Lugano non si fa ricattare dai sedicenti “autogestiti

L’annunciata manifestazione dei molinari non se la filerà nessuno. E, se del caso…

 

Uhhh, che pagüüüraaa! I sedicenti autogestiti, in futuro – purtroppo mancano ancora anni – dovranno finalmente sloggiare dall’ex Macello. La struttura, occupata abusivamente, va restituita ai legittimi proprietari, ovvero ai cittadini luganesi. Il Municipio ha presentato, ed il Consiglio comunale ha approvato, il Messaggio per la riqualifica del sedime, che comporta investimenti per oltre 26 milioni di Fr. Ed è evidente che non si spendono 26 milioni per avere ancora gli autogestiti tra i piedi. Come detto più volte, se costoro vogliono una sede, se la andranno a cercare sul mercato immobiliare e pagheranno un affitto, come tutti i comuni mortali. E soprattutto, non sta scritto da nessuna parte che i molinari debbano restare a Lugano. Gli autogestiti però non ci stanno, e fanno la voce grossa. E quindi annunciano, con i consueti toni farneticanti (frutto del consumo di qualche sostanza?) che il 14 di settembre okkuperanno la città di Lugano, anzi “se la riprenderanno”. E giù il solito pistolotto su “padroni, razzisti, sessisti, imprenditori della paura”, e via andando!

“Riprendersi”?

Ohibò, ma questi molinari chi si credono di essere? Prima di tutto non si “riprendono” un bel niente, perché la città non è mai stata “loro” né mai lo sarà (e tra l’altro: quanti dei sedicenti autogestiti risiedono in realtà nel Belpaese?). Sono i cittadini di Lugano che si riprenderanno l’ex macello occupato abusivamente da quasi due decenni.
Ci pare inoltre di ricordare che ad inizio anni Novanta, quando la Lega manifestò a Melide per difendere i diritti dei cittadini ticinesi – mentre i Molinari manifestano, o minacciano di farlo, perché pretendono di farsi i propri comodi in spazi pubblici alla faccia delle regole che valgono per tutti gli altri – arrivarono da Zurigo le teste di cuoio in tenuta antisommossa. Qualcuno si prese anche un sacco di botte. E quindi, se il 14 settembre dovessero esserci disordini…

Oppure contro i leghisti ci si mobilita in assetto di guerra, mentre con i $inistrati si usa il guanto di velluto?

Hanno fatto male i conti

Comunque, se questi sedicenti autogestiti immaginano che la popolazione di Lugano solidarizzerà con loro, forse hanno fatto male i conti. Perché la stragrande maggioranza dei luganesi ne ha piene le scuffie di questi abusivi che possono occupare gratis spazi pubblici ed impiparsene delle regole che valgono per tutti. Fanno eccezione i $inistrati che, come noto, difendono i privilegi dei molinari. Ma come: il motto della sezione P$ di Lugano non era un sentenzioso “Per tutti, senza privilegi”? Invece i privilegi degli amici dello CSOA che strillano al razzismo e si riempiono la bocca con le frontiere spalancate vanno bene? Ah già, ma sono “dei loro”…

 Attendiamo le cifre

Si attende sempre di sapere quanto sono costati al solito sfigato contribuente luganese 17 anni di autogestione. Compresi i dispositivi di sicurezza per manifestazioni non autorizzate organizzate dai molinari tanto per rompere i santissimi, gli innumerevoli interventi di polizia all’ex macello, la riparazione dei vandalismi commessi dai signori dello CSOA, eccetera.
Questi sedicenti autogestiti si sciacquano la bocca con concetti quali democrazia, tolleranza, partecipazione; poi fanno proprio il contrario e pretendono di imporsi con minacce e ricatti, e insultano tutti quelli che non ci stanno a piegarsi alla loro cafonaggine ed intolleranza. Ma föö di ball una volta per tutte!

Lorenzo Quadri

 

Ex Macello: Molinari föö di ball. E non si torna indietro

Investire 26.5 milioni per riconsegnare il sedime agli autogestiti? Ma diamo i numeri?

I compagni, quelli che godono per le difficoltà dell’aeroporto e vorrebbero chiuderlo, se ne facciano una ragione: i loro amici “autogestiti” dovranno levare le tende. Se proprio vogliono, gli esponenti della gauche-caviar possono mettere a disposizione dello CSOA una delle loro ville…

Il Municipio di Lugano ha licenziato nei giorni scorsi il Messaggio municipale con cui chiede al Consiglio comunale l’apertura di un concorso internazionale (argh) d’architettura per la valorizzazione del sedime dell’ex Macello.

Il concorso deve – per legge – essere internazionale data l’entità del progetto e le cifre in ballo. Speriamo quindi di non trovarci con gli architetti di Como o di Varese…tra i professionisti ticinesi c’è sicuramente chi è in grado di trattare il tema ex Macello con la competenza necessaria. In Ticino non abbiamo forse un’Accademia di architettura? Però i lavori pubblici più sostanziosi varcano il confine?

A disposizione di tutti

Comunque, quello della scelta degli architetti è un problema che, al momento, è al di là da venire. Il Messaggio municipale per il  concorso d’architettura conferma quanto già espresso dal municipio sull’ex Macello nei mesi scorsi, quando l’Esecutivo ha presentato le proprie intenzioni per il futuro del pregiato comparto. Che dovrà essere a disposizione di tutti i luganesi. Sono loro i proprietari. Non certo i sedicenti autogestiti (quanti in arrivo dai centri sociali ro$$i d’oltreramina?) che sono semmai occupanti abusivi (le condizioni contenute nella famosa Convenzione del 2002 non sono mai state rispettate).

26.5 milioni

All’ex Macello ci saranno dunque spazi per manifestazioni ed eventi, per il coworking ed costudying, punti di ristorazione, alloggi per studenti e per turisti, eccetera. Il progetto, già annunciato negli scorsi mesi, procede sulla via della realizzazione. Che, certo, non sarà per domani. Ma il Municipio ha finalmente deciso di affrontare di petto, e non solo a blabla,  il tema della riqualifica del comparto. L’investimento previsto è di 26.5 milioni di franchetti. Ancora non si sa quanti verranno messi dalla città e quanti saranno coperti da investitori privati o da altri enti pubblici o parapubblici.

Chi non ci sarà

Oltre a quello che ci sarà nell’ex Macello, conta anche quello che NON ci sarà. Non ci sarà il centro autogestito. Ovvero: molinari, föö di ball! Questo concetto viene ribadito nel Messaggio per il concorso di architettura: nel sedime non ci sarà spazio per l’autogestione. E ci mancherebbe anche che si spendessero 26.5 milioni per l’ex Macello per poi rimetterci dentro gli autogestiti! Ma non se ne parla nemmeno! Eppure i $inistrati vorrebbero proprio questo. Il P$ di Lugano ha già auspicato cambiamenti di rotta. Come si dice in dialetto di Corticiasca: “keep on dreaming”! Continuate pure a sognare, cari kompagni. Di cambiamenti di rotta non ce ne saranno proprio. I molinari, volenti o nolenti, dovranno sloggiare. E, se vorranno degli spazi, se li andranno a cercare sul mercato e pagheranno un affitto. Come fanno tutti i comuni mortali.

Hai capito gli esponenti della gauche-caviar luganese? Sognano di chiudere l’odiato aeroporto adducendo motivi di costi e godono per le difficoltà dello scalo. Però vorrebbero che la città investisse un numero imprecisato di milioni del contribuente nella riqualifica dell’ex macello… per poi riconsegnarlo ai molinari. Applausi a scena aperta!

Lorenzo Quadri