Salviamo almeno il segreto bancario degli svizzeri

Dopo la vergognosa calata di braghe su uno dei motori della nostra economia

La prossima settimana il Consiglio nazionale dibatterà sull’iniziativa “Sì alla protezione sfera privata”. L’iniziativa, riuscita nel 2014 con oltre 117 mila firme, chiede di inserire nella Costituzione la tutela del segreto bancario almeno per i residenti in Svizzera, tramite modifica dell’articolo 13 (protezione della sfera privata).

“Grazie” a Widmer Schlumpf

Grazie all’ex ministra del 5% Widmer Schlumpf – una marionetta della $inistra spalancatrice di frontiere – la Svizzera, attaccata a livello internazionale per il segreto bancario, ha calato immediatamente le braghe, cedendo su tutta la linea e senza ottenere nulla, o ben poco, in cambio. La maggioranza parlamentare naturalmente ha seguito, gettando scriteriatamente a mare uno dei motori economici del paese. Al punto che ancora in questa sessione parlamentare si voteranno accordi sullo scambio di informazioni bancarie con stati campioni di corruzione come il Brasile. Perché sicuramente ci sono tanti svizzeri che hanno dei conti in banca in Brasile, nevvero? Di certo l’erario elvetico incasserà milioni da questo accordo, come no…

Gli altri non si adeguano

Intanto, come sappiamo, mentre gli svizzerotti sono corsi ad adeguarsi alle nuove pretese in materia di scambi di informazioni bancarie, altri si sono ben guardati dal farlo. A partire dagli accusatori del nostro paese. Addirittura ci sono piazze finanziarie USA che, con incredibile faccia di tolla, si pubblicizzano come “la nuova Svizzera”. La quale ha raschiato il fondo del barile accettando, sempre grazie all’ex ministra del 5%, il Diktat Fatca, con cui gli Stati Uniti sono venuti a dettar legge in casa nostra.

In tempo di record si è così distrutto un sistema che garantiva benessere al paese e a decine di migliaia di famiglie svizzere. E senza alcuna contropartita. Le conseguenze saranno pesantissime anche per il Ticino, in termini di occupazione, di potere d’acquisto, di gettito fiscale.

Il prossimo passo

Spazzato via il segreto bancario per i clienti esteri della piazza finanziaria, il prossimo passo è quello di cancellarlo anche per i residenti. Si ricorderà che Widmer Schlumpf aveva assicurato che il segreto bancario “degli svizzeri” non era in discussione. Poi, nel giro di poche settimane, ha portato in Consiglio federale un progetto per cancellarlo. Ma, almeno in quell’occasione, una maggioranza di colleghi ha avuto il buonsenso di asfaltarla. L’accaduto fa comunque ulteriore chiarezza sul personaggio che il duo P$-PPDog ha messo abusivamente in Consiglio federale per 8 anni di disastri che non potranno mai essere riparati.

Decretare l’altolà

E’ ovvio che i tentativi di smantellare il segreto bancario per gli svizzeri, anche sotto la pressione dei Cantoni, continueranno. Perché, secondo il “nuovo corso” internazional-$inistrorso il risparmiatore (come l’automobilista) è un delinquente. Il rapporto di fiducia tra cittadino e Stato, uno dei cardini della Svizzera, deve dunque essere spazzato via e sostituito da una criminalizzazione in stile fallita UE. Bisogna “aprirsi”, “adeguarsi”, diventare uguali a tutti gli altri!

E’ quindi necessario decretare subito l’altolà ai rottamatori delle specificità svizzere, inserendo quel che resta della protezione della sfera privata finanziaria nella Costituzione.

La privacy

A battersi contro la tutela della privacy finanziaria è la $inistra. Il che di per sé non sarebbe strano, dal momento che i kompagni hanno sempre voluto la fine del segreto bancario, e dei posti di lavoro ad esso legati (però ci sono parlamentari P$$ che si sono fatti eleggere con i voti degli impiegati di banca, spacciandosi per loro sindacalisti). Non fosse che però, per contrastare la nuova legge sui sistemi informativi – quella che serve a dotare l’intelligence svizzera degli strumenti necessari a combattere il terrorismo islamico – la $inistra è pure riuscita a tirare in ballo la tutela della privacy. Sicché, secondo i kompagnuzzi, i risparmiatori svizzeri non hanno diritto alla privacy, ma i sospetti terroristi islamici sì.

Figura marrone

E, anche a proposito di tutela del segreto bancario per i residenti, il Consiglio federale si produce nell’ennesima figura di palta. Infatti, respinge l’iniziativa “Sì alla protezione della sfera privata” senza nemmeno un controprogetto. Perché l’iniziativa potrebbe configurare un ostacolo a livello di rapporti internazionali. I camerieri dell’UE non si fanno ormai alcuno scrupolo nello svendere il paese. Però il controprogetto alla vergognosa iniziativa del “vicolo cieco”, quella che vuole cancellare il “maledetto voto” del 9 febbraio, i sette scienziati l’hanno partorito. Invece di respingerla seccamente al mittente come la schifezza che è. Il controprogetto diretto, che riprende il nucleo della richiesta dell’iniziativa (informazioni bancarie sono possibili solo se c’è un fondato sospetto di frode fiscale o di grave evasione) è infatti  farina del sacco del parlamento.

 Politica Xerox

Va pure ricordato che la Lega, grazie alla lungimiranza del Nano, già nel 2009 lanciò l’iniziativa per inserire il segreto bancario nella Costituzione federale, visto l’aria che tirava. Ma l’iniziativa non riuscì a raccogliere le firme necessarie alla sua riuscita, poiché i partiti nazionali che dicono di sostenere l’economia se ne impiparono. “Inserire il segreto bancario nella Costituzione non serve, è già abbastanza protetto dalla legge” sentenziava ad esempio l’allora presidente del PLR Fulvio Pelli. Abbiamo visto come è andata a finire. E adesso quegli stessi partiti – in nome della politica-Xerox – corrono ai ripari con una brutta copia della proposta della Lega.

L’iniziativa per la protezione della sfera privata è indispensabile per salvare il segreto bancario almeno per i residenti in Svizzera, e va dunque sostenuta.

Lorenzo Quadri