generebbe più costi non solo all’assicurazione contro la disoccupazione, ma anche ai Cantoni, i quali dovranno potenziare a proprie spese gli URC. La nuova disposizione che l’UE si appresta a sfornare prevede infatti che a versare la disoccupazione ai frontalieri sia lo Stato dove hanno lavorato. Tale disposizione però, anche se adottata in via definitiva da Bruxelles, non sarebbe vincolante per la Svizzera.

Quindi l’andazzo è chiaro. I $ocialisti partono già dal presupposto che i camerieri dell’UE in Consiglio federale per l’ennesima volta caleranno le braghe davanti a Bruxelles e di conseguenza accetteranno di pagare la disoccupazione ai frontalieri.Evidentemente questo è anche quel che vogliono i kompagni.

Tale scenario si verificherà senza dubbio, nel caso in cui la Confederella dovesse sottoscrivere lo sconcio accordo quadro istituzionale, così come vuole il triciclo PLR-PPD-P$$.

Ci sono o ci fanno?

Ed intanto che a Berna la partitocrazia cala le braghe sempre e comunque, il Lussemburgo non solo non paga ristorni, ma addirittura, secondo i bene informati, avrebbe già ottenuto deroghe dal futuro obbligo di versare la disoccupazione ai frontalieri. La domanda a questo punto è una sola: ma a Berna ci sono o ci fanno?

Lorenzo Quadri