Parigi premia la delinquente? Onorificenza ai gilet gialli

Carola decorata dal municipio ro$$o: per le vacanze, boicottare la Ville Lumière

 

I $inistrati spalancatori di frontiere, a partire da quelli che hanno colonizzato l’emittente di regime RSI, hanno trovato la loro nuova eroina (?): la passatrice tedesca Carola Rackete. Quella che ha forzato il blocco navale a Lampedusa non certo per salvare delle vite, bensì per ottenere visibilità mediatica.

A Comano la vicenda ha dato la stura a nuovi servizi di propaganda pro-migranti economici, naturalmente a senso unico e senza contraddittorio. Con tanto di autogol: perché le immagini dei barconi mandate in onda mostrano benissimo che i passeggeri a bordo sono tutti giovani uomini. Nel palinsesto RSI, i messaggi pro – immigrazione clandestina vengono disseminati qua e là, anche  in programmi di intrattenimento o di “cultura”. Se poi qualcuno avesse voglia di andarsi a vedere i profili social di certi giornalai dell’emittente, si accorgerebbe che sembrano quelli degli addetti stampa della Carola.

Oltre ogni decenza

Questa è però ordinaria amministrazione, mentre è assolutamente indecente che il Comune di Parigi ($indaka $ocialista con doppio passaporto, ça va sans dire) abbia avuto la bella idea di premiare la delinquente Rackete. Si tratta di un affronto istituzionale non solo all’Italia, ma a tutti quanti difendono l’importanza delle frontiere ed il diritto di ogni Stato di decidere autonomamente la propria politica migratoria.

E non ci si venga a raccontare fregnacce sui meriti umanitari della Carola e delle ONG finanziate da decrepiti miliardari immigrazionisti fautori dell’invasione dell’Europa. Perché “la capitana”, come tutti i suoi colleghi, si limita a fare da taxi. Poi, di cosa succederà alle persone che ha traghettato, se queste finiranno sfruttate nel giro della criminalità organizzata o della prostituzione, non gliele potrebbe fregare di meno.  Altro che benefattrice!

A questo punto, comunque, sarebbe buona cosa se l’Italia rispondesse all’iniziativa parigina conferendo un’onorificenza ai gilets jaunes. Così, tanto per gradire. E chi non intende appoggiare lo squallido giochetto $inistrato di santificazione della delinquente marittima, boicotti Parigi come meta per le vacanze.

Il caso Bosia Mirra

Dalle nostre parti intanto l’incarto giudiziario dell’ex deputata P$ Bosia Mirra giace imboscato in qualche cassetto della Corte d’appello e revisione penale (con presidenta P$). Nuovo esempio di giustizia a due velocità. Perché, quando si tratta di procedere contro esponenti della Lega, magari per dei post sui social, ecco che la magistratura si muove fulminea. Qui invece…

O vuoi vedere che qualche leguleio/a sta andando alla ricerca di cavilli per sentenziare che far entrare in Svizzera dei finti rifugiati che si trovavano a Como non sarebbe reato?

La sceneggiata di Camorino

Prosegue intanto in quel di Camorino il teatrino sul cosiddetto bunker per asilanti, in realtà un centro della protezione civile. Prosegue perché qualche giornalaio gauche-caviar  dà spazio ai finti rifugiati con smartphone e bluetooth che annunciano lo sciopero della fame e poi… saltano un pranzo: uno di numero! A loro e, ovviamente, agli pseudo-molinari del collettivo R-esistiamo che li appoggiano, la cui portavoce davanti ai media è un’avvocata di Benevento.

Giusto chiudere, ma…

Nei giorni scorsi il collettivo R-esistiamo ha dimostrato di che pasta è fatto, aggredendo una dipendente del DSS. Secondo la testimonianza di un poliziotto, la vettura della donna è stata accerchiata e presa a calci. Eccoli qua, quelli che si riempiono la bocca con il dialogo, con la democrazia e con il rispetto, e poi insultano ed aggrediscono chi non la pensa come loro!

Su un punto siamo però d’accordo. Giusto chiudere il bunker di Camorino, ma gli occupanti vanno tutti rimpatriati. Ed i loro sostenitori pseudo-molinari possono volentieri accompagnarli nei rispettivi paesi d’origine. Accompagnarli e restarci definitivamente, per aiutare in loco. Così magari, tanto per una volta, potranno fare qualcosa di utile. Ma evidentemente è più facile stare qui a starnazzare con la copertura mediatica degli amichetti di RSI e dintorni, vero?

Comunque, ribadiamo il concetto: che nessuno si sogni di spendere anche un solo franco del contribuente per costruire un nuovo centro asilanti deluxe in sostituzione del “bunker” di Camorino!

Lorenzo Quadri