Accordo quadro: come al solito, chinati a 90 gradi!

Confermate le peggiori previsioni: col trattato coloniale si svende la Svizzera!

Altro che “negoziazione”, è una capitolazione su tutta la linea. Ma il governicchio federale non ha il coraggio né di respingere l’immonda ciofeca, né di decidere alcunché. Ed intanto l’ex partitone, in evidente stato confusionale (troppi aperitivi pre-natalizi?), blatera di “successo”. La risposta della Lega alla consultazione è già pronta: e sarà un bel “vaffa”!

Come c’era da attendersi, lo sconcio accordo quadro istituzionale che sarebbe stato negoziato dal consigliere federale PLR (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis e dai suoi burocrati è una vera ciofeca.

Già parlare di una “negoziazione” è una presa per i fondelli. Altro che negoziazione. Questa è la solita capitolazione su tutta la linea. Braghe calate ad altezza caviglia!

Accordo coloniale

L’accordo quadro giunto sul tavolo dei camerieri bernesi di Bruxelles è un trattato coloniale. Come abbiamo detto e scritto più volte: la pietra tombale sulla nostra sovranità.  Contiene tutto quello che gli eurobalivi volevano che contenesse.  E le famose linee rosse sulla protezione dei lavoratori e sulla direttiva UE sulla cittadinanza? Finite nel water in tempo di record, come c’era da attendersi. Di linea rossa non ne è stata rispettata mezza!

Lo sconcio accordo quadro contiene:

  • Ripresa dinamica cioè automatica del diritto UE
  • Giudici stranieri
  • Smantellamento delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone
  • Ripresa della direttiva UE sulla cittadinanza: obbligo di mantenere ad oltranza gli immigrati nel nostro stato sociale se sono cittadini comunitari ed impossibilità di espellere gli stranieri UE che delinquono.
  • Eccetera eccetera.

Rottamazione della sovranità

Se lo sconcio accordo quadro istituzionale dovesse entrare in vigore, a dettar legge in Svizzera in materia di libera circolazione delle persone con tutti i suoi annessi e connessi, di trasporti aerei e terrestri, di ostacoli tecnici al mercato ed all’agricoltura, saranno i funzionarietti dell’UE. E a decidere in caso di controversie saranno giudici stranieri (la corte arbitrale farlocca non può statuire sull’applicazione del diritto UE; su di esso, infatti, decide solo la Corte europea di giustizia). Non è finita: lo sconcio accordo quadro si estenderà anche a futuri trattati tra la Svizzera e l’UE, ad esempio quello sull’accesso al mercato dell’elettricità.

Se questa non è la rottamazione della sovranità e dell’indipendenza elvetica, diteci di cosa si tratta! I nostri antenati che si sono battuti per la libertà del paese si rivoltano nella tomba. Il triciclo PLR-PPD-P$$ sta distruggendo la Svizzera.

Braghe calate

Altro che “negoziare”! Il ministro degli esteri binazionale si è chinato a 90 gradi davanti a Bruxelles. Ormai siamo diventati lo zerbino dell’UE. E’ evidente che con un simile accordo-ciofeca il Consiglio federale perde la faccia (quel poco che ancora restava) davanti ai cittadini. Aveva promesso “linee rosse invalicabili” ed invece le ha valicate tutte, dalla prima all’ultima. Se questo governicchio federale di quaquaraquà avesse avuto un minimo di decenza (chiaramente è chiedere troppo) avrebbe respinto al mittente la sconcezza giunta sui suoi tavoli riccamente intarsiati. Invece non ha avuto il coraggio di farlo. Ma non ha neanche avuto quello di dire di sì, malgrado evidentemente non stia nella pelle dalla voglia di accondiscendere su tutta la linea. Però le elezioni federali si avvicinano, per cui…

Anche codardi

Sicché, cosa hanno fatto i camerieri di Bruxelles?  Hanno mandato l’accordo in consultazione, per scappare pavidamente dalle proprie responsabilità. Non avendo gli attributi per decidere, fanno decidere ad altri. Non solo asserviti, ma anche codardi.

E l’ex partitone, manifestamente in stato confusionale, ha ancora il coraggio di definire un “successo di Cassis” questo sfacelo su tutta la linea?Ormai i tapini non sanno più cosa inventarsi per difendere l’indifendibile.

La risposta della Lega alla consultazione sullo sconcio accordo quadro, comunque, è già pronta: e sarà un bel “vaffa!”.

E, se la partitocrazia dovesse approvare l’accordo capestro, il referendum è garantito!

Lorenzo Quadri

 

Accordo quadro: Levrat, chi credi di prendere per il lato B?

E sia chiaro che non si decide niente con due “ministri” con già le valigie in mano!

 

Dopo anni di eurolecchinaggio spinto, il presidente del P$$, partito che vuole l’adesione all’UE, blatera di referendum contro l’accordo quadro: ma pensa che gli svizzeri siano scemi?

La telenovela sullo sconcio accordo quadro istituzionale prosegue!

Ricordiamo per l’ennesima volta (repetita iuvant) che questo accordo colonialeci porterebbe:

  • La ripresa dinamica, ovvero automatica, del diritto UE;
  • I giudici stranieri;
  • La fine delle già striminzite misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone;
  • L’obbligo di recepire la direttiva UE sulla cittadinanza; il che significa: tutti gli immigrati comunitari saranno liberi di attaccarsi alla mammella dello Stato sociale elvetico senza alcun limite, mentre agli svizzerotti sarà impossibile espellere i delinquenti stranieri se questi sono cittadini UE;
  • Invasione di TIR da 60 tonnellate (chissà come mai i kompagni ro$$overdi a questo proposito tacciono omertosi?);
  • Fine della banche cantonali con garanzia dello Stato;
  • Eccetera eccetera.

Frena, Ugo!

La discussione nel governicchio federale sulla sottoscrizione o meno dello sconcio accordo quadro istituzionale era prevista per venerdì scorso. E, secondo i cinguettii degli uccellini bernesi,  il testo proposto dal ministro degli esteri italosvizzero Ignazio KrankenCassis (PLR) sarebbe una tale improponibile ciofeca,con rottamazione di tutte le linee rosse (perché, forse qualcuno si era bevuto la fandonia delle “linee invalicabili”?), da non trovare nemmeno una maggioranza in Consiglio federale. Il che è tutto dire!

La discussione governativa, però, è stata rinviata ed agendata a venerdì prossimo. E qui si pone un ulteriore problema. Non sta  né in cielo né in terra che su un tema di tale importanza per il futuro del paese statuiscano due ministri con già le valigie in mano (la Doris uregiatta e “Leider” Ammann). Questo sarebbe valso se si fosse deciso venerdì scorso, e vale a maggior ragione se si deciderà venerdì prossimo, con i successori dei due uscenti già scelti dalla partitocrazia federale ma non ancora entrati in carica.

Levrat, ci sei o ci fai?

Fa poi ridere i polli l’ipocrita risveglio a scoppio ritardato del kompagno Christian Levrat, presidente del P$$, che adesso pensa di prendere per i fondelli la gente ipotizzando un referendum contro l’accordo quadro istituzionale.

Ma questo Levrat ci è o ci fa?  Fino ad un paio di mesi fa blaterava che lo sconcio trattato coloniale andava firmato subito (sic). Il $uo partito ha nel programma l’adesione della Svizzera all’UE. Ed il P$$ si è sempre schierato dalla parte dei balivi di Bruxelles e contro la sovranità svizzera ed i nostri diritti popolari.

Adesso che le elezioni federali si avvicinano, il buon Levrat si accorge (dopo averne mangiate cinquanta fette) che l’accordo quadro comporta la FINE di quelle misure accompagnatorie con cui i $inistrati si sono sempre riempiti la bocca nel goffo tentativo di giustificare le loro posizioni eurolecchine, deleterie per i lavoratori svizzeri?  Eh no, non ci siamo proprio! Come recita il noto slogan: “non siamo mica scemi!”.

Lorenzo Quadri

 

 

 

Accordo quadro con l’UE: la calata di braghe è totale

L’indiscrezione-horror: KrankenCassis (PLR) avrebbe cancellato tutte le linee rosse!

 

In Consiglio federale già venerdì? Frena Ugo! E’ chiaro che non si decide proprio un bel niente con due “ministri” (Doris e “Leider” Ammann) che tra un mesetto non saranno nemmeno più in carica!

Come avevamo ampiamente previsto! Il ministro degli esteri KrankenCassis (PLR), ha calato le braghe sulle famose linee rosse dell’ accordo quadro con l’UE. Sarebbe questo il “buongoverno” dell’ex partitone?

Stando a quanto pubblicato dal TagesAnzeiger (non dal Mattino populista e razzista) il Consigliere federale (ex) doppiopassaporto avrebbe trasmesso ai colleghi una proposta di accordo quadro con l’UE di una sconcezza totale.

Altro che rispetto delle linee rosse: sarebbe prevista la calata di braghesulle misure accompagnatorie (dimezzamento da 8 a 4 giorni del periodo di notifica per i padroncini UE) come pure sulla direttiva degli eurobalivi sulla cittadinanza! Ecco come i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale rispettano le promesse fatte! Inoltre, questo è solo ciò che è trapelato. Poco ma sicuro che i piegamenti a 90 gradi davanti agli eurofunzionaretti non sono finiti.

Criminali stranieri

La direttiva UE sulla cittadinanza, lo ricordiamo, ci impedirebbe di espellere i delinquenti stranieri se sono cittadini comunitari e ci costringerebbe ad allargare ancora di più i cordoni della borsa per mantenere gli immigrati UE nel nostro Stato sociale. Avanti così, facciamoci sfruttare da tutti!

Il bello è che il buon Cassis prima aveva tentato di far credere che la direttiva sulla cittadinanza non facesse parte dello sconcio accordo quadro istituzionale, poi si è inventato la  fandonia della “linea rossa” e adesso, naturalmente, arriva la capitolazione!

E cosa ne pensano i $ocialisti – quelli che vogliono l’adesione della Svizzera all’UE – della rottamazionedi quelle misure accompagnatorie con cui si sono sciacquati la bocca per anni? Per l’ennesima volta il P$ (Partito degli Stranieri) anteporrà il servilismo nei confronti di Bruxelles alla protezione dei lavoratori?

Non è finita

Ovviamente l’inverecondo accordo quadro istituzionale, un vero e proprio accordo-capestro che costituirebbe la pietra tombale sulla nostra sovranità, oltre alla FINE delle misure accompagnatorie e al Diktat UE sulla cittadinanza ci imporrebbe tra l’altro: la ripresa dinamica ovvero automatica del diritto comunitario, i giudici stranieri, l’invasione di TIR UE da 60 tonnellate, la fine delle banche cantonali con garanzia dello Stato, eccetera eccetera!

Fuori di testa

Anche la tempistica con cui si pretenderebbe (ma col piffero!) di sottoscrivere l’osceno accordo quadro è delirante. Secondo il TagesAnzeiger, il dossier dovrebbe arrivare sui tavoli del governicchio federale già venerdì. Ma qui qualcuno è fuori come un terrazzino!

Tanto per cominciare: in Consiglio federale ci sono due partenti, ovvero la Doris uregiatta ed il liblab “Leider” Ammann. I quali, poco ma sicuro, sosterrebbero la svendita della Svizzera proposta da KrankenCassis. Peccato che l’allegro duetto abbia già le valigie in mano! Ed è evidente che a decidere su un tema della massima importanza per il futuro del Paese non possono essere due Consiglieri federali che tra un paio di settimane non saranno più in carica! Ma stiamo scherzando?

Ad avere già un piede fuori dalla porta, comunque, sono anche i funzionarietti di Bruxelles, a partire dal “diversamente sobrio” Jean-Claude “Grappino” Juncker. In primavera, con le elezioni europee, questa foffa verrà spazzata via con un colpo di spugna. E’ quindi ovvio che con la fallita UE non si sottoscrive nessun accordo; men che meno adesso! In un normale collegio governativo, le obbrobriose proposte del ministro degli esteri PLR – ecco i grandi statisti che l’ex partitone regala al Paese! Complimenti! – verrebbero cestinate nel giro di tre secondi netti.

Ma purtroppo nel caso concreto stiamo parlando di un gremio di camerieri di Bruxelles. Gente capace di dar via 1.3 miliardi di Fr dei nostri soldi agli eurofalliti senza uno straccio di obbligo né di contropartita, ma soltanto perché “bisogna oliare”. Sicché ci si può solo attendere il peggio.

Lorenzo Quadri

Ma quale “accordo quadro”, questa è una capitolazione!

Giudici stranieri, divieto di espellere i delinquenti UE, invasione di TIR da 60 t,…

Lo sconcio accordo quadro istituzionale ci imporrebbe i Diktat di Bruxelles su temi fondamentali. Ci imporrebbe anche i giudici stranieri. Infatti l’UE, per quel che riguarda l’applicazione del diritto  comunitario, non riconosce altra giurisdizione se non quella della corte europea di giustizia. La storiella del tribunale arbitrale (composto da giudici svizzeri ed europei) di cui  va cianciando la partitocrazia nell’ennesimo tentativo di prendere i cittadini per i fondelli, è una fanfaluca. Servirebbe solo in caso di disaccordo sull’applicazione del diritto svizzero. Non di quello europeo. Dunque, accordo quadro istituzionale vuol dire giudici stranieri. Già solo per questo motivo una simile aberrazione non può essere sottoscritta.

Misure accompagnatorie

Ma questo è solo l’inizio. Infatti ben presto è arrivato l’assalto degli eurobalivi alle già striminzite misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone. E’ evidente che qui non può esistere alcun margine di trattativa. I cittadini svizzeri hanno votato la preferenza indigena ed i contingenti. Gli eurofalliti vogliono cancellare anche le misere misure accompagnatorie, a partire dalla “famosa” regola degli otto giorni.

Le posizioni degli eurofunzionarietti e quelle del popolo elvetico sono dunque diametralmente opposte. Di conseguenza, nessun accordo può essere sottoscritto.

Tattica del salame

Visto che gli eurofalliti avanzano le loro pretese con la tattica del salame, una fetta alla volta, è arrivata  anche l’ingiunzione successiva. Quella sulle norme europee sulla cittadinanza. Bruxelles pretende di farcele recepire. Questo significherebbe che la Svizzera non potrebbe più espellere nessun delinquente straniero, se costui è cittadino comunitario. Anche il Gigi di Viganello ha capito che ciò equivarrebbe all’azzeramento della votazione popolare del 2010 sull’espulsione dei criminali stranieri, e del relativo articolo costituzionale.

Da notare che prima il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis ha dichiarato che la questione della cittadinanza comunitaria non faceva parte dell’accordo quadro. Poi ha dovuto correggere il tiro: fa parte, eccome che fa parte. Però costituisce “una linea rossa invalicabile”. Ma poiché queste linee rosse invalicabili non esistono, visto che alla fine la calata di braghe arriva puntuale, è evidente che l’accordo quadro cancellerebbe la decisione popolare sull’espulsione dei criminali stranieri.

“Non è importante”?

Il colmo è che il liblab KrankenCassis, in una delle sue numerose apparizioni in Ticino a scopo di galoppinaggio partitico (sempre meglio che lavorare) ha dichiarato pubblicamente che la questione della direttiva UE sulla cittadinanza “non è importante”.

Hai capito l’ex partitone del sedicente “Buongoverno”? Annullare l’esito di una votazione popolare, e quindi manomettere la Costituzione federale, per chinarsi a 90° davanti a Bruxelles, è una questione priva d’ importanza. Ecco la considerazione in cui i liblab tengono la volontà dei cittadini ed i diritti popolari. Ricordarsene ai prossimi appuntamenti elettorali.

Invasione di camion

Non è finita: Bruxelles pretende – sempre con la tattica del salame – di farci digerire anche l’immigrazione nello Stato sociale. I cittadini UE devono risultare ancora più facilitati di adesso nell’attaccarsi alle mammelle della socialità elvetica. Quindi: svizzerotti mucche da mungere di tutta l’Europa.

L’elenco continua. Con l’accordo quadro istituzionale, Bruxelles ci imporrebbe il transito parassitario dei TIR UE di 60 tonnellate, ipotesi a cui i cittadini si sono sempre opposti. Come se l’invasione di frontalieri (rigorosamente uno per macchina) causata dalla libera circolazione delle persone non avesse già conseguenze viarie ed ambientali abbastanza deleterie.

Silenzio assordante

Con l’accordo quadro,  il Ticino verrebbe dunque invaso da bisonti UE. Ma qualcuno ha forse sentito gli ecologisti fare un cip al proposito? Non sia mai! Gli ambientalisti nostrani – che sono come le angurie: verdi fuori ma ro$$i dentro – blaterano fregnacce contro l’iniziativa per l’autodeterminazione, strillando la fanfaluca dei “diritti umani in pericolo”. Però dell’invasione di TIR da 60 tonnellate che lo sconcio accordo quadro provocherebbe, non si preoccupano per nulla: “Bisogna aprirsi”!

Anche sulle Banche cantonali con la garanzia dello Stato gli eurofalliti hanno da ridire. Siamo a livelli da barzelletta: BancaStato è un attore fondamentale nell’economia ticinese. E adesso un pugno di funzionarietti europei non eletti da nessuno pretende di venirci a dire che la dobbiamo cancellare?

Una capitolazione

Queste sono solo alcune delle conseguenze oggi conosciute cui andremmo incontro firmando lo sconcio accordo quadro istituzionale che tanto piace ai consiglieri federali PLR KrankenCassis e Leider Ammann. Se il trattato capestro dovesse essere sottoscritto, ne arriveranno ovviamente molte altre.

L’accordo quadro non è un accordo bensì una capitolazione. Una resa senza condizioni agli eurobalivi.

Ecco cosa pretendono di farci digerire la partitocrazia ed il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto.  Nell’interesse di chi? Forse in quello delle multinazionali che delocalizzano e digitalizzano, tagliando migliaia di impieghi in Svizzera per ingrassare oltre ogni decenza le tasche dei loro azionisti. Di certo non nell’interesse dei cittadini. Evitiamo questo sfacelo e mandiamo a casa i politicanti che lo vogliono! Questi politicanti sono la rovina della Svizzera!

Lorenzo Quadri

Accordo quadro istituzionale: Stop al lavaggio del cervello!

Questo sconcio trattato-capestro non sarà mai nell’interesse della Svizzera!

E dàgli col lavaggio del cervello a sostegno dello sconcio accordo quadro istituzionale, quello che ci imporrebbe le leggi ed i giudici stranieri! Adesso ci tocca pure sentire il  responsabile dei negoziati con l’UE Roberto Balzaretti insistere ad oltranza con il mantra (balle della casta!) che  sarebbe “nell’interesse della Svizzera” (?) concludere l’ accordo quadro istituzionale con i balivi di Bruxelles e che “è ancora possibile una buona soluzione”. Poiché di queste panzane da burocrati ne abbiamo ampiamente piene le scuffie, è bene chiarire una cosa, ed  in via definitiva. Di “buoni” accordi quadro con l’UE non ne esistono!L’unico accordo “buono” con gli eurofalliti è nessun accordo!

Il Diktat disarmista

I funzionarietti di Bruxelles, tramite questi trattati-capestro, pretendono infatti di comandare in casa nostra. Di imporci le loro regole. Di gettare nel water le nostre leggi ed anche le nostre votazioni popolari. Basta vedere il Diktat UE contro le armi dei cittadini onesti: è clamorosamente contrario alle nostre leggi, alle nostre tradizioni, alla nostra volontà popolare. Inoltre, visto che questi trattati si “evolvono”, in futuro il Diktat disarmista ci imporrà ulteriori divieti, con la tattica del salame (una fetta alla volta). Eppure la partitocrazia PLR-PPD-P$ cala le braghe ad altezza caviglia davanti a simili nefandezze, e le rifila ai cittadini. I soldatini ticinesi dei partiti storici alle camere federali le votano perché, testuale, “il partito ha dato l’ordine di scuderia e quindi dobbiamo adeguarci”! Ma bravi, e questi sarebbero i rappresentanti del popolo ticinese a Berna? Allora l’anno prossimo i voti per farvi rieleggere li chiederete alle dirigenze nazionali dei rispettivi partiti, ma non certo ai cittadini ticinesi!

E intanto, tutti a firmare il referendum contro il Diktat disarmista dell’UE che trovate a pagina 32!

Misure sproporzionate?

Quindi, è già il principio che non funziona. L’accordo quadro istituzionale comporta la fine della nostra sovranità e quindi dei nostri diritti popolari. Il problema non è certo la regola degli otto giorni che l’UE contesta. Questo è un tema di dettaglio. Se anche si trovasse una soluzione sugli otto giorni, l’accordo quadro resterebbe comunque una ciofeca!

Le intenzioni dei funzionarietti di Bruxelles sono peraltro molto chiare. Il  negoziatore dei balivi, tale Leffler, è infatti riuscito a definire le misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone come “sproporzionate”. Qui qualcuno è fuori come un cornicione. Queste misure sono minimaliste al limite dell’inutilità, però secondo gli eurobalivi sarebbero addirittura sproporzionate. Questi funzionarietti non eletti da nessuno (perché è tutta gente che non verrebbe eletta nemmeno nel comitato di una bocciofila) credono di poterci prendere per il lato B.

Buon accordo?

E’  evidente che con l’accordo quadro dovremo semplicemente ubbidire ai  Diktat dell’UE. In particolare in materia di libera circolazione. Si sa ad esempio che Bruxelles pretende di farci recepire la direttiva UE sulla libera circolazione. Conseguenza: non potremmo più espellere nessun delinquente straniero, se quest’ultimo è un cittadino comunitario. E questo sarebbe solo l’inizio!

E’ poi chiaro anche al Gigi di Viganello che con l’accordo quadro in vigore, ci possiamo levare dalla testa di poter esercitare un qualsiasi minimo controllo sull’immigrazione di massa. Se perfino la regola degli 8 giorni è reputata “sproporzionata”… E un paese che non controlla l’immigrazione è un paese FINITO.

Con tutto questo i burocrati federali, spalleggiati dalla partitocrazia eurolecchina, hanno ancora il coraggio di venirci a raccontare la fregnaccia  del “buon accordo”? Ma andate a Baggio a suonare l’organo!

Tirando le somme

In queste settimane la partitocrazia PLR-PPD-P$$:

  • brama la firma dello sconcio accordo quadro istituzionale.
  • Sta facendo campagna dura contro l’iniziativa “per l’autodeterminazione”. Ha perfino fatto scendere in campo una leguleia della Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo, tale Helen Keller,  che senza pudore se ne esce a dire, tranquilla come un tre lire, che l’iniziativa in questione andava dichiarata irricevibile. Che tolla! Certa gente la decenza non sa nemmeno dove sta di casa.
  • Ci ha rifilato il Diktat UE sulle armi blaterando che un no avrebbe messo in pericolo (uhhh, che pagüüüraaa!) l’accordo di Schengen.

Siamo già a quota tre. Senza contare che il triciclo si oppone istericamente all’iniziativa contro la libera circolazione, riuscita nei mesi scorsi.

Becchini della Svizzera

Ecco quindi dimostrato che la partitocrazia vuole demolire la Svizzera. Perché, se l’accordo quadro viene sottoscritto e se l’iniziativa per l’autodeterminazione non passa, la Svizzera cessa di esistere come entità autonoma. Diventa una semplice colonia dell’UE. E allora tanto vale che chiudiamo baracca e burattini, governi e parlamenti. Tanto gli ordini ci arriveranno direttamente da Bruxelles. Magari via Skype o Whatsapp, in nome della “digitalizzazione” con cui la casta ama riempirsi la bocca, visto che fa tanto trendy! Mobilitarsi affinché questo non accada non è un optional. E’ una questione di sopravvivenza.

Lorenzo Quadri

L’accordo quadro è MORTO!

Gli eurobalivi adesso pretendono di farci tenere in casa i delinquenti stranieri

E’ veramente inconcepibile che, malgrado siano falliti, gli eurobalivi continuino ad avanzare nuove pretese ed a formulare ricatti nei confronti degli svizzerotti (ormai gli unici rimasti a dare corda).

Ma ancora più inconcepibile è che i camerieri bernesi di Bruxelles –  a partire da KrankenCassis (ex) doppio passaporto e “Leider” Ammann, entrambi liblab – si facciano ricattare e calino le braghe. Naturalmente in nome del “buongoverno”; come no!

L’ultima prevaricazione europea avviene, ma guarda un po’, nell’ambito dello sconcio accordo quadro istituzionale (quello che ci imporrebbe le leggi degli eurobalivi come pure i loro giudici). Infatti, adesso Bruxelles pretenderebbe perfino che la Svizzera rinunciasse ad espellere i delinquenti stranieri. Malgrado l’espulsione dei delinquenti stranieri sia stata votata dal popolo (nell’ormai lontano 2010) e figuri dunque nella Costituzione.

I funzionarietti di Bruxelles vorrebbero infatti – così ha scritto di recente il Blick – che la Svizzera adottasse le linee guida sulla cittadinanza dell’UE. La conseguenza sarebbe che l’espulsione di delinquenti cittadini UE risulterebbe ulteriormente ostacolata. Di fatto impossibilitata.E dire che già la partitocrazia (ed i suoi legulei nei tribunali) l’hanno trasformata in una farsa: erano state promesse 4000 espulsioni all’anno; la cifra reale è di un decimo. Il Ticino, grazie a Norman Gobbi, è uno dei pochi Cantoni che si salva.

Pretese svergognate

Anche il Gigi di Viganello è in grado di rendersi conto che in nessun caso possiamo accettare la svergognata pretesa della DisUnione europea di tenerci in casa i delinquenti stranieri; contro la volontà popolare e  contro la Costituzione! Ma siamo andati fuori di cranio? NON SIAMO uno Stato membro della fallita UE. Però – tanto per citare alcuni esempi – i suoi funzionarietti, a partire dal presidente “diversamente sobrio” Jean-Claude “Grappino” Juncker (quello che barcolla ai vertici NATO), pretendono di:

  • Disarmare i cittadini svizzeri (vedi Diktat UE sulle armi)
  • Cancellare la nostra volontà popolare
  • Dettarci le loro leggi
  • Imporci i loro giudici
  • Impedirci di espellere i delinquenti stranieri
  • Eccetera eccetera

E sotto le cupole federali c’è ancora qualche tamberla che sta a sentire questi balivi da tre e una cicca?

 

Cancellare tutte le trattative

E’ evidente che, davanti a simili pretese, le trattative per la conclusione delle sconcio accordo quadro non vanno solo congelate. Vanno cancellate. In via definitiva. Sveglia cocomeri! Al di fuori della FALLITA Unione europea c’è un MONDO, dagli Stati Uniti all’Asia: un mondo fatto di Paesi interessati – a partire dagli stessi USA – a concludere accordi commerciali con la Svizzera. E senza pretendere né di invaderci con la libera circolazione, né di venire a dettare legge in casa nostra!

Una nazione FINITA

E’ poi evidente che una nazione che non è più in grado di decidere in modo autonomo chi resta sul suo territorio e chi no, è una nazione FINITA. Una democrazia  che si vede cancellare l’esito delle votazioni popolari da funzionarietti stranieri non eletti da nessuno, è una democrazia FINITA.

Altrettanto evidente è che, sullo sconcio accordo quadro istituzionale, i $inistrati spalancatori di frontiere pensano di prendere la gente per i fondelli. Infatti, continuano a remenarla sulla regola degli otto giorni, che Bruxelles vorrebbe cancellare, e sulla (presunta) protezione del mercato del lavoro. Eh già, perché attualmente il mercato del lavoro svizzero sarebbe protetto, vero gauche-caviar? Ma non fateci ridere!

Intendiamoci: non c’è alcun motivo per calare le braghe sulle striminzite misure accompagnatorie per far contenti gli eurobalivi. Già abbiamo poco, molto poco; ci mancherebbe anche che rinunciassimo a quel poco.

Ma che i $inistrati ed il resto della partitocrazia eurolecchina non credano di poterci fare fessi riducendo lo sconcio accordo quadro istituzionale ad una questione di misure accompagnatorie e “quindi”, se si risolve questo problema, “l’è tüt a posct” e si può correre giulivi a firmare! Ma col piffero!

Altro che gli otto giorni…

La questione degli otto giorni, cari esponenti dell’élite rottamatrice della Svizzera, è “il meno della cavagna”. Il vero tema è la nostra sovranità nazionale e la nostra democrazia, che i balivi di Bruxelles ed i loro servi della partitocrazia  sognano di mandare al macero. Non solo pretendono, come detto, di imporci le loro leggi ed i loro giudici in settori importanti. Adesso si scopre (?)  che vogliono perfino costringerci a tenere in casa – e magari pure a mantenere! – i delinquenti stranieri. E noi siamo così fessi da accettare simili condizioni? Ma anche no!

Accordo quadro istituzionale? Nemmeno per sogno! Non si firma proprio un bel niente, con o senza la regola degli otto giorni!

E, quando saremo finalmente chiamati alle urne sul tema, votare un  SI’ convinto all’iniziativa – riuscita in tempo di record – che chiede la FINE della devastante libera circolazione delle persone!

Lorenzo Quadri

KrankenCassis è il becchino delle misure accompagnatorie

Il ministro PLR pronto a mettere il Ticino nella palta per lo sconcio accordo quadro

 

Prosegue l’autentica e patologica ossessione dei camerieri bernesi dell’UE per gli accordi con gli eurofalliti “da sottoscrivere ad ogni costo”. L’ultima desolante puntata ce la regala, ancora una volta, il ministro degli esteri italo-svizzero Ignazio KrankenCassis.

Dopo la ripresa dinamica ovvero automatica del diritto UE, ecco arrivare, fresca fresca, la nuova ciofeca del Consigliere federale binazionale: la calata di braghe creativa. Sull’altare dello sconcio accordo quadro istituzionale Cassis è infatti pronto a sacrificare le misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone. In particolare nell’ambito “antipadroncini”. Apperò!

La sola, misera protezione

L’invasione di padroncini e distaccati genera una concorrenza sleale che nuoce gravemente agli artigiani e alle piccole (e medie) imprese, soprattutto in Ticino. Ah, ecco dunque a cosa serve un consigliere federale “ticinese” (italo-ticinese): a mettere questo sfigatissimo Cantone ancora più nella palta. Le misure accompagnatorie sono infatti la sola, peraltro misera, protezione del mercato del lavoro svizzero in generale e ticinese in particolare dalle devastanti conseguenze della libera circolazione delle persone. E adesso, grazie a Cassis e agli euroturbo, “ciurlano nel manico”.

Le prime vittime

Proprio come previsto su queste colonne: le prime vittime dello sconcio accordo quadro istituzionale sono le misure accompagnatorie… che vengono sacrificate da KrankenCassis già in fase di trattativa. E questo malgrado le rassicurazioni in senso contrario.
E in cambio di cosa, poi? Del solito calcio nel tafanario? Se questi sono gli effetti del tasto “reset” siamo a posto! L’unica cosa che qui si sta resettando sono le prerogative della Svizzera. Nel senso che la casta, per perseguire i propri interessi di saccoccia, le sta proprio azzerando. Mentre per il ministro degli Esteri servirebbe il tasto “eject”.

I becchini

Grazie all’ultima iniziativa “da urlo” del direttore del DFAE è quindi confermato al di là di ogni dubbio che: accordo quadro istituzionale con l’UE uguale fine delle misure accompagnatorie. Imbarazz, tremend imbarazz dei $inistrati. Costoro infatti si sono sempre riempiti la bocca con le misure accompagnatorie. Però, non appena l’accordo quadro istituzionale è diventato un tema, sono corsi a starnazzare che lo volevano. Assolutamente e subito! Perché, per questi kompagnuzzi spalancatori di frontiere, che bramano l’adesione della Svizzera alla fallita UE, ogni desiderio dei funzionarietti di Bruxelles è un ordine! Adesso, ma guarda un po’, “si scopre che” l’accordo quadro istituzionale è incompatibile con le misure accompagnatorie!

Ergo: il P$$ –in balia dei $indakati ro$$i che si fanno gli zebedej di platino con le quote d’iscrizione dei frontalieri: ecco perché ne vogliono sempre di più – è il becchino delle misure accompagnatorie!Ecco cosa succede quando ci si lascia prendere la mano (eufemismo) dall’internazionalismo isterico!

 Da parte nostra, ribadiamo il messaggio:

NO all’accordo quadro istituzionale
– NO allo smantellamento delle misure accompagnatorie, che il Ticino si è sempre battuto per avere. Inclusa la deputazionicchia ticinese a Berna. E allora ne faceva parte anche Cassis!

Non c’è alcun bisogno di gettare nel water la nostra sovranità ed i nostri diritti popolari, come vorrebbe fare la casta – che i diritti popolari sogna di smantellarli: per questo ha colto la palla al balzo – per concludere accordi commerciali con l’UE che sono nell’interesse di entrambi i partner. Del resto, le loro deliranti pretese coloniali gli eurobalivi le avanzano solo nei confronti degli elvetici! Chissà come mai? Forse perché sanno che gli svizzerotti fessi calano immancabilmente le braghe?

Avanti così

Comunque, avanti così: la raccolta di firme per ABOLIRE la libera circolazionediventa più facile anche grazie a queste belle iniziative del ministro degli esteri, che ringraziamo sentitamente per l’efficace (per quanto involontario) contributo alla causa della FINE della libera circolazione.

Lorenzo Quadri

 

Accordo quadro con l’UE: i camerieri di Bruxelles insistono!

E’ ora di chiarire a “Grappino” Juncker che la Svizzera non si farà dettar legge

 

E ti pareva! I camerieri dell’UE in Consiglio federale insistono nel negoziare con Bruxelles l’immondo accordo quadro istituzionale. Lo hanno deciso ad inizio settimana. Ma bravi! Applausi a scena aperta!

Come noto, l’accordo quadro istituzionale è quello che ci  imporrebbe la ripresa automatica del diritto degli eurofalliti, nonché  i loro giudici. Si tratta, in sostanza, di permettere ai funzionarietti di Bruxelles di dettare  legge in casa nostra. Nel senso letterale del termine. Cosa questo comporti, lo stiamo vedendo bene con il Diktat UE sulle armi.  Con il quale – utilizzando il politikamente korrettissimo pretesto della lotta al terrorismo, che però nel caso concreto non c’entra un tubo – la (Dis)Unione europea pretende di cancellare le nostre leggi, le nostre tradizioni, le nostre libertà e la nostra volontà popolare: infatti la votazione del febbraio 2011 a proposito della detenzione di armi al domicilio stabilisce regole ben diverse da quelle “disarmiste” che da Bruxelles ci vorrebbero imporre.

Dopo aver, more solito, raccontato un sacco di panzane, la kompagna Sommaruga ed i degni colleghi intendono calare le braghe davanti al Diktat sulle armi. Permettendo all’UE, per l’ennesima volta, di metterci sotto i piedi. Per contro, la Repubblica Ceca, Stato membro UE, ha già detto agli eurobalivi che a conformarsi alle nuove direttive non ci pensa nemmeno.

A tal proposito, abbiamo già scritto che se, dopo il Consiglio federale, anche il parlamento calerà le braghe (e visto come è messa la maggioranza PLR-PPD-P$, c’è ben poco da stare allegri) dovrà essere referendum.

Ebbene, questo che ci fa giustamente gridare allo scandalo è un solo caso. Con l’immondo accordo quadro istituzionale diventerebbe invece la regola. La normalità.  Quindi, è ora di piantarla con le trattative con l’UE che mirano all’introduzione di una simile aberrazione, che è del tutto insostenibile per un paese neutrale, sovrano e democratico quale la Svizzera è e deve rimanere.

Se a ciò si aggiunge che il Consiglio federale e la sua diplomazia invece di ottenere qualcosa dalle negoziazioni si limitano a genuflettersi, è evidente che la parola d’ordine può essere una sola: basta!

Si dica finalmente in faccia a “Grappino” Juncker o a chi per esso che di accordi quadro istituzionali non se ne parla proprio. E, tanto per essere chiari, nemmeno di versare all’UE ulteriori miliardi di coesione. Interrompere immediatamente delle trattative che faranno solo danni!

Poiché il njet, senza se né ma, all’accordo quadro istituzionale sarà uno dei temi principe della politica elvetica, essendo fondamentale per il nostro futuro, ci pare evidente che da chi prenderà il posto lasciato libero dal PLR euroturbo Didier Burkhaltèèèr ci aspettiamo che abbia una posizione chiara al proposito: nessun accordo quadro.

Sicché, se l’ex partitone pensa invece di presentare candidati, anche ticinesi, che lo sconcio accordo quadro lo bramano, perché “dobbiamo aprirci all’UE”,  i sostegni li potrà andare ad elemosinare tra i kompagni.

Lorenzo Quadri