I conti cantonali sono in nero, ma la partitocrazia continua a fare orecchie da mercante

Come ampiamente previsto, anche il Preventivo cantonale 2020 indica delle cifre nere, con un attivo di 4.1 milioni di Fr. Poco ma sicuro che, come spesso accade, il tesoretto si moltiplicherà per magia in sede di Consuntivo.

Quindi, i soldi nelle casse pubbliche ci sono. E’ nelle tasche dei contribuenti che invece mancano. E mancheranno sempre di più, se il triciclo PLR-PPD-P$$ riuscirà nel proprio intento di dissanguare i cittadini nel nome dell’isterismo climatico, con una scellerata pletora di ecotasse ed ecobalzelli al cui paragone i furti dei cassamalatari sono carezze.

Fermi da 16 anni

I conti del Cantone sono in attivo, però il Ticino rimane sul fondo della classifica della competitività fiscale, come emerge dalle ultime graduatorie. E’ chiaro che questo non accade per caso. Accade perché da oltre 16 anni (!) la partitocrazia cantonticinese è immobile sul fronte delle riforme fiscali. Il massimo che riesce a partorire sono pavide riformicchie fiscosociali (?), in cui si mischia il burro con la ferrovia alla ricerca compulsiva ed esasperata di un consenso unanime che comunque non c’è. Non c’è perché i kompagni sono ferocemente contrari a qualsiasi sgravio fiscale. Anzi, vogliono nuove tasse e balzelli!

Se hai una casetta…

Il triciclo imbosca gli sgravi fiscali ed intanto il ceto medio continua a venire tartassato, ed in particolare le persone singole. Se poi il “ceto medio” è pure proprietario di una casetta, apriti cielo! A maggior ragione, con l’isterismo climatico imperversante, se la casetta ha un riscaldamento a nafta. Intanto, grazie proprio a quel triciclo “climaticamente corretto”  che sogna gli ecobalzelli per cavalcare la “new wave” del talebanismo ecologista, 65’500 frontalieri entrano tutti i giorni in Ticino uno per macchina (non elettrica). Coerenza?

Altre priorità?

Se la casta dimostra un’estrema facilità nel mettere le mani nelle tasche della gente, quando si tratta di fare il contrario si assiste al fenomeno inverso. E’ dal 2003 che la fiscalità ticinese è ferma al palo e che ceto medio e persone singole stanno sempre peggio. Ma quando i conti pubblici sono in rosso i politicanti – a partire da quelli dell’ex partitone, titolare del DFE da tempo immemore – dicono che per gli sgravi non ci sono soldi; quando i conti sono in nero, dicono che “ci sono altre priorità”.

Ce li possiamo permettere

“Anche se i conti sono tornati in positivo non significa che possiamo permetterci tutto” ha dichiarato il ministro delle finanze liblab Christian Vitta in relazione al Preventivo cantonale 2020. Vero, ma tra tutto e niente ci sono tante vie di mezzo. Gli sgravi fiscali a ceto medio e single il Ticino se li può e se li deve permettere.Sarebbe anzi assai opportuno lanciare un’iniziativa popolare “ad hoc”: come dimostrano anni ed anni di esperienza, la partitocrazia, quando si tratta di fisco, tira a campare con riformicchie inefficaci.

Cassa pensioni

Una cosa che per contro NON ci possiamo di sicuro permettere è di stanziare un altro mezzo miliardo – ma qualcuno si rende conto di cosa rappresenta mezzo miliardo per il Canton Ticino? – per risanare la cassa pensioni del Cantone. Cioè per perpetrare i privilegi pensionistici di troppi statali.

O magari in quel di Palazzo delle Orsoline qualche soldatino triciclato si immagina di continuare a garantire, a suon di miliardi del solito sfigato contribuente (ricordiamo che ne è già stato stanziato mezzo appena sette anni fa), le pensioni d’oro ai troppi dipendenti di un’amministrazione pubblica gonfiata come una rana, però di non procedere a sgravi fiscali a ceto medio e single raccontando che “gh’è mia da danée”?

Lorenzo Quadri