I ticinesi non fanno più figli: chissà come mai, eh?

La casta spalancatrice di frontiere restituisca alla gente il benessere che le ha scippano a suon di scellerate “aperture”!

 Ma guarda un po’, secondo l’ultima statistica divulgata dall’USTAT (Ufficio federale di statistica) in Ticino nell’anno di disgrazia 2018 il cosiddetto saldo naturale ha toccato il punto più basso degli ultimi 100 anni. Le nascite sono passate dalle 2774 del 2017 alle 2556 del 2018 (-218). Sono diminuiti anche i decessi (da 3230 a 3152) che però rimangono comunque chiaramente superiori alle nascite.

In crescita anche i divorzi: infatti due matrimoni su cinque scoppiano.

Adesso osiamo sperare che nessuno venga a tirar fuori per l’ennesima volta la “cagata pazzesca” (cit. Fantozzi) che per contrastare la denatalità bisogna far arrivare migranti, perché gli ridiamo in faccia! Altro che migranti. La casta deve restituire ai ticinesi il benessere che gli ha scippato!

Altro che “globalizzazione = benessere”!

Che i ticinesi facciano sempre meno figli non è certo una sorpresa ed è facile immaginare il perché. La scellerate “aperture”, la devastante libera circolazione delle persone voluta dal triciclo PLR-PPD-P$$ hanno creato povertà, precarietà, disoccupazione e dumping salariale! Altro che la fregnaccia, con cui la casta spalancatrice di frontiere si riempiva la bocca, della “globalizzazione che avrebbe portato benessere”! Benessere per i manager stranieri delle multinazionali, forse! Non certo per i comuni lavoratori! I quali hanno visto liquefarsi le proprie sicurezze e si sono trovati precipitati in una guerra tra poveri, opposti a frontalieri e manodopera straniera a basso costo. Una guerra da cui il ticinese non può che uscire perdente! Ma la partitocrazia PLR-PPD-P$$, supportata dalla stampa di regime, continua istericamente ad opporsi ad ogni misura efficace di protezione del nostro mercato del lavoro, perché altrimenti i balivi di Bruxelles  si “adombrano”!

Se allo sfascio del mercato del lavoro aggiungiamo l’esplosione dei premi di cassa malati, che sul budget di molte famiglie pesano più dell’affitto, il quadro peggiora ancora. E se pensiamo che, per tutta risposta, il lobbysta professionista delle Casse malati Ignazio KrankenCassis è stato premiato dalla partitocrazia bernese con una cadrega in Consiglio federale…

Gli inviti ad emigrare

E poi ci si meraviglia che i ticinesi non fanno figli? Certo che non ne fanno, se non sono in grado di mantenerli, se non sanno se domani avranno ancora un lavoro oppure saranno in assistenza, e se vedono che più passa il tempo più, grazie alle frontiere spalancate, il Ticino si trasforma in una provincia lombarda depressa con tassi di disoccupazione italiani ma costi della vita svizzeri! Ed infatti sempre più politicanti del triciclo esortano i giovani ticinesi ed emigrare, sciorinando la solita fregnaccia del “bisogna aprirsi”! Hai capito lor$ignori? Prima devastano il Cantone e poi, invece di rimediare, invitano i giovani ad andarsene, come i nostri bisnonni che emigravano in Argentina!

Chiaro anche che le coppie scoppiano se non ci sono soldi e non c’è lavoro, visto che simili situazioni hanno evidentemente pesanti conseguenze anche a livello psicologico!

Per contro, migranti economici in arrivo “da altre culture” spesso e volentieri non si fanno problemi, aiutati dai soliti noti, a mettersi a carico del nostro Stato sociale. E nemmeno a fare figli a go-go, magari a distanza di tre anni uno dall’altro per continuare a beneficiare degli assegni di prima infanzia.

Che tolla!

La casta spalancatrice di frontiere ha rubato il (relativo) benessere che i ticinesi si erano conquistati, e poi ha ancora la faccia di tolla di chiedersi come mai in questo sfigatissimo Cantone non si fanno più figli?

E il Corriere del Ticino targato PLR per commentare la notizia sulla denatalità, non trova di meglio che andare ad intervistare il prete-politicante di Chiasso che ancora una volta si mette a cianciare di “accoglienza”?

Ma andate a Baggio a suonare l’organo!

Lorenzo Quadri

Eccesso di migranti, e troppi non sono integrabili

Impennata dei casi di violenza domestica e dei matrimoni forzati: grazie multikulti!

 

L’integrazione dei migranti? Sempre più spesso fallisce. Gli indicatori in questo senso si moltiplicano. L’epico flop è dovuto alla sciagurata politica del “devono entrare tutti” – che ha fatto, e continua a far entrare, in Svizzera un quantitativo insostenibile di migranti – ed al multikulti.

Quest’ultimo ha permesso a troppi immigrati da “altre culture” di vivere  da noi secondo le loro regole e non secondo le nostre. E magari di farlo mettendosi a carico dello stato sociale elvetico, troppo spesso compiacente e pure fessacchiotto.

Violenza domestica

Le conseguenze sono pesanti. Leggi: preoccupanti fenomeni di delinquenza d’importazione. Di recente il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, proprio su queste colonne, ha snocciolato alcune cifre sulla violenza domestica in Ticino. Ne è emerso che nei primi 6 mesi del 2017 gli interventi di polizia in tale ambito sono stati 529: vale a dire, ben 130 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma è emerso anche altro: ossia che nel 69% degli episodi di violenza domestica è coinvolto un cittadino straniero. Nel 31% sono stranieri entrambi i partner.

In altre parole: in 70 casi di violenza domestica su 100 c’entrano stranieri. Ma come: immigrazione non era uguale a ricchezza? Ma come: gli stranieri che delinquono non erano tutta una balla della Lega populista e razzista?

A margine di uno degli ultimi drammi, quello della giovane donne eritrea “caduta” da un balcone a Bellinzona (accusato dell’omicidio, il convivente e connazionale), un quotidano radikalchic, certamente non sospetto di simpatie  leghiste, ha raccolto la testimonianza di una vicina. Secondo la donna, l’eritreo aveva già tentato in precedenza di gettare la compagna dal balcone, e si sarebbe giustificato come segue: “è la nostra cultura”.

Le frottole di Sommaruga

Ed infatti molti dei finti rifugiati di cui ci stiamo riempiendo provengono da “culture” in cui la violenza nei confronti delle donne è socialmente accettata, se non addirittura giustificata. La ministra del “devono entrare tutti”, kompagna Simonetta Sommaruga, all’indomani dei turpi “Fatti di Colonia”, aveva dichiarato che “non c’è posto in Svizzera per i migranti che non rispettano le donne”. Parole di circostanza, del tutto vacue, visto che di “migranti che non rispettano le donne” Sommaruga e soci continuano a farne entrare; perché “bisogna aprirsi”.

L’immigrazione incontrollata è incompatibile già con la sicurezza fisica della donna. Figuriamoci con i suoi diritti.  Nel Belpaese se ne è accorta perfino una giornalista come Lucia Annunziata: una che più a sinistra non si può. Da noi invece i kompagni continuano a strillare al razzismo, mentre le nuove leve (?)della gauche caviar vanno a Chiasso a manifestare – rimediando dei flop colossali – CONTRO le guardie di confine e a sostegno dell’immigrazione clandestina. Alla quale, va da sé, gli svizzerotti “chiusi e gretti” devono spalancare le porte.

Matrimoni forzati

Un legame con le violenze domestiche l’hanno certamente anche i matrimoni forzati. E pure su questo fronte le notizie sono preoccupanti. L’Ufficio federale che se ne occupa ha constatato che i matrimoni forzati tra asilanti diventano sempre più numerosi. Nel 2016 ha dovuto affrontare 64 dossier che riguardavano questa fattispecie, contro i 26 dell’anno precedente. I casi dunque sono più che raddoppiati. I matrimoni forzati tra asilanti costituiscono il 20% del totale. Il restante 80% coinvolge ovviamente altri stranieri, in alcuni casi residenti Svizzera anche da svariati decenni. Il padre di origine turca recentemente condannato per aver costretto le due figlie a sposarsi contro la loro volontà vive nel nostro paese da trent’anni. Ha pure acquisito il passaporto rosso. Ciò a conferma che, grazie al multikulti, si possono trascorrere in Svizzera tre decenni, si può ottenere la naturalizzazione, e tutto questo senza essere minimamente integrati. Gli immigrati che si trovano in questa condizione sono per lo più islamici praticanti. Perché l’Islam non è integrabile, come ebbe a dire il celebre politologo Giovanni Sartori.

Società occidentale decadente

A proposito della motivazione che sta all’origine dei matrimoni forzati  tra presunti profughi, l’ufficio competente si esprime in questi termini: “quasi sempre sono i genitori a mettere pressione sui figli minorenni, sia perché si tratta di una tradizione del paese d’origine, sia perché ai loro occhi (i matrimoni forzati) rappresentano un baluardo all’interno della società occidentale, che giudicano come decadente”.

Chiaro il messaggio? Questi finti rifugiati giudicano la nostra società come decadente (va da sé che “decadente” è un eufemismo utilizzato dal politikamente korrettissimo ufficio federale). Quindi la giudicano con disprezzo e non si sognano ovviamente di integrarsi. (Le nostre prestazioni sociali, invece, quelle non sono “decadenti”. Quelle vanno benissimo).

Se noi tolleriamo queste situazioni, magari per paura dell’etichetta di razzisti e xenofobi, vuol dire che siamo proprio fessi.

E’ quindi ora di piantarla con il multikulti  e con l’immigrazione incontrollata, essendone stato dimostrato ampiamente ed abbondantemente il fallimento. Essi mettono a rischio la nostra sicurezza, la nostra economia, la nostra società. Le porte per chi non è integrato né integrabile e nemmeno è un perseguitato si devono chiudere.

Lorenzo Quadri