Clima: la scusa per svenderci

Il populismo ambientalista è solo un tranello per favorire gli euroturbo alle elezioni

Alla faccia del populismo climatico sul riscaldamento terrestre, e la conseguente pretesa di interventi talebani, di recente ha fatto un freddo pinguino. Per qualche motivo misterioso, che di sicuro non c’entra un tubo con la protezione dell’ambiente ma che ha invece molto a che fare con interessi economici e politici, i politicanti della casta applaudono giulivi le esternazioni grottesche di una ragazzina svedese che bigia la scuola e che di climatologia ne capisce quanto il Gigi di Viganello; anzi, probabilmente ancora meno.

L’obiettivo dell’ennesimo fenomeno mediatico costruito sul nulla (vedremo quanto durerà) è, evidentemente, quello di influenzare in senso ro$$overde i risultati delle elezioni.  E non tanto per le posizioni climatiche di tale area, bensì per le altre. Perché – in piena contraddizione con la tutela dell’ambiente – i sedicenti ecologisti sono degli spalancatori di frontiere euroturbo. Sono tra quelli che promuovono l’immigrazione incontrollata (disastrosa per il  nostro ambiente: perché siamo qui in troppi, come riconosceva chiaramente l’iniziativa Ecopop); sono tra quelli che sostengono la libera circolazione delle persone e quindi l’assalto di 65mila frontalieri uno per macchina; e sono pure tra quelli che vogliono addirittura lo sconcio accordo quadro istituzionale, che spalancherà le porte della Svizzera ai TIR UE da 60 tonnellate.

E’ dunque evidente che il populismo climatico diventa il cavallo di troia per sdoganare ben altre posizioni, deleterie per il futuro del paese. Sicché votare chi lo cavalca è un atto ad alto contenuto autolesionista.

L’ultima trovata

Inutile dire che la stampa di regime monta la panna alla grande sul populismo climatico. Vedi l’enfasi data all’ultima “cagata pazzesca” (cit. Fantozzi) del WWF, secondo la quale nei primi quattro mesi dell’anno la Svizzera avrebbe già esaurito le risorse naturali a sua disposizione per il 2019. Punto primo: se la Svizzera esaurisce le risorse a sua disposizione in 4 mesi, allora molti altri paesi le esauriscono in 4 giorni, dal momento che, dalle nostre parti, non c’è mai stata più attenzione di ora all’ecologia. Sarebbe interessante sapere quali paesi non le esauriscono anticipatamente, le loro risorse; a parte forse la Lapponia e la Groenlandia, per mancanza di abitanti.

Naturalmente i $inistrati del WWF si guardano bene dal dire che, magari,  le risorse della Svizzera sono state consumate prima del tempo (ammesso e non concesso che sia davvero così) semplicemente perché, come detto prima, siamo qui in troppi. E allora ringraziamo gli spalancatori di frontiere rossoverdi.

E’ poi scontato che simili studi ciofeca vengano utilizzati – oltre che per fare propaganda politica agli spalancatori di frontiere col risultato di aggravare ulteriormente il bilancio ecologico – per sdoganare sempre nuove vessazioni statali nei confronti dei cittadini. Tramite queste misure vessatorie, ma tu guarda i casi della vita, l’ente pubblico fa cassetta!

Stop ARE!

Ed infatti, come sappiamo, il Consiglio federale sta esaminando l’ennesimo programma deleterio mirato a ulteriormente perseguitare e tartassare gli automobilisti, proposto dai talebani dell’ARE (Ufficio federale per lo sviluppo territoriale). Chi scrive ha presentato nei giorni scorsi una mozione contro nuove misure vessatorie ai danni degli automobilisti.

Peccato che poi i camerieri dell’UE in Consiglio federale, quelli che pretendono di imporre agli altri divieti, tasse e balzelli con la scusa della protezione dell’ambiente, sono poi i primi ad impiparsene quando si tratta di dare l’esempio. Di recente infatti la SonntagsZeitung ha evidenziato come i Consiglieri federali a parole predichino l’efficienza energica (agli altri) ma, per quel che li riguarda, “viaggiano con auto di lusso Mercedes di categoria energetica E ed F, nonché con motori diesel, quindi altamente inquinanti. Il che non rispetta nemmeno la legge, dal momento che l’ordinanza sui veicoli della Confederazione vieta l’acquisto di veicoli con categorie di efficienza energetica  E, F e G”.E nemmeno il resto dell’amministrazione federale risulta particolarmente virtuoso. Delle 1685 vetture acquistate negli ultimi quattro anni, solo 754 erano di categoria B. Le altre ricadevano in fasce peggiori. 270 addirittura in quelle vietate (dalla E alla G). E le vetture ibride acquistate nel quadriennio sono state solo 9.

L’esempio

Hai capito i “grandi statisti” del Consiglio federale? Hai capito i burocrati dell’amministrazione federale, gonfiata come una rana? Ecco un bell’esempio di “predicare acqua e bere vino”!

E questa gente ha poi la faccia di tolla criminalizzare i soliti sfigati automobilisti accusandoli di inquinare scriteriatamente? Ma mandiamoli affan…!

Lorenzo Quadri