Via Sicura da rottamare, anche senza l’iniziativa popolare

Il flop della raccolta firme non vuole affatto dire che “l’è tüt a posct”!

 

L’iniziativa popolare contro gli eccessi di Via Sicura ha fatto flop. Il comitato promotore ha comunicato di aver raccolto circa 30mila firme, quando ce ne sarebbero volute 100mila. Di conseguenza, il testo verrà convertito in petizione. Tanto vale gettarlo direttamente nel water. Perché le petizioni, in quel di Palazzo federale, finiscono direttamente nell’ “archivio rotondo”; ossia nel cestino della carta straccia.

Due pesi e due misure

Via Sicura, come sappiamo, è quel conglomerato di norme grazie al quale chi supera (in modo importante) i limiti di velocità anche senza alcuna conseguenza concreta, viene punito più duramente di un rapinatore. Giustizia inflessibile con gli automobilisti, ma buonista-coglionista con i delinquenti. Poi ci si chiede come mai la fiducia dei cittadini nelle istituzioni  è ai minimi storici.

Ricordiamo a chi l’avesse dimenticato che il margine d’apprezzamento dei giudici (per mitigare la pena in base alle circostanze concrete) non esiste in Via Sicura. Viene però concesso ai criminali stranieri. La cricca ro$$overde, promotrice di Via Sicura, starnazzava contro l’iniziativa d’attuazione per l’espulsione dei delinquenti stranieri, denunciando la scandalosa circostanza che essa non prevedesse il margine d’apprezzamento per il giudice, che infatti è stato poi inserito nella legge d’applicazione dell’espulsione dei delinquenti stranieri votata dal parlamento. Una legge farlocca che infatti consente a giudici esponenti del club del “devono entrare tutti” di evitare l’espulsione di delinquenti stranieri con pretesti del piffero, a partire dalla libera circolazione delle persone.

Ma il sistema dei due pesi e delle due misure che contraddistingue la gauche-caviar colpisce ancora. Perché proprio quell’area ha fatto in modo che in Via Sicura il giudice non avesse margini di apprezzamento. Capita l’antifona? In Svizzera gli automobilisti devono essere trattati peggio dei delinquenti stranieri.

I “Raser”

E al proposito è bene ricordare come nasce Via Sicura. A dare lo spunto sono i cosiddetti “Raser” ossia i dementi che fanno le corse automobilistiche in autostrada. I quali, ma guarda un po’, sono tutti giovani stranieri. Con la scusa di sanzionare i “Raser”, la cricca ro$$overde ha colto la palla al balzo per criminalizzare tutti gli automobilisti. Sicché, seppure in modo indiretto, anche il bidone Via Sicura è l’ennesimo “regalo avvelenato” della deleteria politica dell’immigrazione scriteriata.

Criminalizzazione generale

La Doris uregiatta aveva pubblicamente dichiarato che con Via Sicura sarebbero stati duramente sanzionati solo “pochi casi estremi”. Invece le sanzioni fioccano a centinaia. E non ci voleva il Mago Otelma per prevedere che sarebbe andata così. Però alle camere federali il tandem PLR-PPD ha approvato comunque Via Sicura, calando le braghe davanti al ricatto morale e al populismo della $inistra, che strumentalizzava i morti sulle strade con l’obiettivo di criminalizzare gli automobilisti in generale.

In tempi recenti il Consiglio federale ha annunciato di voler correggere taluni eccessi di Via Sicura. Le modifiche dovranno passare dal parlamento,  e non ci vuole grande fantasia per immaginare gli strilli della gauche-caviar, la quale farà di tutto e di più per tenere in piedi la propria “conquista” contro gli automobilisti.

Diritti non così “popolari”

Ovviamente, il fallimento dell’iniziativa contro Via Sicura gioca a favore dei kompagni ro$$overdi. I quali avranno buon gioco nel dire che il flop dimostra che “l’è tüt a posct”, che in fondo alla popolazione svizzera Via Sicura va bene così, eccetera. Questa lettura è chiaramente farlocca.

Il flop dell’iniziativa va semmai attribuito a disorganizzazione e/o  mancanza di risorse da parte del comitato promotore. E’ bene infatti ricordare e sottolineare che raccogliere le 100mila firme necessarie alla riuscita di un’iniziativa popolare non è affatto una passeggiata. Ci vogliono soldi e ci vogliono persone. L’operazione è alla portata solo dei partiti nazionali, dei sindacati (i cui funzionari usano il tempo lavorativo per raccogliere le sottoscrizioni) e  di importanti gruppi di interesse. Senza una struttura solida dietro, solida anche finanziariamente, addio esercizio dei diritti popolari; almeno su scala nazionale.

Intanto però la casta pretenderebbe di rendere ancora più difficile il ricorso ad iniziative popolari e a referendum. Perché, secondo lei, se ne fanno troppi. Eh già: il popolo bestia deve essere esautorato! “Stranamente”, ma tu guarda i casi della vita, in questa pretesa la casta è spalleggiata dagli eurofunzionarietti. Quelli che, con sempre maggiore arroganza, pretendono di comandare in casa nostra (perché i loro camerieri bernesi glielo permettono). Che nessuno si faccia fregare!

Lorenzo Quadri