Sommaruga vuole andare a prendere ancora più asilanti!

Ma i suoi colleghi di governo non hanno niente da dire? Le danno carta bianca? 

Cara (si fa per dire) Simonetta: prima di parlare di ricollocamento in Svizzera di “migranti vulnerabili” comincia a fare repulisti dei finti rifugiati con lo smartphone di cui ci hai riempiti, e a non farne entrare altri!

La ministra del “devono entrare tutti“ kompagna Simonetta Sommaruga colpisce ancora. Ecco servita la nuova iniziativa per costringere gli svizzerotti a farsi carico di sempre più asilanti: “occorre allontanare i migranti più vulnerabili (in particolare donne e bambini) dai campi di prigionia libici e ricollocarli, anche (soprattutto?) in Svizzera”. Questa è una delle proposte della Simonetta in vista della terza riunione del Gruppo di contatto del Mediterraneo centrale, in programma il 13 novembre a Berna.

Dare (di nuovo) l’esempio?

E ti pareva se la $ignora non diceva che i migranti devono venire tutti qui! Naturalmente, visto che a lanciare la proposta è stata la Confederella, è chiaro che tutti gli altri  paesi avranno gioco facile nel rispondere di cominciare col “dare l’esempio”: ossia proprio quello che brama la kompagna Simonetta. La quale, senza alcun criterio ed impipandosene della popolazione residente, pretende di riempirci di asilanti ad oltranza!

La domanda da un milione è: come mai Sommaruga può permettersi di uscirsene con simili sortite? Cosa ne pensano i suoi colleghi in Consiglio federale? Non hanno nulla da dire? O vuoi vedere che anche la kompagna Simonetta, come prima di lei la catastrofica ex ministra del 5% Widmer Schlumpf che ha sfasciato la nostra piazza finanziaria, ha carta bianca per dire – e soprattutto per promettere –  tutto quello che le pare?

Intanto però le conseguenze del caos asilo generato dagli spalancatori di frontiere si fanno pesantemente sentire. Non solo in soldoni (costi miliardari) ma anche nell’ambito della radicalizzazione islamica ed in quello della delinquenza. Al proposito, da un rapporto dell’Ufficio federale di statistica pubblicato l’anno scorso emerge che in Svizzera la maggiore propensione a delinquere ce l’hanno, ma guarda un po’, i giovani uomini dell’Africa occidentale. Che in proporzione commettono trenta volte più reati (!) degli svizzeri! Ma come: i finti rifugiati che delinquono non erano un’invenzione della Lega populista e razzista?

Prima si fa pulizia, poi…

Per tornare alla questione del ricollocamento dei migranti più vulnerabili. Nei confronti dei veri perseguitati la Svizzera ha sempre fatto il proprio dovere umanitario e continuerà a farlo. Ma gli spalancatori di frontiere, ed in particolare i kompagni che sul business dell’ asilo ci lucrano, pretendono di farci accogliere e mantenere vita natural durante non dei perseguitati, bensì dei finti rifugiati con lo smartphone che non scappano da nessuna guerra, e che magari sono pure musulmani radicalizzati.

Quindi, “cara” Simonetta: prima si espellono tutti, dal primo all’ultimo, i finti rifugiati già presenti in Svizzera. Vedi ad esempio gli eritrei che trascorrono le vacanze nel loro paese (con i nostri soldi) perché “lì è più bello”. Col risultato che in soli otto anni il numero degli eritrei in assistenza presenti in Svizzera è aumentato del 2272% (sic!). E nümm a pagum.

Due evidenze

Si fa repulisti dei migranti economici e, ça va sans dire, non se ne fanno entrare di nuovi. Il che significa: frontiere CHIUSE. In particolare quelle con il Belpaese.  Poi, una volta che si sarà fatta accurata e radicale pulizia dei finti rifugiati, si potrà parlare di ricollocamenti di migranti “deboli”. Ma quando li eseguiranno tutti gli Stati, e nelle proporzioni dovute. Mica solo la Svizzera, che vuole sempre “dare l’esempio” e viene sistematicamente fregata.

E’ poi evidente che:

1) la priorità nell’accesso agli aiuti pubblici la devono avere gli svizzeri in difficoltà (a cominciare dagli anziani a cui questo paese deve il suo benessere, o il suo residuo di benessere, che però Sommaruga e compagnia brutta stanno distruggendo), e

2) i migranti “deboli” che verranno eventualmente accolti dovranno tassativamente tornare al loro paese non appena l’emergenza sarà passata. Lo scopo dell’asilo non è immigrazione, bensì protezione. E quando il bisogno di protezione viene a cadere, si rientra a casa propria.

Vogliamo il modello giapponese

E’ il caso di ricordare quello che sta succedendo con i ricollocamenti di finti rifugiati in arrivo dalla vicina Penisola. Nei mesi scorsi Roma ha annunciato con sommo gaudio di aver potuto rifilare ad altri Stati 9000 migranti. E chi sono stati i primi della classe nel farsi carico di asilanti che spettano allo Stivale? Ma naturalmente gli svizzerotti! La Confederella figura infatti al secondo posto della graduatoria, dopo la Germania che però ha dieci volte i nostri abitanti. In cifre: la Germania ha accolto 3400 richiedenti dall’Italia, la Svizzera 829. Ed i nostri vicini austriaci, che sono grandi più o meno come noi e che pure loro confinano con il Belpaese? Ne hanno presi solo 15! Perché a Vienna non sono mica fessi!

Ed è anche il caso di ricordare che il Giappone nei primi sei mesi dell’anno corrente ha accolto 3 (tre) domande d’asilo su 8600! E non ci risulta che per questo motivo sia oggetto di rampogne o sanzioni da parte di qualche organizzazione internazionale del flauto traverso. Quelle sono riservate agli svizzerotti. Che, malgrado siano invasi dall’immigrazione incontrollata ed abbiano la percentuale di popolazione straniera più elevata d’Europa (con l’unica eccezione del Lussemburgo) vengono ancora accusati di chiusura e di xenofobia. Senza che i nostri rappresentanti con i calzoni sempre abbassati (ma lo scandalo molestie sessuali qui non c’entra…) siano capaci di rispondere con un bel (e meritato) “vaffa”!

Lorenzo Quadri