E’ proprio un accordo del Cassis

Accordo quadro istituzionale uguale fine delle misure accompagnatorie. E non solo…

 

Come volevasi dimostrare! Lo sconcio accordo quadro istituzionale, che la casta spalancatrice di frontiere, triciclo PLR-PPD- P$ in primis, sbava per firmare, sancirà la FINE delle misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone.

Con una recente sentenza, la Corte di giustizia della fallita UE ha annullato una misura antidumping decisa dall’Austria a tutela del proprio mercato del lavoro. Ecco dunque quello che succederà alle nostre misure accompagnatorie nel caso in cui venisse sottoscritto lo sconcio accordo quadro istituzionale: azzerate con un colpo di spugna dai GIUDICI STRANIERI!

Cosa ne dicono i $inistrati euroturbo, quelli che si sciacquano la bocca con le “misure d’accompagnamento” però sotto-sotto sono pronti a gettarle nel water perché “aprirsi all’UE”  e “far entrare tutti” per i kompagnuzzi multikulti è molto, ma molto più importante della tutela dei lavoratori svizzeri, di cui di fatto se ne impipano?

Altro che “tribunale arbitrale”!

La storiella del tribunale arbitrale composto da membri UE e svizzeri che dirimerebbe (uella) le vertenze relative all’accordo quadro istituzionale è l’ennesima fregnaccia. Il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis (PLR) da mesi va in giro a raccontare che, nell’accordo quadro, i giudici stranieri non sarebbero un problema. Delle due l’una: o racconta balle di proposito, oppure proprio non ha capito. Non sarebbe nemmeno una novità. Ricordiamo ad esempio che il buon Cassis prima dichiarava ai quattro venti che le norme sulla cittadinanza UE – che se applicate ci impedirebbero di espellere qualsiasi criminale straniero se costui è cittadino comunitario – non facevano parte dell’accordo quadro. Poi ha dovuto riconoscere che ne facevano parte eccome, assicurando però che il Consiglio federale non le avrebbe accettate e avrebbe lavorato per escluderle (la fetecchiata delle “linee rosse”). Certo, come no!

L’epilogo è fin troppo facile da prevedere: svizzerotti chinati a 90 gradi e direttive accettate “per non mettere in pericolo i rapporti con l’UE”!

Sul diritto comunitario…

Tornando ai giudici stranieri. Il famoso tribunale arbitrale potrebbe semmai statuire sull’applicazione del diritto svizzero. Ma sull’interpretazione e l’applicazione diritto UE decide solo la Corte di giustizia dell’Unione europea. E lo sconcio accordo quadro ci imporrebbe la ripresa dinamica, cioè automatica, del diritto UE.

Perché sul diritto comunitario decide solo la Corte di giustizia dell’Unione europea? Perché l’UE non accetta (sic!) giudici stranieri. Ed infatti non aderisce nemmeno alla tanto magnificata Convenzione europea dei diritti dell’uomo, proprio per non sottostare alla giurisdizione della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Hai capito i balivi dell’UE? Loro non accettano i giudici stranieri. Però li vogliono imporre agli altri. E i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale si abbassano le braghe all’istante.

Le conseguenze

Lo sconcio accordo quadro istituzionale, che la partitocrazia vuole ad ogni costo sottoscrivere, ci imporrebbe:

  • Ripresa dinamica, cioè automatica, del diritto UE;
  • Giudici stranieri: la corte arbitrale di cui va favoleggiando il buon Cassis è una “cassata” manifesta;
  • Fine delle misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone: il caso austriaco ne è conferma eclatante;
  • Obbligo di conformarci alla direttiva UE sulla cittadinanza e quindi fine dell’espulsione dei criminali stranieri (ovvero: azzeramento di una votazione popolare);
  • Assicurazioni sociali svizzere, finanziate con i nostri soldi, prese d’assalto da cittadini UE;
  • Obbligo di far entrare i TIR da 60 tonnellate;
  • Fine delle banche cantonali con garanzia dello Stato, poiché non piacciono ai funzionarietti di Bruxelles;
  • Eccetera eccetera.

Il vaso di Pandora

Insomma: non solo un accordo coloniale, ma un vero e proprio vaso di Pandora. La fine della nostra sovranità e dei nostri diritti popolari. Questo vuole la partitocrazia. E noi dovremmo sottoscrivere un simile accordo del Cassis? Ma neanche per sogno!

E il 25 novembre, per chiarire che di giudici stranieri in casa nostra non ne vogliamo, tutti a votare Sì all’iniziativa “per l’autodeterminazione”!

Lorenzo Quadri

I camerieri dell’UE dovranno spiegare alcune cosette!

I nostri soldi utilizzati per foraggiare trasporti di finti rifugiati dalla Libia all’Italia? 

Secondo il quotidiano italiano il Giornale, il DFAE sarebbe tra i principali foraggiatori della discussa ONG Moas: interpellanza della Lega al Consiglio federale in arrivo!

Perdindirindina, questa è grossa! Il quotidiano d’Oltreramina “Il Giornale” venerdì ha pubblicato un’ampia inchiesta su chi trasporta i finti rifugiati con lo smartphone dalle coste libiche a quelle italiane. Tra questi, figura la discussa ONG (organizzazione non governativa) Moas.

Moas ha sede a Malta ed è stata fondata da una ricca coppia italo-americana. L’ONG è in prima linea nel gestire (citazione dal Giornale) la “flotta solidale” ossia “un gruppo di navi che, com’è ormai assodato, va incontro ai barconi dei migranti a ridosso delle coste libiche, li carica a bordo e li trasporta nei porti italiani”.

Ebbene, secondo le informazioni raccolte dal Giornale, pare che tra i principali finanziatori di questa ONG ci sia nientepopodimento che la Confederella. E, più precisamente, il DFAE guidato dal liblab Didier “dobbiamo aprirci all’UE” Burkhaltèèèèr. Uella!

Sulla base di questa scoperta, il Giornale pubblica un lungo editoriale intitolato “Se la Svizzera ora finanzia l’invasione d’Italia”.

I contenuti sono faziosi ed anti-svizzeri (e poi a rovinare il clima transfrontaliero sarebbe il Mattino populista e razzista?). Come sempre accade quando la stampa d’Oltreramina riferisce su questioni che riguardano il nostro paese, del resto. Abbondano, nell’articolo del quotidiano italico, le cifre creative  – ovvero farlocche – sui flussi migratori verso il nostro paese. Ricordiamo ai vicini a sud che la Svizzera (razzista, chiusa e gretta) è il paese che accoglie più asilanti per rapporto al numero di abitanti.  E che ha un quarto di popolazione straniera, senza contare le naturalizzazioni facili. Ma, al di là di questo, l’affare scotta. Eccome che scotta!

E’ infatti chiaro come il sole che, se davvero la Confederazione, e meglio il Dipartimento federale affari esteri, foraggia con soldi pubblici un’ONG che va a prendere i finti rifugiati sulle coste libiche e poi li scarica  nei porti italiani, dovrà renderne conto. Eccome che dovrà. Anche davanti al parlamento, e di conseguenza all’opinione pubblica ed ai cittadini che pagano il conto, sempre più spropositato, della politica d’asilo e degli aiuti miliardari all’estero. Vero Burkhaltèèèr?

E’ infatti palese che i migranti economici giunti in Italia vanno poi a creare il caos asilo ai confini ticinesi. Con tutte le conseguenze del caso. Anche – ovviamente – a livello di entrate clandestine nel nostro paese.
Ministro degli esteri targato PLR,  è così che si usano i soldi dei contribuenti? Interpellanza leghista in arrivo!

Lorenzo Quadri