Consiglio federale: ve le diamo noi le “misure di stabilizzazione” a danno degli svizzeri. Prima di tagliare sui contadini, si tagli sull’asilo

Il Consiglio federale, nell’ambito delle sue misure di risparmio – che in burocratese spinto vengono chiamate “piano di stabilizzazione” – vuole tagliare mezzo miliardo dal credito per l’agricoltura per il periodo 2018 – 2021. La notizia ha suscitato le comprensibili ire del mondo contadino. Del resto i contadini svizzeri non producono “solo” generi alimentari ma curano anche il territorio.
In effetti, se bisogna far quadrare i conti della Confederazione, prima di tagliare sui contadini svizzeri o su altre categorie di cittadini elvetici (ad esempio sui pensionati o sugli automobilisti) ci sono ben altri settori su cui si può risparmiare alla grande.

Asilo e aiuti all’estero
Ad esempio nell’ambito dell’asilo e degli aiuti allo sviluppo, il cui costo totale (tra Confederazione, Cantone e Comuni) è stimato superiore ai 7 miliardi annui. Solo a livello federale e unicamente per l’asilo, la spesa per l’anno di disgrazia 2016 sarà vicina ai due miliardi.
E’ chiaro che qualcosa non torna: si mandano miliardi ai paesi in via di sviluppo, però poi ci troviamo confrontati con migrazioni di popoli da queste regioni verso Stati europei scelti a seconda della generosità delle loro prestazioni sociali. Ma allora vuol dire che questi aiuti non servono ad un tubo.

Finti asilanti
Inoltre è noto che la “strategia” (se così si può chiamare) della kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga non consiste certo nell’impedire ai finti rifugiati di arrivare in Svizzera, abusando della nostra tradizione umanitaria che viene trasformata in qualcosa di completamente diverso, ossia in una scorciatoia per l’immigrazione illegale. Al contrario: vuole farne arrivare sempre di più per poi spendere paccate di soldi pubblici, calpestando anche i diritti dei cittadini (espropriazioni facili) per alloggiarli. Ed infatti i costi dell’asilo stanno letteralmente esplodendo. Se invece si chiudessero le frontiere…

Aiuti all’estero
Poi c’è la questione dei contributi di coesione all’UE. Il grosso è già stato versato, ma ci sono ancora delle pendenze. E’ evidente che questi contributi vanno versati solo ai paesi che, posti ai limiti dello Spazio Schengen, proteggono i propri confini e quelli di Schengen tramite muri e recinzioni, offrendo così un servizio anche a tutti gli altri stati membri. Come si vede, prima di andare a tagliare sui contadini svizzeri, o sull’AVS, ci sono ben altri margini di risparmio.
Lorenzo Quadri