Con la scusa dell’ambiente La casta spreme i cittadini

Settimana prossima il Consiglio nazionale voterà il nuovo balzello sulla benzina

La protesta dei gilet gialli francesi non ha insegnato niente alla partitocrazia? Basta mettere le mani nelle tasche degli automobilisti per fare cassetta! Il vero problema ambientale in Ticino è l’invasione di targhe azzurre provocata dalla libera circolazione!

La cricca ro$$overde e la casta politikamente korretta si apprestano a saccheggiare ancora una volta  le già esauste tasche degli automobilisti tramite la nuova legge sul CO2. Il principio è sempre lo stesso: per raggiungere obiettivi ambientali irrealistici, gli svizzerotti si martelleranno autolesionisticamente i gioielli di famiglia, imponendo balzelli e privazioni alla popolazione. Tutto per rispettare accordi internazionali irrealistici di cui altrove si fanno allegramente un baffo. Anche perché l’influsso elvetico sul bilancio ambientale mondiale non può che essere irrisorio, per una evidente questione di numeri e di massa critica. E’ scontato che altri paesi, il cui “peso” ambientale è ben maggiore del nostro, non seguiranno la stessa linea di condotta. Ad esempio: la riduzione del 50% delle emissioni di CO2 nei prossimi anni rispetto ai valori del 1990 (Accordo di Parigi) di realistico ha ben poco. Anche perché gli ambientalisti verde-anguria (verdi fuori, rossi dentro) prima fanno entrare tutti tramite immigrazione scriteriata – e, se la popolazione aumenta, evidentemente inquina anche di più. Poi però pretendono riduzioni epocali delle emissioni di CO2. Tutto e il contrario di tutto!

Eh no, cari galoppini dell’establishment. La prima misura necessaria per tutelare l’ambiente ed il territorio è la FINE della libera circolazione delle persone e l’introduzione di tetti massimi (bassi) all’immigrazione. Proprio come chiedeva l’iniziativa Ecopop. Frontiere spalancate significa invece, per ovvi motivi: più traffico, più inquinamento, più cementificazione.

Chi vuole 20 centesimi…

Settimana prossima (tra lunedì e martedì) il Consiglio nazionale, nell’ambito del lungo dibattito sulla nuova legge sul CO2, deciderà l’introduzione di un nuovo ecobalzello sulla benzina.  Il suo ammontare varierà – a seconda dell’opzione scelta – da 5 fino ad addirittura 20 centesimi al litro! La paternità della farneticante proposta di 20 centesimi è manifesta: trattasi della solita cricca ro$$overde.

Riempiendosi la bocca con l’ambiente ed il “cambiamento climatico” la partitocrazia vuole per l’ennesima volta mettere le mani nelle tasche degli automobilisti, sempre più criminalizzati e munti. Dimenticandosi che gli automobilisti – specie se vivono nelle regioni discoste – non vanno in macchina per sport o per il gusto di inquinare. Ci vanno per necessità. I politikamente korretti, dunque, vogliono creare povertà tra la popolazione. Non bastano i salassi annuali sui premi di cassa malati; adesso bisogna inventarsi anche i furti sulla benzina! Ennesima dimostrazione che la famigerata strategia energetica 2050, regalataci (?) dalla Doris uregiatta, è un bidone. Magari qualche esponente del triciclo PLR-PPD-PS dovrebbe ricordarsi che in Francia imperversa la protesta dei gilet gialli proprio contro le nuove tasse sul carburante!

Invasione da sud

Ogni giorno questo sfigatissimo Cantone è invaso da oltre 65’500 frontalieri che entrano in Ticino uno per macchina. Le auto dei frontalieri sono tutte elettriche? A pedali? Emettono Chanel nr 5 o vapori di eucalipto dal tubo di scappamento? Ecco qual è il vero problema ambientale (e viario) del Ticino. La partitocrazia PLR-PPD-P$ prima provoca l’invasione da sud, e di veicoli con targhe azzurre; poi, con una tolla inaudita, pretende di tartassare gli automobilisti elvetici “in nome dell’ambiente”, inventandosi il nuovo balzello sulla benzina. Abbiamo l’impressione che qui qualcuno la benzina se la sia sniffata!

Per cui, caro (si fa per dire) triciclo: non se ne parla nemmeno di introdurre una nuova tassa sul carburante a carico dei ticinesi se prima non si è fatta saltare la libera circolazione delle persone e dimezzato il numero delle targhe italiche sulle nostre strade. Chiaro il messaggio, o ci vuole un disegno?

C’è quindi da sperare che qualcuno lancerà il referendum contro il balzello sul CO2 con cui la casta brama di impoverire ulteriormente i cittadini.  Perché col piffero, cari signori, che vi inventate nuove misure ambientali da “primi della classe” contro l’inquinamento atmosferico per fare cassetta! Meno ideologia politikamente korretta e più realismo, che è ora!

Lorenzo Quadri