Decurtare gli aiuti all’estero

Adesso vengono pure a dirci che non possono servire a limitare l’immigrazione clandestina

 

Ah beh, certo che questa ci mancava! Ecco che arriva la solita organizzazione internazionale del piffero (l’OCSE) a sostenere che la Svizzera dovrebbe spendere di più nell’aiuto allo sviluppo. In particolare, dovrebbe impegnarsi a dedicare lo 0,5% del Reddito nazionale lordo (RNL) a tale scopo. Detta soglia, fissata dal Parlamento federale nel 2011, è infatti stata raggiunta tra il 2014 ed il 2016, mentre il bugdet per il periodo 2017 – 2020 è “solo” dello 0.48%. Embè? I tempi cambiano, cari burocrati sovranazionali!  Oggi, come la partitocrazia non si stanca di ripeterci, siamo confrontati con le casse vuote dell’AVS. E allora, è evidente che la priorità è consolidare il Primo pilastro. Di conseguenza, i regali all’estero vanno decurtati, come pure la spesa sull’asilo!

Visto poi che, sotto le cupole federali, il triciclo servo dell’UE ha deciso di versare a Bruxelles la marchetta da 1,3 miliardi di Fr, e visto che il medesimo triciclo vuole pure sottoscrivere lo sconcio accordo quadro istituzionale, il quale ci obbligherà periodicamente a pagare dei “pizzi” miliardari all’Unione europea senza poter emettere un Cip, è evidente che in futuro ci saranno a disposizione sempre meno soldi per gli aiuti allo sviluppo.

E’ lampante infatti che gli 1.3 miliardi che la partitocrazia ha deciso di regalare agli eurobalivi “per oliare” – ottenendo, per tutto ringraziamento, nuove vessazioni e discriminazioni ai danni della Svizzera – andranno tagliati dal budget dei soldi che vengono spediti all’estero!

Insomma: il tetto dello 0,5% di RNL da dedicare ad aiuti all’estero dovrà essere ridotto a vantaggio dell’AVS; ed è evidente che la Lega presenterà a Berna atti parlamentari sul tema.

Oltre ogni limite

Ma i tapini dell’organizzazione internazionale del piffero si permettono di spingersi ancora oltre nella loro critica all’indirizzo della Confederella: costoro esprimono infatti la propria preoccupazione per i programmi, nell’ambito dell’aiuto allo sviluppo, che hanno come obiettivo quello di “limitare la migrazione irregolare”.“Un programma inteso principalmente a prevenire l’immigrazione piuttosto che promuovere lo sviluppo sostenibile del paese partner potrebbe creare un rischio per la reputazione della Svizzera e mettere a repentaglio la sua neutralità”,blatera l’organizzazione sovranazionale.

Scusate ma ci scappa da ridere!

Con quali argomenti il triciclo xenofilo giustifica il profluvio di miliardi che ogni anno viene sottratto alle necessità degli svizzeri in difficoltà per involarsi verso lidi lontani? Racconta che simili spese stratosferiche sono corrette perché “così si limita l’immigrazione clandestina” (che naturalmente i burocrati dell’OCSE definiscono con il pudico eufemismo di “irregolare”)! Adesso però arriva il njet. Versare aiuti mirati a limitare l’invasione di finti rifugiati con lo smartphone non va bene ed inoltre – qui siamo proprio a livelli da barzelletta – metterebbe a repentaglio la neutralità elvetica! Ossignùr!

Chissà come mai…

Punto primo:se non si possono nemmeno finalizzare gli aiuti all’esteri al contenimento dell’immigrazione clandestina, è chiaro che smettiamo di versarli. Non paghiamo più un ghello!

Punto secondo:la teoria della “neutralità in pericolo” fa ridere i polli. C’è da sperare che a Berna nessuno sarà tanto stolto da ripeterla. Con lo sconcio accordo quadro istituzionale, che il triciclo PLR-PPD-P$$ sbava per firmare, la Svizzera si trasformerebbe in una coloniadella fallita UE; la quale non è per nulla neutrale. Però stranamente nessuna organizzazione internazionale del flauto traverso si sogna di segnalare il pericolo per la neutralità! E men che meno lo fa il triciclo eurolecchino! Chissà come mai, eh?

Lorenzo Quadri