La casta ci riprova: ecco il “libro bianco” dei soldatini

Avenir Suisse lancia l’ennesima operazione propagandistica pro Accordo quadro con l’UE

Arieccoli! I soldatini di Avenir Suisse – un sedicente “serbatoio di pensiero” (Think Tank) di area liblab – tornano alla carica.

Questi  galoppini al soldo dell’élite spalancatrice di frontiere hanno infatti di recente presentato un “libro bianco” (ci ricorda qualcosa) contenente sei scenari sul futuro  delle relazioni tra Svizzera ed UE.

Obiettivo dichiarato di Avenir Suisse: “stimolare un confronto onesto”. Obiettivo non dichiarato ma evidente anche a quello che mena il gesso: fare il lavaggio del cervello a sostegno dell’europeismo, della devastante libera circolazione, dello sconcio accordo quadro istituzionale (quello che metterebbe la pietra tombale sulla nostra democrazia diretta).

Del resto i soldatini di Avenir Suisse sono gli stessi che vogliono rendere più difficile l’esercizio dei diritti popolari. Ad esempio aumentando il numero di firme necessarie  alla riuscita di iniziative e referendum. Chiaro: il popolazzo becero non deve votare, perché sennò poi sconfessa la casta. Quindi va ridotto al silenzio. Ma i soldatini PLR di Avenir Suisse non si vergognano ad uscirsene con simili boiate? Altro che “serbatoio  di pensiero”: serbatoio di minchiate!

Bufale a go-go

Avenir Suisse fa dunque propaganda a sostegno dello sconcio accordo quadro istituzionale. Naturalmente per far credere che la sua sottoscrizione sarebbe l’ipotesi ottimale. Allo scopo racconta una barca di balle (“fake news”, per i più trendy). La BaslerZeitung (BaZ) ha pubblicato  un interessante servizio sul tema.

Per cominicare: il “libro bianco” di Avenir Suisse sostiene la madre di tutte le panzane. Ossia che la devastante libera circolazione delle persone sarebbe “particolarmente vantaggiosa” (sic!) per la Svizzera! Ma questi signori di Avenir Suisse, ci sono o ci fanno? Il bello è che, a sostegno della loro tesi, costoro citano uno studio di Economiesuisse: ovvero dell’associazione “sorella” liblab pro frontiere spalancate.

Hai capito il trucchetto? I vari soldatini realizzano studi farlocchi a scopo propagandistico e poi li usano per citarsi a vicenda!

Peccato che, come osserva la BaZ, lo studio di Economiesuisse non sia per nulla significativo.  E,  naturalmente, per una strana dimenticanza, non considera i COSTI generati dall’immigrazione scriteriata! Costi sociali, occupazionali, infrastrutturali, ambientali, eccetera! Un po’ che i camerieri dell’UE in Consiglio federale che hanno pubblicato l’ennesimo rapporto farlocco dal quale emergerebbe che per la Svizzera uscire da Schengen comporterebbe una fattura “miliardaria” (??), senza naturalmente fare un cip su quanto ci costa – e non solo in soldoni – rimanere associati a questo scellerato accordo.

Esportazioni

Già la bufala della “libera circolazione particolarmente vantaggiosa” meriterebbe di far finire il “libro bianco” di Avenir Suisse nel posto ad esso più congeniale: il cestino della carta straccia.

Ma naturalmente questo è solo il punto di partenza. Perché il documento omette di proposito di citare fatti rilevanti, ma sgraditi ai committenti.

Ad esempio, si continua a menarla con le esportazioni. Dimenticandosi di dire che per esportare non c’è affatto bisogno della libera circolazione delle persone. La Svizzera esportava già prima dei Bilaterali. Anche più di adesso.

In generale: per concludere accordi commerciali vantaggiosi, non c’è per nulla bisogno di spalancare le frontiere. I balivi di Bruxelles lo sanno benissimo. Non a caso l’UE in tempi recenti ha firmato trattati commerciali con gli USA, con la Cina e col Canada: nei quali di libera circolazione non si parla proprio!

Naturalmente i galoppini di Avenir Suisse non citano neppure la Brexit. Ma l’UE dovrà concludere con la Gran Bretagna dei nuovi accordi commerciali, che però non tocchino la sovranità inglese in materia di immigrazione. E’ evidente che una simile soluzione potrebbe fungere da modello per i futuri rapporti tra Svizzera ed eurofalliti.

E i diritti popolari?

Avenir Suisse, poi, slinguazza l’ Accordo quadro istituzionale sostenendo che esso favorirebbe la crescita economica della Svizzera, ma senza ovviamente spiegare per quale motivo dovrebbe favorirla. E a proposito delle conseguenze deleterie di detto accordo sulla nostra sovranità nazionale e sui nostri diritti popolari, chiaramente, nemmeno un cip. Ovvio: Avenir Suisse, come abbiamo visto, la nostra democrazia diretta la vorrebbe rottamare, poiché essa rompe le uova nel paniere alla casta.

La casta si agita

Il “libro bianco” di Avenir Suisse, da mandare al macero, è una testimonianza dell’agitazione, per non dire della fifa, della casta. L’élite vede che la situazione le sta scappando di mano. La vittoria elettorale in Italia dei partiti “populisti” contro l’establishment è solo l’ultimo di una lunga serie di campanelli d’allarme. Da qui il tentativo di correre ai ripari con campagne di propaganda ad ampio raggio. Non caschiamoci e firmiamo l’iniziativa contro la libera circolazione delle persone!

Lorenzo Quadri

Il PLR insiste: ticinesi in assistenza? “Incollocabili!”

Invece di rimediare all’invasione da sud, l’ex partitone se la prende con i disoccupati

Certo che in casa liblab ce la stanno mettendo proprio tutta per reggere la coda alla devastante libera circolazione delle persone. Per tentare di far credere che l’immigrazione scriteriata non abbia fatto disastri su disastri; ma quando mai!

In una sola settimana si sono cumulate due iniziative in tal senso.

Il “libro bianco” dei galoppini

La prima, a livello federale: il cosiddetto “libro bianco” (ci ricorda qualcosa…) di Avenir Suisse sui rapporti tra la Svizzera e la fallita UE. Avenir Suisse è un “Think Tank” (serbatoio di pensiero) di area liblab. Missione: galoppinare la casta spalancatrice di frontiere. Nel recente passato, questo gremio di aspiranti Nobel  si è segnalato per la “geniale” proposta di rendere più difficile l’esercizio dei diritti popolari. Chiaro: il popolazzo becero “vota sbagliato” e mette i bastoni tra le ruote agli intrallazzi dell’élite. Quindi va ridotto al silenzio. Hai capito i soldatini di Avenir Suisse? Altro che “serbatoio di pensiero”: serbatoio di fregnacce!

Dunque i soldatini di Avenir Suisse nei giorni scorsi hanno presentato il loro “libro bianco” sui rapporti con l’UE. Basato su studi farlocchi, su clamorose balle di fra Luca al limite dell’oltraggioso (ad esempio questa, epocale: “la libera circolazione è particolarmente vantaggiosa per la Svizzera”)e su imbarazzanti silenzi, il “libro bianco” è un maldestro tentativo di propaganda a sostegno delle frontiere spalancate e dello sconcio accordo quadro istituzionale con l’UE. Un accordo, quest’ultimo, fortissimamente voluto dai politicanti liblab e P$, che costituirebbe la pietra tombale della nostra sovranità e dei nostri diritti popolari.

Fingono di non sapere

Naturalmente i galoppini di Avenir Suisse si sciacquano la bocca con l’importanza degli accordi commerciali con l’UE. Ma fingono di non sapere che per concludere accordi commerciali vantaggiosi non c’è affatto bisogno di spalancare le frontiere. La stessa UE ha sottoscritto trattati commerciali con gli USA, con la Cina, col Canada: e in questi accordi di libera circolazione proprio non se ne parla.

Chiaro che il “libro bianco” dei soldatini liblab di Avenir Suisse dimostra che la libera circolazione ciurla nel manico (gli uccellini cinguettano infatti che la raccolta firme per l’iniziativa popolare che ne chiede l’abolizione stia andando bene). Di conseguenza alla casta comincia, come si suol dire, a diventar fredda la camicia. Avanti così!

In Ticino

Seconda iniziativa, questa in Ticino, guarda caso sulle colonne del bollettino dell’ex partitone Opinione liberale (più redattori che lettori). Ancora una volta il PLR tenta di far credere che l’invasione da sud sia una figata pazzesca e che sul mercato del lavoro ticinese vada tutto a meraviglia. Come no!

Il presidente della Camera di commercio (CCIA-Ti)  Luca Albertoni (che ci sta pure simpatico) scrive sull’esplosione dell’assistenza in Ticino, che a suo parere non avrebbe relazione con le “problematiche vere o presunte del mercato del lavoro”. Ohibò. Come dire: non è vero che il mercato del lavoro di questo sfigatissimo Cantone è andato in palta a causa dell’invasione da sud, sono tutte balle populiste!

Ed infatti, prosegue il direttore della CCIA-Ti, “le cifre della disoccupazione sono in costante calo”. Certo: le cifre taroccate della disoccupazione pubblicate dalla SECO per reggere la coda alle politiche della partitocrazia sono in calo. Il che non vuole affatto dire che la disoccupazione in quanto tale sia in calo. Come ben testimonia l’aumento dei numeri dell’assistenza.

Tutti casi psichiatrici?

A ciò si aggiunge la storiella, citata sempre da Albertoni, secondo cui su 8077 persone in assistenza quelle effettivamente collocabili sarebbero solo un migliaio. Questa è un’altra mistificazione.  Tanto per cominciare, le sentenze sulla collocabilità o meno vengono calate esaminando solo le scartoffie e non la persona. Ma soprattutto: l’assistenza non è l’AI. Chi è andato in assistenza passando dalla disoccupazione, prima lavorava.  Quindi era “collocabile” eccome. Se poi qualcuno è diventato incollocabile a seguito del lungo periodo di inattività e della sterminata serie di porte prese in faccia, è un altro discorso.

Inoltre, l’invasione da sud provocata dalla partitocrazia taglia fuori in partenza chi magari in ambito professionale è più “debole” – vuoi per formazione, vuoi per caratteristiche personali – ma che prima della libera circolazione un lavoro (magari “di manovalanza”; ma mica tutti devono fare i manager) l’avrebbe trovato eccome, e l’avrebbe anche svolto dignitosamente.  Adesso rimane escluso e magari viene pure bollato come  incollocabile. Ma questo accade perché 350mila ticinesi sono stati mandati allo sbaraglio. Messi in concorrenza con 10 milioni di abitanti della Lombardia. Dove ci sono dottorati disposti a venire in Ticino a fare fotocopie, pur di avere la pagnotta sul tavolo, visto come butta dalle loro parti.

Era evidente che una simile scelleratezza avrebbe provocato un disastro. Chi, da presunto esperto del mercato del lavoro, non ha previsto cosa sarebbe successo o addirittura lo ha negato, sì che è “incollocabile”.

PLR contro i disoccupati

La storiella che su 8077 persone in assistenza ci sarebbero non qualche centinaio o anche un paio di migliaia, ma addirittura oltre settemila – quindi una grandissima maggioranza! – di incollocabili “veri”, quindi casi sociali e/o psichiatrici, è un’offesa ai disoccupati di lunga durata, e la raccontate a qualcun altro. Anche perché, se così fosse, queste persone sarebbero in invalidità e non in assistenza.

Anche quando viene infiocchettato, il pensiero del PLR è sempre lo stesso: chi, ticinese, non ha un lavoro, è un lazzarone e non vale una sverza. Oppure è un caso sociale o psichiatrico. O un tossicomane. “Incollocabile”. Tenere a mente.

Con la libera circolazione, sempre più casi d’assistenza!

“Prima i nostri” presto in parlamento: la partitocrazia farà il golpe contro il popolo?

 

Ma nooo! Ma chi l’avrebbe mai detto! In Ticino è nuovamente cresciuto il numero delle persone in assistenza. In novembre erano quasi 8200. L’aumento su base annua è del 2.5%. Lo indicano i dati divulgati dal DSS e ripresi ieri dalla stampa. Naturalmente mancano alcune informazioncelle non proprio secondarie. Ad esempio,  quanti sono i permessi B in assistenza, da quanto tempo risiedono in questo sempre meno ridente Cantone, quanti sono gli ammessi provvisoriamente, eccetera. Questo perché, come abbiamo scritto più volte, di dimoranti in assistenza di principio non ce ne deve essere nemmeno uno. Chi ottiene di trasferirsi in Ticino per esercitare un’attività lavorativa, se l’attività lavorativa viene a mancare, deve perdere automaticamente il diritto di restare. Stop all’immigrazione nello Stato sociale, finanziato con i nostri soldi!

Del resto, il tanto vituperato (dalla casta) presidente USA Donald Trump è stato chiarissimo: negli Stati Uniti devono poter entrare solo immigrati che contribuiscono al benessere del Paese. Invece, gli svizzerotti fessi si tirano in casa approfittatori a go-go! E li mantengono pure. Anche se delinquono! Tanto poi ci pensano le sentenze buoniste-coglioniste del Tribunale federale a sventare le espulsioni, alla faccia della volontà popolare. Basti pensare che nei giorni scorsi i legulei del TF sono perfino riusciti a decidere che un 28enne finto rifugiato afghano, arrivato in Svizzera da minorenne e che da quando ha 15 anni ne ha combinate peggio di Bertoldo totalizzando oltre 5 anni di carcere (tra cui una condanna per lesioni con veleno: questo è un emulo dei Borgia!), potrà rimanere nel nostro paese, a carico del solito sfigato contribuente. Malgrado sia un delinquente incallito!

I tamberla di Avenir Suisse

E’ evidente che per la continua crescita dei numeri dell’ assistenza dobbiamo ringraziare la devastante libera circolazione delle persone (voluta da partitocrazia, padronato, sindacati, stampa di regime, intellettualini e compagnia cantante) ed il conseguente soppiantamento dei lavoratori residenti con frontalieri. Nel settore terziario i frontalieri sono quadruplicati nel giro di qualche anno. E dalle indagini emerge che il “profilo” dei nuovi frontalieri è sempre più simile a quello dei ticinesi. Ciò vuol dire che questi lavoratori in arrivo da Oltreramina non colmano alcuna lacuna; semplicemente si sostituiscono ai residenti. Ed è inutile che i tamberla del “think tank” (uella!) Avenir Suisse, legati all’ex partitone, vengano a raccontarci la fregnaccia che soppiantamento e dumping salariale non esistono, che sono tutte balle della Lega populista e razzista. Questi di Avenir Suisse sono spalancatori di frontiere pro-saccoccia, che sulla guerra tra poveri provocata dalla libera circolazione ci lucrano!  Chiaro quindi che tentino di negare l’evidenza: sanno benissimo che il ridicolo non uccide, per cui…

Se poi pensiamo che i tamberla di Avenir Suisse sono gli stessi che vorrebbero limitare i diritti popolari poiché danno fastidio all’élite internazionalista e multikulti, ci rendiamo facilmente conto di quale sia il livello di questo “think tank”, ovvero “serbatoio di pensiero”. Altro che “serbatoio di pensiero”: serbatoio di fregnacce!

Senza chiusura delle frontiere…

Ormai dovrebbe averlo capito anche il Gigi di Viganello: in regime di devastante libera circolazione delle persone, il numero dei casi d’assistenza in Ticino è destinato ad una crescita continua. Il “trend” è evidente da troppi anni! Di conseguenza, occorre intervenire sull’immigrazione scriteriata. In primo luogo, come detto, rimandando a casa loro gli immigrati nello Stato sociale. E poi arginando la deleteria invasione di forza lavoro italica che, in casa nostra, soppianta quella ticinese! Senza chiusura delle frontiere, il problema non si risolverà mai: potrà solo peggiorare. Anche perché nel Belpaese la situazione occupazionale è senza speranza, e la casta politica locale ha un’unica priorità: conservarsi cadreghe e privilegi!

Due passi

Di conseguenza, per contrastare l’impennata dei casi d’assistenza occorre:

  • Mettere in vigore “Prima i nostri”. La preferenza indigena è infatti stata approvata dal 60% dei ticinesi ed ha pure ottenuto la garanzia federale. Il Gran Consiglio deciderà della sua applicazione nella prossima seduta, che inizierà lunedì 19 febbraio. E’ ovvio che attendiamo al varco la partitocrazia! Il triciclo PLR-PPD-P$$ immagina forse di votare contro il popolo ticinese affossandone le decisioni, e questo per calare le braghe davanti agli eurobalivi? Come avrebbe detto il Nano: Achtung!
  • Far saltare la libera circolazione delle persone. L’iniziativa popolare al proposito è in fase di raccolta firme. Quindi, sotto con le penne!

Lorenzo Quadri

I padroni delle ferriere sbroccano: dàgli agli svizzerotti “chiusi” che credono a Guglielmo Tell! Nuova infornata di fregnacce in arrivo da Avenir Suisse

Ma guarda un po’! Era da qualche tempo che Avenir Suisse  non ci sollazzava con le sue pensate. Avenir Suisse è l’autoproclamato “laboratorio di idee” del mondo economico svizzero. Ma sarebbe meglio dire di una parte del mondo economico: quello dei “poteri forti”. Quello  dei padroni delle ferriere spalancatori di frontiere perché vogliono la manodopera straniera a basso costo, con cui sostituire i lavoratori locali. Non certo quello delle piccole e medie imprese e degli artigiani, che sono la spina dorsale dell’economia svizzera.

 La precedente pensata

Prima di arrivare all’ultima trovata di Avenir Suisse, vale la pena ricordare la precedente. I grandi pensatori (?) al soldo dei padroni del vapore hanno infatti spinto la faccia di tolla fino all’anatema contro i diritti popolari. Bisogna rendere più difficile la riuscita di iniziative e referendum, sproloquiavano lorsignori. La plebe non deve decidere: perché altrimenti ci mette i bastoni tra le ruote quando si tratta di spalancare le frontiere.

Ai galoppini di Avenir Suisse va tuttavia fatto presente, senza possibilità di equivoco, che i diritti popolari non si toccano. Il giochetto dei “pensatori” di Avenir Suisse è fin troppo facile: si sabotano i diritti popolari per sabotare la sovranità popolare di cui sono espressione. Meno potere al popolo! E quindi – perché è lì che si vuole andare a parare – affossamento del maledetto voto del 9 febbraio! Comandano le lobbies!

In linea

Anche l’ultima presa di posizione di Avenir Suisse è in linea con quanto sopra. Il direttore, tale Peter Grünefelder (chi è costui per permettersi di montare in cattedra?) sentenzia: “Nessun contenimento della spesa sulla formazione, credere a Guglielmo Tell non aiuta a creare impieghi”. Apperò, simpatico come un cactus nelle mutande, questo Peter. Che infatti prosegue con i soliti sciocchi apprezzamenti su quelli che vogliono una “Svizzera chiusa”. Peccato che, ma guarda un po’, nemmeno la libera circolazione aiuta a creare impieghi. Certamente non in Ticino per i ticinesi, dove genera invece soppiantamento. Anche se gli amici di merende di Grünefelder negano l’evidenza.

Cos’altro inventarsi?

Ma cosa escogitare ancora – devono essersi detti i pensatori del “laboratorio di pensiero” –  per fare il lavaggio del cervello agli svizzerotti pro  libera circolazione e pro sudditanza nei confronti dell’UE? Questo: Avenir Suisse scende in campo a difesa della nuova vacca sacra, diventata il grimaldello per scassinare le frontiere: la formazione. E così ci si sciacqua la bocca con concetti politikamente korrettissimi quali la ricerca, le eccellenze e avanti  con i fumogeni. Peccato che ricerca ed eccellenza non vadano necessariamente di pari passo; il concetto di eccellenza viene pervertito per contrabbandare cose che con l’eccellenza non hanno nulla a che vedere. In altre parole: anche in ambito di ricerca si fanno, per dirla con Fantozzi, delle cagate pazzesche. Ma adesso le quotazioni, il “goodwill” della ricerca sono elevate.  Per cui, la si può utilizzare come pretesto passepartout per estorcere tutto quel che si vuole. Il classico coperchio per tutte le padelle.

 Coperchio per tutte le pentole

Ecco quindi che la ricerca e la formazione vengono sfruttate per montare la panna ad oltranza sul famigerato programma Horizon 2020, che negli ultimi tempi si è gonfiato come una mongolfiera. Visto che i funzionarietti di Bruxelles minacciano di escludere la Svizzera dal citato e sopravvalutato programma (uhhh, che pagüüüüraaaa!) in caso di mancata estensione della devastante  libera circolazione delle persone alla Croazia, ecco servito sul piatto d’argento l’argomento principe agli spalancatori di frontiere. Che infatti subito partono col terrorismo ed il ricatto morale (altri mezzi non ne conoscono): bisogna calare le braghe, bisogna violare la Costituzione, ne va di mezzo la formazione! E chi sarà mai così becero, oltre che razzista e fascista, da mettere in pericolo (?) i fondi per la ricerca?

 Strada spianata

E’ evidente che, se si viola il nuovo articolo 121 a in nome della formazione, la strada è spianata per violarlo in futuro nelle occasioni più svariate: si troverà sempre – o alla bisogna si inventerà – un qualche pretesto irrinunciabile (?) su cui ricamare ricatti e populismi. Così, con la tattica del salame (una fetta alla volta) si rottama il “maledetto voto”.  E proprio questo è l’obiettivo dei  “poteri forti” e dei loro soldatini di Avenir Suisse. Altro che formazione, altro che eccellenze, altro che ricerca di punta! Ad interessare sono le frontiere spalancate, l’immigrazione scriteriata e il sabotaggio del 9 febbraio. Quindi sarà bene evitare di farsi menare per il lato b.

Lorenzo Quadri