Lavori solo se sei frontaliere

Lavoratori “Over 50”? Ticinesi in assistenza, permessi G RADDOPPIATI in otto anni!

Scusate ma qui ci siamo veramente ridotti a Repubblica dell’iperbole! Da una risposta del Consiglio di Stato ad un’interrogazione apprendiamo, ma tu guarda i casi della vita, che in Ticino il numero dei lavoratori frontalieri ultracinquantenni è letteralmente esploso negli ultimi otto anni, passando da 9000 ad oltre 17mila. Praticamente un raddoppio!

Come se non bastasse, il settore più toccato da questa impennata è il settore terziario, dove i permessi G “over 50” tra il  2010 e la fine 2017 sono passati da 7000 ad oltre 10’200. E stiamo parlando di quel settore economico in cui non c’è alcuna lacuna di manodopera residente. Ma ciononostante, a seguito della devastante libera circolazione delle persone voluta dal triciclo PLR-PPD-P$, il numero di frontalieri è quadruplicato, passando da 10mila a 40mila. Se la preferenza indigena fosse rimasta in vigore, staremmo ancora veleggiando in zona 10mila. Chiaro il messaggio, partitocrazia spalancatrice di frontiere

Situazione allucinante

La notizia su frontalieri “over 50” non è  una sorpresa, stante l’invasione da sud in corso che il triciclo rifiuta ostinatamente di contrastare recitando il mantra del “sa po’ mia”. Ma rimane allucinante. Ai cittadini ticinesi che perdono il lavoro a 50 anni (magari proprio perché al loro posto vengono assunti due permessi G) si dice che devono rassegnarsi. Che “sa po’ fa nagott”. Che molto difficilmente troveranno un altro impiego. Perché sono vecchi (?); perché “costano troppo”. Per questo motivo e per quello. E quindi dovranno farsene una ragione. All’esaurimento del termine quadro dovranno andare in assistenza, se non saranno in età per prepensionarsi. Il cammino è segnato. Però i frontalieri ultracinquentenni il lavoro in Ticino lo trovano eccome! Al punto che il loro numero è addirittura raddoppiato nel giro di appena otto anni! Ed evidentemente non solo perché anche i frontalieri invecchiano. Le cifre parlano chiaro. Altro che “sono solo percezioni”!

Ma guarda un po’: sicché il lavoro in questo sfigatissimo Cantone lo puoi trovare anche se hai più di 50 anni. Ma solo se sei frontaliere. Se invece sei ticinese, nisba!

Ulteriore dimostrazione di come la devastante libera circolazione delle persone discrimina gli svizzeri in casa propria. Ma su questi aspetti, naturalmente, la stampa di regime passa all’acqua bassa. E la partitocrazia? Citus mutus! Chissà come mai, eh?

Lorenzo Quadri

Vienna mobilita l’esercito, Berna abbassa i calzoni

L’Austria difende i propri confini, mentre il CF ha da tempo pronta la truffa

 

Ma guarda un po’! L’Austria sarà anche in campagna elettorale (elezioni in ottobre), però ci bagna il naso alla grande. Ed infatti per far fronte all’immigrazione clandestina di finti rifugiati con lo smartphone, Vienna ha mobilitato l’esercito. Le forze armate hanno svolto una serie di controlli lungo l’asse del Brennero, sia stradali che ferroviari. Il ministro degli interni austriaco non le ha mandate a dire agli eurobalivi: si potrà parlare di sospensione dei controlli alle frontiere nazionali, ha detto, solo quando vi sarà un’adeguata sorveglianza dei confini esterni dello spazio Schengen.  Il ministro degli esteri ha aggiunto: “l’Austria deve essere  nella posizione di decidere chi può entrare nel paese e chi no”.

E queste cose le dice uno stato membro dell’UE!

In Svizzera…

Ora, di esercito alle frontiere per contrastare l’immigrazione clandestina si è parlato anche in Svizzera. Il Consiglio federale nell’aprile 2016 ha infatti fissato le condizioni per l’invio delle forze armate ai confini. Qualcuno potrebbe ingenuamente pensare: finalmente un gesto forte, alla faccia degli eurobalivi, a tutela del nostro paese. Eh sì, cüca. In realtà, è la solita presa per il lato B. Infatti, i camerieri bernesi dell’UE hanno pensato bene di fissare le condizioni per l’impiego dell’esercito in modo tale da essere sicuri che non si verificheranno. Si parla infatti di oltre 30mila arrivi in pochi giorni; il che non sarebbe nemmeno un’emergenza, ma una catastrofe. Tanto più che gli arrivi si verificano ormai quasi tutti attraverso i confini del nostro Cantone incuneato nel Belpaese. Per questo ringraziamo, tra gli altri, le ONG che il Consiglio federale foraggia  con i nostri soldi: quelle che trasportano i finti rifugiati in Italia, la quale non chiude la frontiera marittima  (pur avendo compiuto qualche passetto avanti).

Comitato di benvenuto

Ma soprattutto: se anche l’apocalittico numero di entrate clandestine indicato dal Consiglio federale dovesse verificarsi, il compito dell’esercito mica sarebbe quello di respingere i migranti economici. Ma quando mai! Sarebbe roba da beceri razzisti! Poi chi li sente i fascistelli rossi del “devono entrare tutti”? Il compito dell’esercito sarebbe infatti unicamente di accoglienza. Nel senso che i militi fungerebbero da comitato di benvenuto per accompagnare i finti rifugiati negli appositi alloggi.

L’ennesima truffa a danno dei cittadini è dunque già da tempo preconfezionata. Perché evidentemente chi sostiene che l’esercito andrebbe impiegato per difendere i confini auspica un impiego ben diverso da quello che intenderebbe farne il Consiglio federale.

Campagna elettorale?

Non siamo così ingenui da  non capire che l’Austria è in campagna elettorale e che il tema dell’invasione di finti rifugiati è, per ovvi motivi, sensibile e “politicamente interessante” da cavalcare. Però intanto le cose le fanno.

Ma allora siamo proprio solo noi svizzerotti a trovarci con un governo asservito a Bruxelles che ha fatto della calata di braghe “sistemica” la propria ragione di esistere? Cosa abbiamo fatto di male per meritarcelo?

Lorenzo Quadri