Sanno che è un flop, ma rifiutano d’intervenire con scuse del piffero. Su Via Sicura l’ipocrisia dei “Senatori”

Se si poteva timidamente sperare in un ravvedimento bernese sul balordo programma Via Sicura, quello che sanziona un eccesso di velocità senza alcuna conseguenza più duramente di una rapina, adesso le speranze si affievoliscono.
Intanto è bene ricordare una cosa: Via Sicura, fulgido (si fa per dire) esempio di criminalizzazione dell’automobilista in virtù del politikamente korretto e della morale a senso unico, è stato voluto ed approvato da tutti partiti, tranne che dalla Lega e dall’Udc.

La bocciatura
Gli è che il Consiglio nazionale in dicembre aveva approvato a maggioranza un’iniziativa parlamentare di Fabio Regazzi che chiedeva di rivedere il sistema delle pene di Via Sicura. Ma nei giorni scorsi, la commissione dei trasporti delle telecomunicazione del Consiglio degli Stati ha deciso all’unanimità (!) di bocciare l’iniziativa in questione. Secondo gli illuminati (?) Senatori infatti non è opportuno (!) adeguare già adesso delle disposizioni legali entrate in vigore solo da un paio d’anni. Ci vuole una valutazione globale. Uella!

Arrampicata sui vetri
Ecco come i persecutori degli automobilisti si arrampicano sui vetri pur di non correggere le cappellate fatte. Il bidone Via Sicura – che tra l’altro ha intasato i tribunali ed è stato ampiamente criticato da fior di giuristi e di magistrati, anche ticinesi; mica solo dal Mattino populista e razzista – sarà anche in vigore da poco tempo. Ma questo poco tempo è bastato ampiamente per rendersi conto che fa acqua. Del resto non c’era da attendersi niente di diverso. Ecco cosa succede quando si fanno le leggi cedendo alla pressione dei ricatti morali e del populismo di $inistra. E questo vale in tutti gli ambiti. Mica solo in materia di sicurezza stradale.

Ipocrisia
La pratica quotidiana ha dimostrato – stiamo parlano di fatti!– che Via Sicura è un flop. Eppure gli illustri (?) senatori rifiutano all’unanimità (!) di intervenire. E lo fanno accampando la scusa più patetica di tutte: la fregnaccia della “valutazione globale”. Così non si farà un tubo per anni. Per anni, dunque, gli automobilisti continueranno ad essere bastonati e le patenti a saltare come se piovesse. Con tutte le conseguenze del caso, anche occupazionali, per le persone colpite.

Roba da non credere. E’ un po’ come se, dopo aver costruito una casa, ci si accorge che dal tetto piove dentro a catinelle. Però non lo si ripara: si decide di attendere un decennio per “valutare globalmente” (?) l’edificio.
Con un simile atteggiamento, non si dimostra solo ipocrisia. Si dimostra anche di prendere la gente per scema. Grazie, rappresentanti bernesi!
Lorenzo Quadri