“Svizzeri di merda”: e la frontaliera viene licenziata

Chiaro monito ai troppi “permessi G” che sputano nel piatto dove mangiano

 

Il video, pubblicato giovedì dal Mattinonline, ha avuto conseguenze. Adesso speriamo che l’ex datore di lavoro dimostri la propria buona volontà assumendo un/a ticinese al posto dell’insultatrice: mandate i CV!

Giovedì, il Mattinonline ha pubblicato un video postato su Instagram da una frontaliera. La gentil donzella, dopo essersi beccata una banale multa di posteggio – multa giustificata: aveva parcheggiato fuori dalle strisce – ha sbroccato. Di conseguenza, invece di imprecare “in privato” come avrebbe fatto qualsiasi persona dotata di un minimo di buonsenso, ha pensato bene di filmarsi mentre pronunciava una sequela d’improperi contro gli svizzeri (“svizzeri di merda”) contro i poliziotti elvetici (“ignoranti e razzisti”), e via andando. Essendosi filmata in primo piano, il suo viso era ben riconoscibile. Dando prova di rara furbizia, ha postato il video sui social (cosa non si fa per qualche “like”…) dove è diventato ben presto virale, suscitando “vivaci reazioni”.  E, nel giro di breve tempo, è approdato anche sul tavolo, o piuttosto sul monitor, del suo datore di lavoro.

Venerdì si è così saputo che l’azienda – un gruppo internazionale con sede nel Luganese – per cui la donna lavora(va) ha deciso di licenziarla. Motivo: comportamento inaccettabile e danno d’immagine.

Con questa decisione arriva un segnale importante: sputare nel piatto dove si mangia può avere conseguenze. E ci mancherebbe altro, vien da dire!
Di frontalieri che insultano la Svizzera e gli svizzeri dimenticandosi grazie a chi hanno la pagnotta sul tavolo ce ne sono a iosa (basta andare a dare un’occhiata nei social). Giusto che questa gente, se odia la Svizzera, se ne stia a casa propria. I datori di lavoro prendano nota. E anche i frontalieri. E, specie se lavorano in ufficio, si ricordino di una cosa: c’è  una buona probabilità che prima al loro posto ci fosse un ticinese, che magari adesso è in disoccupazione o in assistenza. Nel caso concreto della giovane insultatrice, gli uccellini cinguettano che sia andata proprio così.

Si comprenderà dunque che, data la situazione sul mercato del lavoro di questo sfigatissimo Cantone, devastato dalla libera circolazione delle persone voluta dal triciclo PLR-PPD-P$, la soglia di tolleranza verso frontalieri che insultano la Svizzera e gli svizzeri sia piuttosto bassa.

Oltretutto la giovane in questione se l’è pure andata a cercare col lanternino: che bisogno c’era di girare il video di improperi e di pubblicarlo in rete dove tutti possono vederlo? Vuol dire che il tuo astio nei confronti del paese dove ti pagano lo stipendio è fuori controllo: quindi cosa ci stai a fare?

Assumere un/a ticinese

Adesso  speriamo che il datore di lavoro, che ha voluto fare bella figura nei confronti degli svizzeri licenziando la scriteriata, vorrà fare un passo in più ed assumere al suo posto un/a ticinese: mandate i CV!

A proposito del datore di lavoro, vediamo comunque di non santificarlo perché ha optato per l’unica scelta possibile, ossia il licenziamento della frontaliera: evidentemente pensava alla propria immagine, non alla situazione occupazionale in Ticino.

Nello Stato…

Intanto che nel privato chi sputa nel piatto in cui mangia  perde il lavoro, funzionari cantonali e docenti di una certa area politica continuano a sbroccare su faccialibro (facebook): vedi il funzionario “nato a Palermo” passato dal DSS al DECS, che insulta la Lega ed i leghisti, ed il docente di Barbengo che paragonava il voto sulla civica al nazismo. Ma naturalmente non succede nulla. Se invece a “farla fuori dal vaso” è qualcuno di “destra”, scatta subito il circo equestre della morale a senso a unico.

Lorenzo Quadri