Segreto bancario: assistenza anche sui dati rubati e senza informare i clienti

Diritto svizzero gettato nello sciacquone

E tutto perché la ministra del  5% Widmer Schlumpf, una vera calamità per il paese, ed i suoi pavidi colleghi, vogliono assolutamente calare le braghe in modo “proattivo” davanti ad ogni cip in arrivo da paesi stranieri in bancarotta

E’ proprio vero che, con questo Consiglio federale, al peggio non c’è mai fine.
L’ultima sortita sui rimasugli del segreto bancario fa accapponare la pelle. E’ sempre più evidente che la ministra del 5% Eveline Widmer Schlumpf sta svendendo il paese, e che il resto del consiglio federale, o per lo meno una maggioranza di esso, la segue pecorescamente:  o per incapacità o per vigliaccheria.

Del resto che questo Consiglio federale sia il più debole della storia è manifesto da un bel pezzo. Ed  affrontare una guerra – perché, e lo ripetiamo per l’ennesima volta, contro la Svizzera è in corso una guerra economica – con un governo la cui debolezza è da tempo oggetto, a livello internazionale, di sfottò e vignette satiriche, è semplicemente un suicidio.

Da anni siamo ormai alla calata di braghe “proattiva”: ossia si calano le braghe davanti alla controparte straniera ancora prima che quest’ultima faccia a tempo a formulare una richiesta. E lo si fa gettando a mare la sovranità svizzera, e dunque il valore stesso della Svizzera, nella fretta di ubbidire al presunto padrone. Se si pensa che sono trascorse poco più di tre settimane dai festeggiamenti del primo agosto, che commemorano appunto la ribellione contro la dominazione straniera, e che in quell’occasione i Consiglieri federali portavano in giro la faccia e si riempivano la bocca, il contrasto è affliggente.

L’ultima malefatta della ministra del 5% ostaggio della $inistra e del PPDog a cui deve la cadrega (che non avrebbe nemmeno lontanamente i numeri per poter occupare), consiste nella bella pensata di concedere assistenza giudiziaria sulle relazioni bancarie di clienti stranieri anche sulla base di dati rubati, ed addirittura senza informarne preliminarmente il cliente.

Con questa vergognosa decisione si fa strame del diritto svizzero e quindi della democrazia svizzera, per ubbidire ai padroni UE. Oltretutto, e qui c’è proprio da mettersi le mani nei capelli, l’ennesima scandalosa ed affrettata calata di braghe avviene su pressione di uno Stato in bancarotta come la Spagna. La quale, invece di preoccuparsi dei propri dati di disoccupazione da terzo mondo, ha ancora il coraggio di lamentarsi perché la Svizzera avrebbe rifiutato alcune sue domande di assistenza giudiziaria su relazioni bancarie perché presentate sulla scorta di dati rubati. E ci sarebbe mancato altro.

Democrazia a ramengo

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